Scoperta nel parco archeologico di Ocriculum: riemerge il fasto dell’antica Roma sul Tevere

Maggio 21, 2026 - 10:27
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Scoperta nel parco archeologico di Ocriculum: riemerge il fasto dell’antica Roma sul Tevere

Il Parco Archeologico di Ocriculum, un’area di circa 36 ettari che sorge adagiata su un’ansa del Tevere, vicino all’abitato di Otricoli, è la custode di quello che fu il primo municipio romano dell’Umbria. Oggi, continua a offrire un quadro dettagliato dello sviluppo urbano e monumentale di questa città romana grazie a una recente indagine archeologica che ha restituito un complesso di strutture di eccezionale valore scientifico.

Antico e dinamico snodo strategico, questo centro fiorì in epoca imperiale grazie alla costruzione della Via Flaminia e alla presenza del celebre Porto dell’Olio, un porto fluviale che divenne il secondo fulcro commerciale più importante dopo Ostia. Un panorama archeologico così suggestivo e potente da ammaliare, nei secoli, illustri viaggiatori come Johann Wolfgang von Goethe.

Grandi basoli, monumenti e fontane riemergono

La recente indagine archeologica, condotta tra i mesi di marzo e maggio, ha concentrato i propri sforzi in un settore centrale del sito finora poco esplorato, identificato dagli studiosi come la probabile area forense dell’antica città romana. Le attività di scavo hanno dato vita a un ritrovamento dal valore scientifico straordinario.

Il primo elemento emerso è un ampio tracciato stradale perfettamente conservato, pavimentato con i tradizionali grandi basoli in pietra locale che recano ancora i segni del tempo e del passaggio dei carri. Immediatamente a ridosso della strada, gli archeologi hanno individuato un imponente basamento in calcestruzzo arricchito da spezzoni di tufo, concepito in antichità per regolarizzare i dislivelli naturali del terreno e sostenere edifici di grande importanza.

A conferma del prestigio dell’area, il terreno ha restituito fusti di colonne, frammenti di terrecotte architettoniche, decorazioni marmoree di finissima fattura e persino un peso commerciale in pietra da 30 libbre. Ma la sorpresa più spettacolare è stata il rinvenimento dei resti di una monumentale fontana pubblica di forma ottagonale. Situata in uno spazio aperto e circondata da un elegante lastricato, la struttura presenta un rivestimento interno in cocciopesto, testimonianza della straordinaria ingegneria idraulica romana del tempo in Umbria.

Resti della fontana monumentale ritrovati nel Parco archeologico di Ocriculum
Ufficio Stampa
I resti della fontana monumentale ritrovati nel Parco archeologico di Ocriculum

Perché è un ritrovamento importante

La portata di questa scoperta va ben oltre la bellezza dei singoli reperti e promette di riscrivere l’assetto urbanistico di Ocriculum. Fino ad oggi, la topografia di questa porzione centrale del municipio romano era avvolta nel mistero. I nuovi dati scientifici permettono invece di ridisegnare la mappa dei principali spazi pubblici e civici, confermando la monumentalità e il fasto che caratterizzavano la città tra il I e il II secolo d.C.

L’altissima qualità dei materiali marmorei e delle decorazioni attesta inequivocabilmente l’elevato rango della committenza e la centralità politica, religiosa o civile che questo specifico complesso rivestiva per l’intera comunità dell’epoca.

Le nuove acquisizioni, quindi, non solo arricchiscono il patrimonio esistente, ma aprono orizzonti inediti per la ricerca scientifica del futuro. Per i viaggiatori e gli amanti della storia, la notizia più bella è che le istituzioni sono già al lavoro per progettare percorsi di valorizzazione che renderanno presto accessibili al pubblico queste meraviglie appena riemerse dalla terra.

Tratto di strada basolata nello scavo a Ocriculum in Umbria
Ufficio Stampa
Tratto di strada basolata ritrovato durante gli scavi

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