Sei aree marine protette vincono i Blue Parks Awards 2026: le zone premiate dagli “Oscar del mare”

17 Giugno 2026 - 13:08
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Sei aree marine protette vincono i Blue Parks Awards 2026: le zone premiate dagli “Oscar del mare”

Non è solo questione di bellezza e ricchezza di habitat, sono tanti i parametri che permettono alle aree marine protette di vincere i Blue Parks Awards e nel 2026 a conquistare l titolo sono state 6 località preziose che meritano di essere scoperte. Durante l’undicesima Ocean Conference a Mombasa, in Kenya, è stata annunciata la lista.

Cos’è il Blue Park Awards

Il Blue Park Awards è un sistema di valutazione scientifico che analizza ogni area marina protetta su sei criteri: progettazione, governance, livello di tutela, gestione, rispetto delle norme e capacità operativa. Il processo di selezione è affidato a un consiglio internazionale di esperti di conservazione marina, convocato dal Marine Conservation Institute, organizzazione non profit con sede negli Stati Uniti. I vincitori vengono inseriti nella Blue Park Network, una rete globale che conta oggi 40 aree marine protette certificate in 30 Paesi e territori indigeni.

Le aree marine premiate

Il Banc-des-Americains, in Canada, è la prima area marina protetta nata dalla collaborazione federale-provinciale tra governo canadese e Quebec. Non è una cosa scontata: la co-gestione tra istituzioni di livello diverso, con comunità costiere e partner indigeni intorno allo stesso tavolo, richiede tempo e compromessi.

Dal Senegal arriva invece Kawawana, un’area di patrimonio comunitario indigeno nella regione di Mangagoulack. La protazione della zona arriva dall’associazione locale dei pescatori che la gestiscono, sulla base di conoscenze ecologiche tradizionali.

L’area marina protetta di Rapa Nui, Te Moana Tapu a Hotu Matu’a, è la prima in Cile con una co-gestione formale che riconosce l’autorità del popolo Rapa Nui. L’Ocean Council indigeno, il Koro Nui o Te Vaikava o Rapa Nui, esiste da otto anni. Otto anni di lavoro che ora hanno un riconoscimento internazionale.

Spiaggia di Anakena, Rapa Nui
iStock
La spiaggia di Spiaggia di Anakena nell’area premiata

A stravincere, però, stavolta è il Madagascar che porta a casa ben 3 premi su 6. Nosy Hara National Park, Nosy Tanikely National Park e il Sahamalaza-Isole Radama National Park vengono riconosciute come delle meraviglie da proteggere e simbolo di un’eccellenza riflettendo l’impegno nazionale sostenuto nel tempo. Candicia Bikiny, direttrice del Nosy Hara, ha parlato di “anni di duro lavoro” e di un riconoscimento che guarda alle generazioni future. La conservazione come investimento, non come vincolo.

Nosy Tanikely National Park
iStock
Il Nosy Tanikely national park e le sue spiagge

Grazie alle 6 nuove aree si coprono circa 732.000 chilometri quadrati di oceano con una varietà di modelli di gestione che spaziano dalle riserve federali alle comunità indigene con un particolare focus sulla co-gestione binazionale in collaborazione con pescatori e autorità locale. C’è un filo comune? A quanto pare sì ed è l’obiettivo di proteggere chi vive nell’oceano in modo attivo difendendolo con iniziative concrete.

Oltre ai 6 premi assegnati, 2 aree già premiate in passato hanno ricevuto un riconoscimento per aver mantenuto lo standard per più di 5 anni: si tratta della riserva speciale dell’atollo di Aldabra nelle Seychelles (premiata nel 2019) e il Kisite-Mpunguti Marine Park and Reserve in Kenya (titolato nel 2021). La continuità è preziosa e mostra che, nonostante l’aumento del turismo, c’è chi non smette di tutelare il proprio ambiente  proteggendo in modo efficace l’habitat e le meraviglie che custodisce.

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