Serd di via Canevari, schiarita sullo spostamento della sede: la Regione convoca un tavolo

Genova. Confronto questa mattina in Regione sul Serd di via Canevari, alla presenza dell’assessore regionale alla Sanità e Politiche Socio-Sanitarie Massimo Nicolò, dell’assessore comunale al Sociale Cristina Lodi, del Municipio, della consigliera Lilli Lauro e delle associazioni di quartiere.
“Nel corso dell’incontro è emersa la volontà condivisa di affrontare una situazione che da tempo presenta criticità sia per i residenti sia per gli operatori e gli utenti del servizi“, si legge nel comunicato della Regione dopo le ultime schermaglie a distanza tra via Fieschi e Palazzo Tursi -. Regione Liguria e Comune di Genova hanno quindi deciso di avviare un tavolo di lavoro con tutti i soggetti coinvolti, con l’obiettivo di individuare soluzioni condivise e sostenibili, capaci di migliorare la qualità dell’assistenza sociosanitaria e al tempo stesso rispondere alle esigenze del quartiere.
“Da parte della Regione c’è massima collaborazione per arrivare rapidamente a risposte concrete per cittadini, operatori e utenti a cominciare, soprattutto in vista dell’estate, da un maggior presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine – dichiara l’assessore regionale alla Sanità e alle Politiche Socio-Sanitarie Massimo Nicolò –. Il Comune, insieme a Regione, si è detto disposto a cercare e valutare possibili altre sedi, anche non strettamente comunali, per un eventuale spostamento”.
L’ultima volta in consiglio regionale Nicolò aveva detto che la scelta della collocazione spetta al Comune e non alla Regione. Posizione alla quale si era fermamente opposta l’assessora Lodi spiegando che i Serd sono di competenza regionale e accusando la Regione di aver “dimenticato” il servizio nell’organizzazione della casa di comunità di Struppa. Oggi non ci sarebbe più spazio per accoglierlo in quella struttura.
Tra l’altro l’assessore Nicolò, non più tardi di un mese fa, aveva risposto al Pd escludendo il trasferimento del Serd e prospettando invece un’espansione della sede attuale. Ipotesi che a questo punto torna in secondo piano rispetto allo spostamento che da tempo viene richiesto in Comune da tutte le parti politiche.
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