Sfiorato l'asteroide "a due teste"
Hayabusa2, dell'Agenzia spaziale giapponese (JAXA) — la stessa che nel dicembre 2020 riportò sulla Terra frammenti dell'asteroide Ryugu — domenica 5 luglio 2026 ha completato un sorvolo estremamente ravvicinato di un altro corpo celeste: l'asteroide Torifune.. Un passaggio da record, a velocità vertiginosa
Torifune (già noto in passato con la sigla provvisoria 2001 CC21, oggi catalogato ufficialmente come 98943 Torifune) è una roccia spaziale di circa 450 metri di diametro (lunga quanto l'Empire State Building) che al momento del sorvolo si trovava a circa 100 milioni di chilometri dalla Terra.
Il passaggio, avvenuto domenica alle 18:30 ora giapponese, è stato descritto da diverse fonti come uno dei sorvoli ad alta velocità più ravvicinati mai tentati da una sonda su un asteroide: Hayabusa2 infatti, è transitata a circa 10 km dal centro dell'asteroide, mentre JAXA, nel comunicato ufficiale diffuso in vista dell'operazione, aveva pianificato un passaggio a circa 1 km di distanza a una velocità relativa di 5 km al secondo — più di 18.000 km/h. Un membro del team scientifico aveva definito in anticipo l'operazione "rischiosa", vista l'incertezza sulle reali condizioni attorno al corpo celeste.. Le immagini
Durante l'avvicinamento, Hayabusa2 ha utilizzato la sua fotocamera ottica di navigazione (ONC-T) per scattare l'immagine ravvicinata di Torifune, trasmessa poi ai centri di controllo JAXA. Buona parte dei dati scientifici raccolti dagli strumenti di bordo, però, dovrà ancora essere trasmessa a Terra nelle prossime settimane di operazioni.
La sonda ha inoltre ripreso l'asteroide con la sua telecamera a infrarossi medi (TIR), uno strumento che consente di misurare la temperatura superficiale, l'inerzia termica e la rugosità del terreno. Le immagini raccolte mostrano un Torifune decisamente più freddo nelle zone in ombra e più caldo dove la superficie è esposta al Sole — un dato prezioso per capire di che materiale è fatto e come si comporta termicamente. Le prime analisi indicano una superficie rocciosa e "consumata" dal tempo, composta prevalentemente da minerali silicatici come pirosseno e olivina.. Un asteroide "a due teste"
Il soprannome con cui la stampa internazionale ha battezzato Torifune non è casuale: secondo gli scienziati, il corpo celeste potrebbe essere un cosiddetto contact binary, cioè un oggetto formatosi dalla lenta unione di due corpi più piccoli che, nel tempo, sono rimasti "incollati" l'uno all'altro. Torifune orbita attorno al Sole ogni 383 giorni e ruota su se stesso in appena 5 ore. Appartiene al gruppo Apollo, la classe di asteroidi near-Earth le cui orbite intersecano quella terrestre.. Un test per la difesa planetaria
Questo sorvolo non era previsto nella missione originaria di Hayabusa2, ma è stato aggiunto come parte della missione estesa della sonda. Come spiegato da JAXA, l'obiettivo principale dell'operazione era dimostrare tecnologie di guida orbitale ad altissima precisione, utili per eventuali future missioni di deviazione di asteroidi pericolosi — cioè quelle tecniche di "difesa planetaria" che mirano a modificare la traiettoria di un corpo celeste in rotta di collisione con la Terra, simili a quelle già testate dalla missione DART della NASA.. Il passaggio ravvicinato ha permesso anche di collaudare il sistema di navigazione autonoma della sonda, capace di mantenere una rotta precisa senza intervento umano nonostante l'altissima velocità dell'incontro.. Una missione lunga quasi 12 anni
Lanciata nel dicembre 2014, Hayabusa2 aveva come obiettivo primario la raccolta di campioni dall'asteroide Ryugu, missione compiuta con successo: la sonda raggiunse Ryugu nel 2018, vi trascorse circa un anno e mezzo di osservazioni, prelevò 5,4 grammi di materiale superficiale e sub-superficiale — anche grazie a un piccolo impattatore esplosivo usato per esporre materiale "fresco" — e nel dicembre 2020 fece atterrare la capsula con i campioni nel deserto australiano.. Da allora, quei granelli di polvere hanno permesso agli scienziati di ricostruire pezzi della storia del Sistema Solare, arrivando persino a scoprire che Ryugu contiene tutte e cinque le nucleobasi fondamentali di DNA e RNA. Dopo aver lasciato Ryugu nel 2019, e avendo ancora a disposizione circa 30 kg dei 66 kg di propellente xenon originari, Hayabusa2 ha proseguito il suo viaggio nello spazio profondo nell'ambito della missione estesa, soprannominata Hayabusa2#, che include anche osservazioni di transiti di esopianeti e della luce zodiacale.. Prossima tappa: il più piccolo asteroide mai visitato
L'obiettivo finale della sonda è ora l'asteroide 1998 KY26, che la sonda dovrebbe raggiungere nel 2031. Con appena 11 metri di diametro — dimensioni paragonabili a quelle dell'asteroide che esplose sopra Chelyabinsk, in Russia, nel 2013 — potrebbe diventare il più piccolo asteroide mai visitato da una sonda spaziale, oltre a ruotare rapidissimamente su se stesso (un giro completo ogni circa 10 minuti).. C'è un ulteriore elemento di interesse: 1998 KY26 è stato recentemente classificato tra i cosiddetti "comete oscure" (dark comets), una nuova e misteriosa categoria di oggetti identificata dopo la scoperta dell'asteroide interstellare 'Oumuamua nel 2017, il che rende l'incontro del 2031 ancora più atteso dalla comunità scientifica. Una volta arrivata a destinazione, Hayabusa2 orbiterà attorno al piccolo corpo celeste prima di tentare un vero e proprio atterraggio sulla sua superficie, nella speranza di svelare finalmente struttura e composizione di questi minuscoli e sfuggenti frammenti del Sistema solare..
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