“Silvio, tu sei il nostro Stephen Hawking”: Pietro Scidurlo scrive a sostegno di Pezzotta

A pochi giorni dal voto, Pietro Scidurlo, fondatore di Free Wheels Onlus e da anni impegnato sui temi dell’accessibilità, affida a una lettera aperta il suo sostegno a Silvio Pezzotta, candidato sindaco di Somma Lombardo.
Egregio direttore,
Ci ho pensato a lungo perché le mie parole non fossero l’ennesimo strumento da utilizzare per fare una Politica in cui non mi riconosco, io da sempre sostenitore di quella Polis come la intendeva Socrate: questa era molto più di un centro urbano, bensì una comunità autosufficiente di cittadini liberi dove questi erano protagonisti, individui messi al centro di tutto in qualità di primi fruitori. Tutti i cittadini, nessuno escluso in nessun segmento della vita quotidiana.
E più volte, anche chiedendoti di farlo, ho immaginato un presente come questo dove, persone come te amico mio, come in un altrove, hanno sempre fatto la differenza. Sì perché, al di là di ogni fazione o ideologia, ci sono le persone, le stesse che con le loro visioni, il loro sudore, il loro non arrendersi ed essere, in un certo qual modo, onde contro gli scogli, hanno saputo aprire brecce che oggi sono diventate voragini e domani la sede di un nuovo futuro.
Somma Lombardo può vantarsi di avere alcuni individui così che io stimo senza fine, a cui mi rivolgo ogni qualvolta le cose possono essere migliorate, con le quali ho confronti costruttivi (loro sapranno riconoscersi in queste parole) e che a mio avviso possono davvero portare quello che era il mio paese verso un futuro totalmente diverso dall’attuale. E tu Silvio sei tra quelle persone.
Tu che sei sempre stato molto di più di un cittadino di Somma, piuttosto un cittadino per Somma. Hai cambiato sguardo su tante cose e lo hai fatto cambiare a tanti di noi. Quando penso a te, mi viene in mente Stephen Hawking, un grande filosofo e un grande scienziato tanto da essere seppellito accanto a Darwin e Newton. La sua voce è stata registrata e trasmessa nello spazio verso un buco nero. Era una persona tetraplegica e parlava attraverso un sistema tecnologico che robotizzava la sua voce; e nonostante tutto ciò, attraverso un computer è riuscito a cambiare il nostro modo di pensare. Lui non si è mai fermato davanti a ciò che non poteva fare, non ha mai né pensato né detto “questo non lo posso fare quindi smetto di tentare”.
Lui sosteneva che a definire ciò che siamo non è tanto quello che abbiamo o non abbiamo, ma quello che facciamo o non facciamo. E tu per molti di noi hai creato ponti dove c’erano guadi e hai costruito un nuovo modo di pensare verso le persone con disabilità a Somma Lombardo e oltre. In un tempo dove noi eravamo gli ultimi, tu ci hai permesso di parlare, di avere voce, di far conoscere alle persone che avevamo qualcosa da dare.
E tu, a Stephen, ci assomigli molto.

Per questo oggi vorrei ancora essere un cittadino di Somma Lombardo, per dirti che io ci sono e ci sarò sempre, così come tu hai sempre fatto un passo verso di me (e verso tanti altri) per insegnarmi a trovare la mia strada. Una volta sulla riva di un fiume mi dicesti: non importa quale prenderai, ma sì sempre fedele alla tua verità.
E vorrei essere ancora cittadino sommese per fare la scelta giusta, non una scelta politica, non una scelta dettata dall’affetto e dalla stima immensa, ma da una visione che persone come te con quella lucida follia negli occhi possono realizzare dando voce, potere e portafoglio a chi con competenze Somma Lombardo può davvero portarla in un futuro dove non si parlerà più nemmeno di inclusione. E questo perché l’avremo fatta, tutti insieme, per davvero.
Pietro Scidurlo
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