Serie C , Livorno-Grosseto, rivalità sportiva e ferite mai rimarginate: il derby che dal 2009 non è più lo stesso
La semifinale play-off del 2009 ha lasciato un segno profondo nella storia del confronto tra amaranto e biancorossi. E da allora, agli incroci sul campo si sono aggiunti episodi di violenza e momenti controversi, fino ai fatti del gennaio 2025 allo stadio Zecchini. Livorno e Grosseto, questa sera alle ore 20.30, si ritrovano una di fronte all’altra, ma il significato dei loro confronti va oltre la classifica: la vicinanza geografica, l’orgoglio delle rispettive piazze e una storia diventata particolarmente intensa negli ultimi anni hanno contribuito a rendere questo derby uno degli appuntamenti più delicati del calcio toscano.
Il rapporto tra le due tifoserie è segnato soprattutto da quanto accaduto nella stagione 2009, quando le squadre si contesero l’accesso alla finale play-off di Serie B. Una doppia sfida che avrebbe potuto essere ricordata soltanto per la posta in palio e per il suo esito sportivo, ma che finì per lasciare una traccia ben più profonda.
- Playo-ff 2009, una semifinale diventata uno spartiacque
- Il Livorno rimonta e conquista la Serie A
- Le tensioni proseguono negli anni
- Il derby cerca nuova pagina
Playo-ff 2009, una semifinale diventata uno spartiacque
Era l’estesa del 2009, più precisamente il sette giugno quando, allo stadio Carlo Zecchini, il Grosseto supera il Livorno di Gustinetti (richiamato dopo la breve parentesi Ezio Rossi) per 2-0 nella gara d’andata della semifinale play-off. Le reti di Freddi e Abruzzese avvicinano i biancorossi a una finale che avrebbe potuto aprire le porte della massima serie italiana, ma l’entusiasmo per il risultato, tuttavia, viene accompagnato da gravi episodi di violenza verificatisi nei pressi dello stadio.
Gli scontri e le aggressioni ai danni di tifosi locali, insieme ai danneggiamenti segnalati durante gli incidenti, trasformano quella giornata in una pagina nera e la vicenda, poco dopo, assume anche una dimensione giudiziaria, lasciando un segno nella memoria delle due tifoserie. Quello che accade a Grosseto diventa così un riferimento costante nel racconto della rivalità, non soltanto per la gravità dei fatti, ma perché da quel momento ogni nuovo incontro finisce inevitabilmente per confrontarsi con il ricordo di quella giornata.
Il Livorno rimonta e conquista la Serie A
Il campo offre un epilogo altrettanto intenso. L’11 giugno, nella gara di ritorno, il Livorno ribalta il risultato dell’andata imponendosi per 4-1 e conquistando la finale playoff, gli amaranto guidati dall’eterno Serse Cosmi completeranno poi il percorso verso la promozione in Serie A, coronando una stagione importante per la storia recente del club. Per il Grosseto rimane invece la delusione di un’eliminazione maturata dopo aver costruito un vantaggio significativo.
Due sentimenti opposti, destinati a consolidare il peso simbolico di quella semifinale. Il risultato sportivo, però, non basta a spiegare ciò che Livorno-Grosseto è diventato negli anni con l’accesa rivalità che si è alimentata giorno dopo giorno anche della memoria degli incidenti e della percezione di un confronto nel quale il passato continua a condizionare il presente.
Le tensioni proseguono negli anni
Il passare delle stagioni non cancella le contrapposizioni. Nell’ottobre 2022, dopo una sfida tra le due formazioni, il pullman che trasportava i sostenitori del Grosseto viene preso a sassate nella zona di Castiglioncello, un episodio che riportò l’attenzione sui rischi legati agli spostamenti delle tifoserie e su una rivalità che, in alcune circostanze, supera i confini della competizione sportiva. Il 26 gennaio 2025, invece, le due squadre si ritrovano una di fronte all’alta nella quarta divisione Nazionale italiana, ovvero la Serie D. La gara termina senza reti, ma il risultato viene oscurato dagli episodi del dopo partita.
Il presidente amaranto Joel Esciua e il responsabile marketing Maurizio Laudicino denunciano aggressioni durante la permanenza allo stadio Zecchini: le cronache riportano inoltre momenti di tensione anche all’esterno dell’impianto, interventi delle forze dell’ordine e la vicenda conduce successivamente all’emissione di dieci daspo, nove nei confronti di sostenitori del Grosseto e uno nei confronti di un tifoso livornese. Insomma a distanza di anni, il derby dell’Appennino toscano torna a far parlare di sé non per una rete decisiva o per una prestazione memorabile, ma per fatti che mettono in secondo piano lo sport.
Il derby cerca nuova pagina
Ma se il passato non si cancella, adesso è meglio concentrarsi esclusivamente sul presente. Questa sera allo stadio Armando Picchi, le due formazioni si affrontano in un derby toscano dal peso importante per la classifica del Girone B di Serie C. Il Grosseto si presenta all’appuntamento al terzo posto con 18 punti, frutto di cinque vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta (sette i passi dalla vetta presidiata dallo Spezia), mentre il Livorno occupa il quarto vagone a quota 15, con quattro successi, tre pareggi e due ko.
Tre lunghezze separano le squadre, rendendo la partita un’occasione preziosa per entrambe: i biancorossi vogliono consolidare la propria posizione nelle zone alte, mentre gli amaranto puntano al sorpasso davanti al pubblico di casa. Per i padroni di casa vincere significherebbe rilanciare le proprie ambizioni e avvicinarsi al podio; per il Grosseto, invece, conquistare punti al Picchi rappresenterebbe una conferma delle proprie ambizioni. Un derby che vale molto più dei tre punti, con la sfida tra amaranto e biancorossi che ha bisogno di ritrovare una dimensione nella quale a decidere siano i giocatori, gli allenatori e le emozioni del campo. Solo in questo modo il passato potrà restare una parte della storia, senza continuare a “rovinare” il futuro.
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