Siracusa, Architettura senza aule: l’interrogazione al sindaco. Gli studenti protestano
Mancano le aule per gli studenti di Architettura di Siracusa. Da quando l’ex caserma Abela, in Ortigia, sede principale del corso, è stata chiusa per completare i lavori di rigenerazione cominciati nei mesi scorsi, le lezioni si sono spostate in altre due sedi del centro storico. Spazi che, secondo gli studenti, non bastano. Proprio ieri i ragazzi hanno organizzato una protesta spontanea.
Sulla vicenda i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Paolo Cavallaro e Paolo Romano hanno presentato un’interrogazione al sindaco Francesco Italia.
“Abbiamo chiesto al sindaco quali iniziative siano state prese e come l’amministrazione intenda contribuire a risolvere il problema – spiegano i due consiglieri – Abbiamo chiesto anche l’elenco degli immobili comunali che si possono usare, anche temporaneamente, per ospitare lezioni e attività formative mentre l’ex caserma Abela è chiusa. La protesta degli studenti merita ascolto e risposte rapide”
Per Cavallaro e Romano la vicenda deve aprire anche una riflessione più ampia sul futuro universitario della città. “Siracusa ospita i corsi di Architettura, Progettazione e gestione del turismo culturale e Infermieristica dell’Università di Catania, e quelli di Giurisprudenza, Consulente del lavoro e scienze dei servizi giuridici e Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione dell’Università di Messina. A questi si aggiunge la Scuola di specializzazione in Beni archeologici. È un patrimonio di formazione e conoscenza che merita di essere valorizzato con una regia comune”
“Siracusa ha bisogno di un progetto universitario a breve e medio termine, costruito insieme agli atenei, ai consorzi universitari e agli studenti – proseguono – Nel breve termine bisogna garantire aule adeguate, luoghi di studio e servizi accessibili. Nel medio termine bisogna consolidare i corsi che ci sono, valutare nuove opportunità formative e rafforzare il rapporto tra università, professioni, imprese e istituzioni del territorio”
“Vogliamo che i nostri ragazzi possano scegliere di studiare a Siracusa senza essere costretti ad andare via per mancanza di opportunità – sottolineano i consiglieri – Vogliamo che possano formarsi qui e restituire al territorio le loro competenze, trovando occasioni per lavorare e costruire il proprio futuro. E vogliamo attirare anche studenti da altre città. I giovani portano competenze moderne, idee e capacità di affrontare problemi nuovi: energie di cui Siracusa ha bisogno. Chiediamo quindi all’amministrazione di affrontare subito il problema degli spazi e di avviare un confronto stabile sul futuro universitario della città, con obiettivi, risorse e tempi definiti”
Intanto gli studenti non intendono arrendersi e stanno organizzando altre manifestazioni nei prossimi giorni.
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