Terremoto FIFA, Infantino chiede scusa ma non convince: cresce la contestazione europea contro il presidente

16 Ottobre 2026 - 10:35
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Allora! Online – Redazione

Il presidente della FIFA ammette errori nella gestione del controverso progetto da 4,2 miliardi di dollari per i diritti commerciali dei Mondiali, ma non fornisce i chiarimenti richiesti dai dirigenti europei. Germania e Inghilterra denunciano una mancanza di trasparenza. Restano aperti anche gli interrogativi sul caso Balogun e sull’intervento di Donald Trump. Sullo sfondo, le elezioni presidenziali FIFA di marzo.

Gianni Infantino prova a ricucire lo strappo con i vertici del calcio internazionale, ma le sue scuse non bastano a placare le contestazioni che attraversano la FIFA.

Durante una riunione del Consiglio dell’organizzazione a Zurigo, il presidente ha riconosciuto di aver commesso errori nella comunicazione e nella consultazione relative a un controverso progetto di investimento sui diritti commerciali della Coppa del Mondo.

Un’ammissione che, tuttavia, non ha soddisfatto alcuni dei suoi principali critici, soprattutto tra i rappresentanti delle federazioni calcistiche europee.

Al centro della controversia si trova il progetto denominato FIFA Forward Enterprise, un’operazione dal valore annunciato di 4,2 miliardi di dollari statunitensi, successivamente abbandonata dopo forti opposizioni.

Ma non è l’unica questione irrisolta.

I delegati hanno chiesto chiarimenti anche sul controverso cartellino rosso ricevuto dall’attaccante statunitense Folarin Balogun durante i Mondiali e sul ruolo che, secondo le ricostruzioni emerse, avrebbe avuto il presidente americano Donald Trump nella vicenda.

Il progetto miliardario che ha diviso il calcio mondiale

Il confronto più acceso riguarda l’iniziativa attraverso la quale Infantino aveva proposto la creazione di una società dedicata alla gestione di attività commerciali collegate alla Coppa del Mondo.

Il progetto, conosciuto come FIFA Forward Enterprise, prevedeva il coinvolgimento di investitori privati, tra cui Joshua Kushner, imprenditore e genero di Donald Trump.

L’operazione, presentata a luglio, avrebbe attribuito un ruolo significativo al capitale privato nello sfruttamento di determinati diritti commerciali legati al torneo più importante del calcio mondiale.

La proposta aveva immediatamente suscitato perplessità tra alcuni rappresentanti delle federazioni, preoccupati per la trasparenza del processo decisionale e per le possibili conseguenze sulla gestione economica del patrimonio FIFA.

Le contestazioni portarono rapidamente all’abbandono dell’iniziativa.

Restano tuttavia aperte le richieste di chiarimento sulle modalità con cui il progetto era stato sviluppato, sui soggetti coinvolti e sulla documentazione che aveva accompagnato la trattativa.

Infantino ammette gli errori

Nel corso della riunione di Zurigo, Infantino ha riconosciuto le carenze nella gestione del processo.

Il presidente ha spiegato di essersi scusato per gli errori commessi nella comunicazione e nella consultazione riguardanti FIFA Forward Enterprise.

Ha inoltre sottolineato che l’operazione rappresentava soltanto una proposta e che non era mai stato raggiunto un accordo definitivo.

Una precisazione importante, ma giudicata insufficiente da alcuni delegati.

Secondo quanto riferito dai partecipanti alla riunione, Infantino non avrebbe presentato i documenti richiesti dai rappresentanti europei per ricostruire nel dettaglio l’iniziativa.

La FIFA ha spiegato separatamente che le informazioni relative al progetto rimangono riservate a causa di procedimenti legali in corso negli Stati Uniti.

Questa circostanza limita, almeno per il momento, la possibilità di un esame completo degli accordi prospettati.

La Germania: «Non abbiamo ricevuto risposte soddisfacenti»

Tra i dirigenti più critici figura Bernd Neuendorf, presidente della Federazione calcistica tedesca e membro del Consiglio FIFA.

Neuendorf ha espresso insoddisfazione per le spiegazioni fornite durante l’incontro.

Secondo il dirigente tedesco, le domande sollevate dai rappresentanti europei non hanno ricevuto risposte adeguate.

La posizione della Germania si inserisce in una crescente richiesta di trasparenza sulle decisioni strategiche che interessano il governo economico del calcio mondiale.

Il problema, secondo i critici, non riguarda soltanto l’esito del progetto, ormai abbandonato, ma il metodo con cui una proposta di tale valore è stata sviluppata e presentata agli organi competenti.

Per le federazioni che chiedono maggiore controllo, la consultazione preventiva rappresenta un elemento essenziale della governance sportiva internazionale.

L’Inghilterra mette in discussione la leadership FIFA

Ancora più esplicita è stata Debbie Hewitt, presidente della Football Association inglese e vicepresidente della FIFA.

Hewitt ha riconosciuto che Infantino ha formulato le proprie scuse mostrando un certo rammarico, ma ha insistito sulla necessità di ottenere risposte complete.

La dirigente inglese ha sostenuto che il presidente debba rispondere alle domande dei membri del Consiglio, mettendo in discussione la sua idoneità a ricoprire l’incarico qualora continuasse a non farlo.

Una posizione particolarmente significativa perché proviene da una delle federazioni più influenti del calcio internazionale.

Hewitt ha criticato anche la richiesta di Infantino di presentare ulteriori quesiti per iscritto, anziché affrontarli direttamente durante la riunione.

Per i delegati insoddisfatti, l’incontro di Zurigo rappresentava un’importante occasione di confronto prima delle prossime scadenze elettorali.

Il caso Balogun e le domande sull’intervento di Trump

Un secondo fronte di contestazione riguarda quanto accaduto durante la Coppa del Mondo nel caso del calciatore statunitense Folarin Balogun.

La controversia nasce da un’espulsione che ha suscitato interrogativi sul funzionamento delle procedure disciplinari e sulle successive iniziative legate al caso.

Secondo le ricostruzioni contestate dai dirigenti europei, Donald Trump sarebbe intervenuto in qualche forma a favore dell’attaccante americano.

I delegati hanno chiesto alla FIFA di chiarire la natura di tale intervento e le sue eventuali conseguenze.

Durante la riunione, tuttavia, non sarebbero state fornite spiegazioni ritenute soddisfacenti.

È importante distinguere le richieste di chiarimento dalle conclusioni accertate: le informazioni disponibili non consentono, da sole, di stabilire se l’intervento politico abbia determinato una violazione delle regole sportive.

Il caso solleva comunque una questione di principio riguardante l’indipendenza delle istituzioni calcistiche rispetto alle pressioni esterne.

FIFA e politica, torna il dibattito sui rapporti con Trump

Le controversie si inseriscono in un periodo nel quale i rapporti tra Infantino e Donald Trump hanno attirato particolare attenzione.

Il coinvolgimento di Joshua Kushner nel progetto commerciale e il caso Balogun hanno contribuito ad alimentare le domande dei dirigenti che chiedono maggiore chiarezza.

Un ulteriore tema riguarda il premio FIFA per la pace, creato dall’organizzazione e assegnato a Trump nel dicembre scorso.

La FIFA ha annunciato che esaminerà se continuare ad attribuire questo riconoscimento in futuro.

La decisione riporta al centro il rapporto tra sport e politica, soprattutto quando iniziative promosse da un organismo calcistico internazionale coinvolgono direttamente capi di Stato o figure politiche di primo piano.

Per la FIFA, la questione riguarda la capacità di mantenere credibilità istituzionale e autonomia decisionale all’interno di un sistema sportivo caratterizzato da interessi economici e diplomatici sempre più rilevanti.

Il Consiglio FIFA e il nodo della trasparenza

Il Consiglio FIFA è uno dei principali organi decisionali dell’organizzazione e comprende 37 membri, incluso il presidente.

I suoi rappresentanti provengono dalle diverse confederazioni continentali e vengono eletti secondo le procedure previste dalla struttura del calcio internazionale.

Otto delegati appartengono alla UEFA, la confederazione europea, che negli ultimi mesi ha espresso alcune delle critiche più incisive nei confronti della gestione Infantino.

La controversia sulle informazioni non fornite durante la riunione apre quindi un problema istituzionale.

Se i membri dell’organismo chiamato a partecipare alle principali decisioni strategiche ritengono di non disporre della documentazione necessaria, diventa più difficile garantire un confronto informato sulle iniziative economiche e commerciali.

È questo uno dei punti centrali delle contestazioni europee.

Elezioni FIFA di marzo, cresce il confronto politico

La riunione di Zurigo assume particolare importanza anche per le prossime elezioni presidenziali FIFA, previste per marzo.

Il 18 novembre rappresenta la scadenza per la presentazione delle candidature di eventuali sfidanti di Infantino.

Secondo le informazioni emerse, alcuni rappresentanti UEFA stanno valutando iniziative per contestare la permanenza del presidente alla guida della FIFA, anche attraverso il prossimo appuntamento elettorale.

Le critiche non equivalgono tuttavia all’esistenza di una candidatura alternativa formalmente definita.

Il processo elettorale resta soggetto alle procedure e alle scadenze previste dallo statuto dell’organizzazione.

Infantino, alla guida della FIFA dal 2016, si trova così ad affrontare una fase di confronto interno particolarmente delicata, nella quale le controversie sulla governance economica si intrecciano con le questioni di autonomia istituzionale.

Le scuse non chiudono la crisi

La decisione del presidente FIFA di riconoscere gli errori rappresenta un primo tentativo di rispondere alle critiche, ma non risolve le questioni sollevate dai dirigenti europei.

I rappresentanti di Germania e Inghilterra chiedono documenti, spiegazioni e un confronto diretto sui procedimenti che hanno accompagnato alcune delle decisioni più controverse dell’anno.

La riservatezza legata ai procedimenti legali negli Stati Uniti costituisce un ulteriore elemento di complessità.

Per Infantino, il prossimo passaggio sarà quindi dimostrare se e in quale misura le richieste di trasparenza possano essere soddisfatte nel rispetto dei vincoli giuridici esistenti.

La riunione di Zurigo si conclude senza una ricomposizione delle divergenze. Le scuse di Infantino hanno riconosciuto gli errori nel processo di consultazione, ma non hanno fornito tutti i chiarimenti richiesti dai suoi critici.

Con le elezioni presidenziali di marzo all’orizzonte, il confronto si sposta ora sulla capacità della FIFA di garantire trasparenza, responsabilità e indipendenza nelle decisioni che riguardano il futuro economico e istituzionale del calcio mondiale.

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