Se il Milan riparte da Ibrahimovic, il tifoso rossonero si deve preoccupare. Allegri dopo Fonseca e Conceicao: a cosa porta cambiare sempre?

Maggio 14, 2026 - 13:55
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Il Diavolo è sotto pressione, emergono continuamente frizioni interne: il commento di parte rossonera

L’Inter vince lo Scudetto, vince pure la Coppa Italia, forse può aprire anche un ciclo: non sembra ci siano rivali all’altezza e il Milan non si accredita a essere una rivale futura. Il Club rossonero sta a guardare gli avversari vincere e litiga al suo interno.

L’articolo di Monica Colombo sul Corsera ha aperto a un’ennesima crisi, questa volta tra Ibrahimovic e Allegri. Oltre alle solite divergenze con Furlani e ai problemi con Tare. Insomma oggi sembra essere un ‘tutti contro tutti’.

CAMBIARE SEMPRE A COSA PORTA?

Si racconta di un tecnico che deve lottare con nemici interni: cosa assurda, non da grande Club. Tutti devono remare nella stessa direzione, cosa che accade ad esempio all’Inter, che ha unione, competenza, serietà e voglia di vincere.

Se Allegri va via, ci sarà il quinto allenatore nel giro di un paio di anni: ma il tecnico è il minore dei problemi.

Lo scorso anno Fonseca non è stato difeso, subito messo in discussione, già a ottobre, e non è stato protetto dalla Società. Recentemente Conceicao ha lamentato lo stesso trattamento. Ora è il turno dell’allenatore livornese.

Cambiare sempre, poi, non ti porta da nessuna parte. E’ sempre l’anno zero e non si riesce mai a costruire.

Dopodiché, la rivoluzione a livello societario che si preannuncia rischia di essere persino pericolosa. Se davvero, come trapelato negli ultimi giorni, la figura di riferimento del nuovo corso sarà Zlatan Ibrahimovic, allora il tifoso del Milan si deve preoccupare.

Perché lo abbiamo già visto nelle vesti di dirigente, lo scorso anno, e non si è dimostrato all’altezza. In conferenza dice a Fonseca di non intromettersi nel mercato e di pensare al campo. Così lo indebolisce, e ci mette il carico quando convoca una riunione con la squadra nello spogliatoio di Milanello, lasciando fuori il tecnico. Ci ricordiamo dichiarazioni sbagliate e anche copertine parecchio discutibili su qualche rivista, nei momenti più delicati della scorsa stagione. Non può essere lui l’uomo da cui ripartire. Se Il Milan riparte da Ibra rischia di fare peggio degli ultimi anni, cosa per niente facile.

Cardinale deve fare chiarezza all’interno del Club, cercare di costruire una Società forte e unita. La dirigenza deve comportarsi da tale, con scelte giuste sul mercato, supportando la figura dell’allenatore e facendo respirare alla squadra un clima positivo.

Il crollo del Milan in campo, infatti, è dovuto evidentemente a quello che ha dovuto vivere e respirare attorno a sé nelle ultime settimane.

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