"Se Meloni rincorre Vannacci commette un grandissimo errore", dice Nicola Porro

17 Luglio 2026 - 21:10
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E alla fine anche Giorgia Meloni alza le barricate in difesa di Mario Roggero, il gioielliere che uccise per vendetta e non per legittima difesa – così ha ribadito la Corte di Cassazione. Troppo forte il vortice Vannacci, il timore di restare fuori dalla competizione verso gli estremi imposta dal generale? "Rincorrere Vannacci è folle", premette Nicola Porro, vicedirettore del Giornale e conduttore di Quarta Repubblica su Rete4. "Rincorrere però un elettorato che si riconosce in Vannacci non è affatto folle: sono due piani completamente diversi. E quando si fa finta che un certo tipo di elettori non esista, sia a destra sia a sinistra, si commette un grave errore politico. Capisco però il dilemma della coalizione". Cioè? "All'inizio della legislatura, il problema del governo Meloni era crearsi una classe dirigente: oggi è non crearsi un'opposizione alla sua destra. Una tendenza del tutto nuova, tipica della sinistra. Ma va affrontata seriamente: la destra può rimanere destra di governo soltanto se riesce a portare a casa le suggestioni alimentate dall'area Vannacci. Non può esistere una forza da 10 per cento fuori dalla maggioranza. Lo dico per loro".

Eppure inseguire non paga. A tirare Roggero per la giacchetta ci aveva già provato Salvini, con scarso successo: di fronte a fatti di cronaca tanto eclatanti la gente sceglie l'originale – e il gioielliere pure. "La strategia comunicativa di Meloni forse arriva tardi", dice il giornalista al Foglio, "il punto sostanziale però è come rispondere in modo efficace alla concorrenza del generale, cercando di capire il perché del suo successo. Dunque serve intercettare con buonsenso il malcontento popolare, generato in questo caso da una sentenza assurda". Roggero però ha sparato a tre uomini, uccidendone due. Quando questi, a rapina avvenuta, erano ormai fuori dal suo negozio.

"Pur sapendo che ha sbagliato, io sono fra quelli che lo difende. Viviamo in una contraddizione bestiale tra il fatto che lui non è un criminale, ha commesso un crimine – attenzione a questa differenza sottile ma sostanziale – eppure lo stato non è riuscito a trovare attraverso le norme e le interpretazioni giuridiche la possibilità per Roggero di avere una comprensione legale e istituzionale delle sue azioni. Penso ci sia un grave livello di incapacità da parte del legislatore di intendere esattamente il peso delle responsabilità in questa storia: com'è possibile che esista una norma sul risarcimento per le famiglie dei rapinatori pari a 3 milioni di euro? Servirebbe un po' di realismo".

Secondo Porro "in questo modo si dà l'idea che ci sia stato un altro affare Dreyfus – è un'esagerazione, ovviamente: il militare francese era del tutto innocente, il gioielliere ha sparato. Eppure quell'elemento del risarcimento contribuisce ad alimentare la sensazione che non sia stata fatta giustizia". Dunque che sia tutto uno scandalo, che all'Italia malmessa urga una terapia d'urto: Vannacci. "Con questa sentenza incomprensibile i giudici sembrano aver voluto decretare che ci sia un'emergenza, e che l'emergenza siano le vendette degli italiani. Non penso che questo sia il lato giusto da prendere in questo momento, sul piano sociale. Comprendo il rischio dei pistoleri, ripudio la giustizia privata, ma il disposto complessivo sposta l'attenzione sull'effettiva emergenza: semmai l'acqua sul fuoco è da buttare sulla narrativa dei cittadini dal grilletto facile e dei poliziotti torturatori. Lo dico da liberale e libertario: sbagliamo a collocare il caso Roggero nelle categorie tipiche della destra e della sinistra. Su questo Meloni ha ragione".

Dunque Giorgia sbaglia la forma, non la sostanza? "Il vannaccismo non va combattuto sui cavalli di battaglia del generale, dove lui vince di default – sicurezza, law and order, narrativa dell'uomo forte. Ma sui temi fondanti della destra liberale: economia, giustizia, politica estera. Lì Vannacci è fragilissimo, ne parleremo in questi giorni anche a La Ripartenza 2026", la kermesse annuale tra mondo delle imprese e delle istituzioni che Porro condurrà a Maratea tra il 17 e il 19 luglio.

"Nel corso delle sue tante apparizioni televisive, qualcuno ha mai chiesto a Vannacci che cosa ne pensa della riforma fiscale? Bisogna spingerlo nel campo in cui è più fragile: è questo il tema centrale. Un paese senza economia libera, debole su burocrazia e diritti, spostato verso il corporativismo – come vorrebbe lui – è un paese morto. Dunque il problema sicurezza esiste e non va negato. Ma su tutto il resto la classe dirigente di Meloni ha tantissimi temi su cui ribattere: pil, efficienza produttiva, collocazione internazionale. Governare è sempre complicatissimo. La vera forza di questa destra è essere una destra di governo, con soluzioni di governo. Nel solco del liberalismo e dell'atlantismo: questo è il set di valori condivisi che Vannacci non potrà mai battere".

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