Scuderi e Guarda strattonate dalla polizia belga, AVS: Tajani chieda spiegazioni urgenti al collega belga
Bruxelles – “La polizia di Bruxelles mi ha impedito di camminare da libera cittadina per strada, a qualche centinaia di metri dal Parlamento europeo, dove si stava svolgendo una manifestazione della destra a favore della remigrazione”. Lo ha scritto ieri (15 luglio) sui social l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Benedetta Scuderi. “Mi è stato detto che non potevo camminare in una strada pubblica, seppure stavo tornando nel mio ufficio e in quelle strade non c’era alcun manifestante. Sono stata strattonata e spostata con la forza, anche se altre persone camminavano intorno a me”, ha spiegato. “Forse a spaventare la polizia è stata la bandiera della pace che avevo in mano? Alla mia richiesta di spiegazioni è stato risposto con imposizioni aggressive e perentorie che non avevano alcun contenuto”, ha raccontato. “È assurdo che in Europa, a Bruxelles, davanti al Parlamento, si verifichino scene del genere, mentre dall’altra parte della strada qualche decina di persone protesta a favore della deportazione di esseri umani, del razzismo e della violenza. Perché i neo-nazisti hanno il potere di toglierci anche la libertà di camminare? La polizia da che parte stava?”, ha concluso Scuderi.
Ogg (16 luglio), i leader di AVS, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, hanno chiesto che il ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, chieda spiegazioni al suo omologo. “Ieri l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Benedetta Scuderi è stata bloccata, strattonata e spostata con la forza dalla polizia di Bruxelles mentre stava semplicemente camminando con una bandiera della pace in mano nei pressi di un sit-in d’ispirazione neonazista. Nello stesso contesto, l’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, Cristina Guarda, è stata allontanata dalla polizia mentre teneva in mano il cartello ‘United in Europe’ per protestare pacificamente davanti alla stessa manifestazione”, hanno sottolineato Bonelli e Fratoianni. “Un trattamento che non trova alcuna giustificazione e per il quale chiediamo al ministro Tajani di intervenire urgentemente presso il suo omologo belga“. I due leader hanno precisato che “è allucinante che a delle persone, a prescindere dal fatto che siano parlamentari europee, venga impedito di camminare liberamente in una pubblica via o di dissentire pacificamente e che addirittura venga applicato l’uso della forza”. Mentre “il fatto poi che venga fatto nei confronti di membri del Parlamento davanti all’istituzione che rappresenta, fa ancora più riflettere sulle tenute delle nostre democrazie”, mentre “nel frattempo, nella zona antistante, un gruppo di neonazisti inneggia alla deportazione, alla remigrazione e al razzismo: qui si mettono in discussione le libertà più elementari della persona. Il ministro Tajani chieda conto di questi fatti incresciosi al suo omologo belga con la massima urgenza”, hanno concluso.
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