Se questa è la sinistra, Giorgia Meloni forever!

16 Ottobre 2026 - 18:20
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Mentre in TV prosegue il tormentone sul partito di Vannacci più o meno indispensabile al centro-destra per vincere le elezioni, il vero psicodramma – anche se volutamente nascosto – si vive a sinistra, con le profonde divisioni sulla composizione del potenziale “campo largo”, su chi dovrebbe essere il leader di coalizione e soprattutto per le gravi contraddizioni programmatiche.

Premesso che sono quattro anni che se ne parla e quindi – volendo – c’era tutto il tempo per cercare di costruire una base comune, prima ancora di partire già si litiga su chi debba far parte della coalizione.

Per esempio, se entrasse Renzi, Conte dice che se ne andrà.

Stabiliti comunque i confini del “campo” (che assomiglia sempre di più a una palude) va ancora deciso se fare o meno le primarie, se votare ai gazebo o via sms, se tenerle con uno, due o più candidati, se organizzarle con o senza ballottaggio, oppure se – di conseguenza – visto la lite generalizzata sui criteri non sia meglio per tutti che le primarie non si facciano per niente.

C’è però allora la questione candidati-premier: leader di partito o indipendenti?

La Schlein sostiene “non siamo fessi, uno non vale uno”, ovvero che per determinare il candidato-unico non ci si conta per partito (sembrano gli Stati Generali francesi ante-rivoluzione del 1789: clero, nobili e terzo stato!) ma per il “peso” di ciascuno, mentre Conte propone l’esatto contrario fidandosi di più di un accordo sottobanco con l’AVS di Bonelli e Fratoianni.

Perché subito si apre subito la questione di chi scegliere come potenziale premier e se non si fanno le primarie la zuffa è davvero generale, ma a calmare sono i leader nelle loro dichiarazioni ufficiali: “Quello che conta è il programma, poi il nome verrà”. Grandi! Quindi vuol dire che c’è un programma… bene, ma qual è?

Tutti contro Meloni, tutti antifascisti, tutti contro Trump e fin qui ci siamo, ma poi?

Perché non c’è solo la “piccola questione” delle armi per l’Ucraina, oppure se spendere di meno o di più per le spese militari (PD e M5S sono su piani totalmente opposti, con fronde PD pronte ad andarsene e una sinistra iper-pacifista), ma bisogna decidere se si vuole o meno una “patrimoniale” per raccogliere nuove imposte, quale linee di politica estera attuare, se fare o meno le grandi opere, perché – ricordiamoci – c’è chi è contrario non solo al ponte sullo Stretto, ma anche ai termovalorizzatori, oltre che naturalmente alla TAV e al nucleare.

Ad allietare la truppa proprio in questi giorni sono poi usciti i punti programmatici “irrinunciabili” dell’Alleanza Verdi Sinistra (“AVS”) che servirebbero per qualificare la presenza “di una sinistra vera” (ma allora gli altri chi sono?) al governo e nelle istituzioni.

Detto e fatto, è stato lanciato il sondaggio “Vota le idee” lanciato sulla piattaforma online decidiamo.com.

Ne sono usciti 10 punti finalmente chiari ed irrinunciabili – almeno fino a un minuto prima della marcia indietro – che innanzitutto chiedono il “reddito universale di base per scardinare il ricatto del capitalismo” con chissà quali salti di gioia dei “compagni” milionari saldamente alla guida di molte banche, proponendo a seguire di ”rivedere l’orario di lavoro a parità di salario” che dovrebbe essere l’ideale proprio per i demo-capitalisti-chic che così se la caverebbero con un paio di minuti di lavoro alla settimana, forse al massimo cinque minuti se gli operai lavorassero in fabbrica H24 e 7/7 per aumentare al massimo la propria busta paga, visto i milioni che guadagnano loro (i capitalisti chic, non gli operai!).

Per tirarsi su (terzo punto) va “legalizzata la cannabis per gli adulti con l’introduzione dei cannabis social club”. Io comincio a pensare che sia tutto uno scherzo, ma lo è un po’ meno per la volontà di (4° punto) concedere “jus solis e jus scholae” per gli immigrati, anche perché poi si propone l’introduzione (5° punto) dello status di “rifugiato climatico”, con “chiusure dei CPR e il passaggio all’accoglienza diffusa”.

Andiamo avanti con la “creazione di un fondo di garanzia che copra gli affitti non pagati per contrastare gli affitti brevi”, “mezzi pubblici gratuiti fino a trent’anni” (e i pensionati?) oltre che allo “stop ai voli interni su tratte in cui il treno impegna meno di 3 ore”.

Una bella idea, da applicare soprattutto di venerdì perché con gli scioperi periodici settimanali della CGIL – classici nel pre-week end – effettivamente non si sa mai quando si arriva.

Torniamo seri (?), perché le richieste si chiudono con una ”Legge contro la propaganda fascista, gadget compresi, che il saluto romano sia sempre reato e si tengano lezioni di Resistenza in ogni classe”, insomma si finisce tornando al classico.

Morale: basterebbe chiarire bene ai potenziali elettori di sinistra quali saranno i punti programmatici del loro prossimo “campo largo” perché se sono questi… Meloni forever!

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