Se scoprissimo gli alieni? Il nuovo piano del SETI

17 Giugno 2026 - 13:11
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Se scoprissimo gli alieni? Il nuovo piano del SETI
Il 30 ottobre 1938 la trovata di Orson Welles (il celebre regista e sceneggiatore allora appena 23enne) di annunciare in radio l'invasione di alieni belligeranti provenienti da Marte scatenò lo sconcerto degli ascoltatori che si erano appena collegati. Non tutti, difatti, avevano capito che quella letta ai microfoni della CBS come una notizia dell'ultima ora, interrompendo le trasmissioni, fosse in realtà una semplice lettura di un adattamento del celebre romanzo di fantascienza La Guerra dei Mondi, dello scrittore britannico H.G. Wells. Il celebre episodio fa riflettere su uno scenario che chi si occupa della ricerca di altre forme di vita intelligente come gli scienziati del SETI ritiene essere "solo questione di tempo". Come andrebbe diffusa la notizia (presunta vera) della scoperta di alieni intelligenti, nell'era di social e IA?. Sono davvero alieni? Calma e sangue freddo. Il SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence), il programma dedicato alla ricerca di vita extraterrestre abbastanza evoluta da saper inviare segnali radio nello Spazio, ha aggiornato dopo 16 anni il protocollo etico e scientifico da seguire per comunicare l'eventuale notizia della scoperta di alieni intelligenti. Dal 2010 a oggi molte cose sono cambiate. Il concetto di fake news è diventato più urgente e centrale, le notizie impiegano un soffio a diventare virali. Anche la ricerca di tecno-firme, cioè di prove osservabili dell'attività di una civiltà extraterrestre avanzata, si è evoluta rispetto alla semplice ricerca di segnali radio attorno a poche stelle selezionate: ora si cercano segnali nell'intero spettro elettromagnetico, oltre ad artefatti celesti (come sonde aliene interstellari), e composti la cui formazione è difficilmente spiegabile attraverso processi naturali.. Alieni o... microonde? Verifica prima di postare. Prima di segnalare qualunque scoperta, i ricercatori dovranno effettuare osservazioni indipendenti, con metodi e strumenti diversi per confermare i dati emersi. I dati iniziali potrebbero essere incompleti, o ambigui: i rapporti dovrebbero essere pubblicati solo dopo un processo di revisione in peer-review, la revisione paritaria che permette di distinguere le scoperte con solide fondamenta scientifiche da quelle che non ne hanno. I dati utili per la verifica della scoperta dovranno poi essere resi pubblicamente disponibili a tutta la comunità scientifica. L'obiettivo di queste raccomandazioni è porre il rigore scientifico al di sopra di ogni cosa, per evitare che si gridi "al lupo, al lupo" (o all'alieno, all'alieno) prima che un candidato segnale possa essere confermato. Eventuali condivisioni premature rischierebbero di generare falsi allarmi imbarazzanti e lesivi della credibilità dei ricercatori. Dunque, non c'è nessun obbligo di condividere con il mondo ricerche ancora in corso e in attesa di verifiche.. Piena trasparenza. Una volta che l'esistenza di una possibile civiltà aliena intelligente dovesse essere credibile, tuttavia, il protocollo impone che lo si comunichi con onestà e prontezza, e che le istituzioni e le organizzazioni scientifiche siano disposte a rispondere ai dubbi e ai commenti degli utenti in modo rapido, puntuale e trasparente. I singoli scienziati autori della scoperta non sono obbligati a esporsi in prima persona, e anzi dovrebbero essere protetti dalle organizzazioni per cui lavorano, per evitare di vedere le loro vite private e lavorative completamente stravolte dalla risonanza mediatica di questi eventi.. Dovremmo rispondere?. Un punto fermo e rimasto invariato rispetto al precedente documento riguarda la necessità di evitare di dare qualunque risposta prima di un'attenta consultazione internazionale, da eseguire attraverso organismi altamente rappresentativi, come le Nazioni Unite. Poiché la possibilità di contatto con alieni intelligenti sarebbe uno degli eventi più rivoluzionari per la storia dell'umanità, il SETI sta istituendo un Sottocomitato permanente per le attività post-rilevamento, che includerà esperti di etica, comunicazione, diritto e scienze sociali.. Infine, il nuovo documento impone di proteggere i segnali giudicati di interesse da ogni possibile interferenza terrestre (dispositivi elettronici non schermati, reti mobili, radar, mega-costellazioni di satelliti) che potrebbe inquinarli e ostacolare la corretta ricezione..

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