Segnava ore di servizio ma non andava al lavoro: poliziotto condannato a 3 anni e due mesi

02 Luglio 2026 - 19:16
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Segnava ore di servizio ma non andava al lavoro: poliziotto condannato a 3 anni e due mesi
questura di genova

Genova. E’ stato condannato a 3 anni e 2 mesi di reclusione il poliziotto accusato di aver attestato falsamente di andare al lavoro quando, per un totale di 135 ore in due anni, avrebbe fatto tutt’altro, cioè il presidente di una società dilettantistica del ponente e dell’annesso stabilimento balneare. La pm Eugenia Menichetti aveva chiesto una pena di 3 anni, che la giudice Elisa Centore ha ricalcolato al rialzo.

Il poliziotto, M.D., 54 anni, assistente capo in servizio alla scientifica è accusato di truffa ai danni dello Stato e della violazione dell’articolo 55 quinquies del testo unico sul pubblico impiego, che punisce le false attestazioni da parte di un dipendente pubblico.

I fatti risalgono al periodo tra il 2021 e il 2023. Secondo quanto ricostruito dalla sezione di polizia giudiziaria della procura il dipendente pubblico, spesso non si presentava al lavoro oppure arrivava diverse ore dopo l’orario di servizio o, ancora, andava via con largo anticipo e addirittura chiedeva di svolgere lavoro straordinario per poi recarsi a fare tutt’altro.

L’assistente capo, che era anche sindacalista, avrebbe attestato anche un infortunio in itinere sul lavoro avvenuto invece in uno orario del tutto diverso: secondo quanto accertato dall’accusa una sera si è infortunato a una caviglia mentre avrebbe sostenuto di essersi fatto male la mattina dopo mentre andava al lavoro, per avere il congedo per malattia e nel frattempo non essere obbligato ai controlli .E così in quel mese è mezzo si sarebbe recato presso l’associazione dilettantistica o a servire al bar dello stabilimento.

Gli accertamenti sono nati in seguito a screzi interni proprio alla società sportiva da lui presieduta e da cui si è dimesso nel 2022. Un anno dopo lo stabilimento balneare collegato era stato sequestrato dalla guardia costiera e il poliziotto è attualmente indagato per una serie di violazioni paesaggistiche e ambientali.

“Rispettiamo la sentenza pur non condividendola minimamente” commenta l’avvocato Passeggi che attende le motivazioni per presentare appello. “Vorrei ricordare – conclude il legale – che il mio assistito rimane non colpevole fino a sentenza definitiva”. Le motivazioni saranno depositate tra novanta giorni

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