Crosetto esprime dubbi sulla sentenza Roggero, ma l’Anm e Unicost lo attaccano. L’intolleranza delle toghe alla libertà di pensiero

I magistrati possono attaccare il governo, le leggi, scendere in piazza. Aprire lo champagne dire , “Chi non salta Giorgia è”, dopo la vittoria al referendum. Un ministro, un deputato, non possono criticare una sentenza. Lo sapevamo e ce lo hanno confermato ancora una volta le toghe, alzando un muro contro Guido Crosetto. Reo soltanto di avere criticato la sentenza che ha condannato a 15 anni il gioielliere Mario Roggero.
Le parole (innocenti) di Crosetto
Su Mario Roggero “penso vada esperita ogni possibilità perché possa tornare a casa”. Così su X il ministro della Difesa Guido Crosetto, che aveva aggiunto:” da anni c’è una giurisprudenza che interpreta le leggi al punto di stravolgerle ed è stato consentito di mandare in libertà dopo pochi anni anche assassini di servitori dello Stato, per questo ciò che è accaduto a Roggero è ingiusto, incomprensibile e anche difficile da accettare“.
Che ci siano stati assassini (brigatisti ad esempio) che non abbiano pagato niente nessuno lo può contestare. Che poi in democrazia uno possa non essere d’accordo è legittimo. Ma in Italia i giudici mal sopportano l’invadenza democratica. E cosi ecco le reazioni delle correnti.
Anm e Unicost perdono la testa
“Le parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto, sono inaccettabili in quanto sintomo di scarsa consapevolezza dei principi fondamentali dello Stato di diritto. In un sistema democratico, il rispetto delle sentenze e dei ruoli istituzionali rappresenta un elemento imprescindibile. La magistratura esercita la funzione giurisdizionale applicando la legge, alla quale è soggetta, come stabilito dalla Costituzione”, dice Unicost.
E a farle da controcanto l’Associazione nazionale magistrati: “Abbiamo grande rispetto verso il principio di autonomia e indipendenza della magistratura, e non entriamo nel merito delle singole sentenze. Però una cosa vorrei dirla con chiarezza: i giudici in tre gradi di giudizio e in modo convergente, hanno applicato la legge, come è giusto che sia, perché è questo il ruolo che l’ordinamento assegna loro. Trovo quindi sorprendenti le dichiarazioni di un ministro, che invoca addirittura il potere del giudice di innovarle, compito che spetta unicamente al legislatore, delegittimando al tempo stesso la magistratura con accuse di doppiopesismo tanto odiose quanto generiche”. Così il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Giuseppe Tango.
Chi non salta Giorgia è….
Che ne pensano Anm, Unicost e compagnia cantando di quei magistrati che esultavano come ultras lanciando epiteti contro il presidente del Consiglio? Li hanno censurati? Manco per niente. Un piccolo buffetto e nulla di più. “Compagni che sbagliano” si potrebbe dire. Riesumando una vecchia e triste litania.
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