Siracusa, appalti e corruzione: i nomi e le intercettazioni dell’inchiesta

14 Ottobre 2026 - 13:20
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Siracusa, appalti e corruzione: i nomi e le intercettazioni dell’inchiesta

Un carabiniere in servizio alla Procura di Catania, la vicepresidente del Consiglio comunale, un tecnico del Comune e un gruppo di imprenditori edili. Nell’ordinanza del gip Antonella Coniglio, che dispone il carcere per Salvatore Strazzulla e i domiciliari per Concetta Carbone e Massimo Boscarino, emerge un presunto sistema di favori, denaro e affidamenti pubblici. Al centro dell’inchiesta anche i lavori dell’ostello per migranti di Cassibile. Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per Strazzulla e gli arresti domiciliari per Carbone e Massimo Boscarino. Per Giuseppe Boscarino, Salvatore Boscarino, classe 1953, Salvatore Boscarino, classe 1979, e Tino Bugliarello è stato disposto il divieto temporaneo, per dodici mesi, di esercitare attività imprenditoriali che consentano di richiedere contributi comunitari o statali. La posizione dell’ingegnere Dell’Aira, per il quale il giudice ritiene necessario l’interrogatorio preventivo, segue invece un percorso procedurale distinto.

Un sistema nel quale gli appalti pubblici sarebbero diventati uno strumento per ottenere denaro, consolidare rapporti politici e ricompensare il sostegno elettorale. Un intreccio tra imprenditori, amministratori e pubblici ufficiali, con un carabiniere nel ruolo di intermediario e organizzatore. È il quadro delineato nell’ordinanza di custodia cautelare firmata il 12 ottobre dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, Antonella Coniglio, nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura europea.

Sono 199 le pagine del provvedimento, nelle quali vengono ricostruiti rapporti personali, affidamenti pubblici, presunte dazioni di denaro e conversazioni intercettate dagli investigatori. Al centro dell’indagine figurano Salvatore Strazzulla, detto Luca, appuntato capo dei carabinieri in servizio alla sezione di polizia giudiziaria della Procura di Catania, Concetta Carbone, vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa e consigliera del Libero Consorzio, l’ingegnere comunale Michele Dell’Aira e diversi imprenditori riconducibili alla famiglia Boscarino.

Le contestazioni, formulate a vario titolo nei confronti degli indagati, comprendono associazione per delinquere, corruzione, traffico di influenze illecite e, per alcune posizioni, corruzione elettorale, favoreggiamento e rivelazione di segreti d’ufficio. Si tratta di accuse ancora da accertare definitivamente. Il provvedimento cautelare esprime una valutazione sui gravi indizi raccolti durante le indagini e sulle esigenze cautelari, non una sentenza di condanna.

Secondo la ricostruzione della Procura europea, Strazzulla avrebbe svolto una funzione centrale nei rapporti tra imprenditori e rappresentanti delle istituzioni. Il carabiniere, pur prestando servizio alla Procura di Catania, avrebbe operato come intermediario per favorire l’assegnazione di lavori pubblici alle imprese vicine alla famiglia Boscarino, ricevendo in cambio compensi economici.

Carbone avrebbe invece rappresentato, secondo l’accusa, il riferimento politico e istituzionale del gruppo, intervenendo nelle dinamiche degli affidamenti e facilitando i rapporti con gli uffici amministrativi. L’obiettivo del presunto sodalizio sarebbe stato quello di assicurare alle imprese coinvolte un accesso privilegiato ai lavori finanziati con risorse pubbliche. Tra gli interventi esaminati dagli investigatori figurano l’ampliamento dell’ostello per lavoratori stagionali di Cassibile, la ristrutturazione dell’edificio comunale di via Don Luigi Sturzo e ulteriori appalti riconducibili a enti territoriali della provincia.

Per l’ampliamento della struttura, destinata all’accoglienza dei lavoratori agricoli e al contrasto del caporalato, il Comune di Siracusa aveva ottenuto un finanziamento di oltre 1,67 milioni di euro nell’ambito del PON Legalità. Dalle verifiche investigative sarebbero emerse diverse anomalie nella gestione degli affidamenti e nell’esecuzione dei lavori, tra cui la mancata installazione di un impianto fotovoltaico previsto, criticità nella documentazione amministrativa e tempistiche particolarmente ravvicinate tra affidamenti e liquidazioni.

Gli investigatori hanno inoltre ricostruito numerosi affidamenti alle imprese riconducibili ai Boscarino. La Boscarino & C. Costruzioni, costituita nel gennaio 2022, avrebbe ottenuto tre appalti per oltre 350 mila euro. La S.C. Società Costruzioni 2 avrebbe ricevuto sei affidamenti per un valore complessivo di circa 375 mila euro in poco più di un anno.

Una delle conversazioni più significative riportate nell’ordinanza risale al giorno di Natale del 2024. Strazzulla parla con Giuseppe Boscarino delle prospettive di nuovi lavori pubblici e del ruolo che, secondo quanto riferisce, avrebbe potuto assumere Concetta Carbone nella gestione degli appalti.

Il carabiniere racconta di avere incontrato la consigliera comunale e riferisce che sarebbe stata coinvolta in un’attività di supervisione degli affidamenti. Nel corso dello stesso dialogo emerge il progetto di estendere le attività imprenditoriali anche fuori dal territorio siracusano. È però un altro passaggio a chiarire, secondo gli investigatori, il meccanismo economico che il gruppo avrebbe voluto applicare. Parlando della possibilità di coinvolgere nuove imprese, Giuseppe Boscarino afferma: “Giustamente c’è un gruppo dietro… dell’importo ci vuole il 10, il 12, l’8… quello che è, in base all’importo”. Il riferimento, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe alle percentuali che le imprese avrebbero dovuto riconoscere in cambio dell’intermediazione per ottenere i lavori. La risposta di Strazzulla è altrettanto significativa:

“Nessuno sa niente… nessuno deve sapere niente”.

Per il gip, queste conversazioni rappresentano uno degli elementi a sostegno dell’ipotesi di un’organizzazione capace di orientare gli affidamenti pubblici e distribuirne i benefici economici tra i partecipanti. Tra i passaggi più rilevanti dell’ordinanza ci sono le conversazioni tra Concetta Carbone e Salvatore Strazzulla, nelle quali emergono tensioni nei rapporti con gli imprenditori Boscarino. Secondo gli investigatori, la consigliera avrebbe manifestato risentimento per il trattamento ricevuto in occasione di alcuni lavori eseguiti in un proprio immobile privato. Carbone avrebbe contestato agli imprenditori di non averle riconosciuto condizioni economiche favorevoli, nonostante gli affidamenti pubblici che riteneva di aver contribuito a far ottenere loro.

In una delle intercettazioni riportate nell’ordinanza esclama: “Un milione! Luca forse tu non ci sei… un milione!”. E prosegue: “No, no, ma quasi un milione è…”. Il riferimento è al valore complessivo dei lavori pubblici che, secondo quanto emerge dalla conversazione, sarebbero stati assegnati alle imprese della famiglia. Nello stesso dialogo Carbone lamenta:

“Io non ho avuto niente!”. Una frase pronunciata nel contesto delle contestazioni relative ai lavori nella sua abitazione.

Il giudice attribuisce particolare rilevanza a queste conversazioni perché, secondo la ricostruzione investigativa, consentirebbero di collegare gli affidamenti pubblici ai rapporti economici e personali tra gli indagati. L’ordinanza riporta inoltre l’ipotesi che Carbone abbia ricevuto 10 mila euro dagli imprenditori, somma che l’accusa considera parte del presunto accordo corruttivo.

Un altro filone delle intercettazioni riguarda il denaro che Strazzulla avrebbe ricevuto per la propria attività di intermediazione. Secondo gli investigatori, il militare avrebbe intrattenuto rapporti economici continuativi con gli imprenditori Boscarino, occupandosi non soltanto di appalti pubblici ma anche di altre attività legate alle loro imprese. In una conversazione del 26 novembre 2024, parlando con la moglie, Strazzulla fa riferimento a un terreno di Giuseppe Boscarino del quale si stava occupando. “Quello ci dà la settimana per farci la spesa, amore”, afferma il carabiniere. Per gli investigatori, il riferimento sarebbe a un compenso periodico corrisposto dagli imprenditori.

Altre conversazioni riguardano invece le somme che Strazzulla avrebbe dovuto incassare in relazione ai pagamenti effettuati dal Comune per lavori pubblici. In un dialogo del dicembre 2024, il militare racconta di avere sollecitato un imprenditore per conoscere i tempi di liquidazione di alcune somme. “L’ultima tranche tagliala per come erano rimasti i rapporti… magari che sono 10.000 euro… tagliamola in cinque”, dice Strazzulla. La conversazione viene interpretata dagli investigatori come un riferimento alla ripartizione dei proventi tra i soggetti coinvolti.

Nell’ordinanza si parla anche di una quota di circa 1.500 euro che il carabiniere avrebbe dovuto percepire per la propria mediazione in relazione a un affidamento. Il gip descrive Strazzulla come il collegamento tra il mondo imprenditoriale e quello politico-amministrativo, attribuendogli un ruolo attivo nella ricerca di nuovi lavori e nella gestione dei rapporti economici.

L’inchiesta non riguarda soltanto gli affidamenti pubblici. Secondo l’accusa, il presunto sistema avrebbe avuto anche una componente elettorale, con il sostegno politico utilizzato come contropartita per l’accesso ai lavori. Nell’ordinanza vengono richiamate conversazioni nelle quali Carbone e Strazzulla discutono dei rapporti con imprenditori locali e degli accordi maturati durante precedenti competizioni amministrative. Gli investigatori ritengono che il sostegno elettorale e l’assegnazione degli appalti fossero elementi collegati di uno stesso meccanismo di reciproca utilità.

Un ulteriore capo d’imputazione riguarda la presunta corruzione elettorale contestata a Strazzulla e Antonino Fontana. Secondo la Procura europea, sarebbero state promesse opportunità lavorative presso Tekra in cambio di voti a favore della lista del sindaco Francesco Italia alle elezioni comunali del 2023 o della promessa di sostegno in successive consultazioni. Si tratta, anche in questo caso, di un’ipotesi accusatoria che dovrà essere verificata nelle successive fasi del procedimento.

Nell’ordinanza vengono citati anche il sindaco di Siracusa Francesco Italia, il sindaco di Ferla e presidente del Libero Consorzio Michelangelo Giansiracusa e il sindaco di Noto Corrado Figura, quali rappresentanti istituzionali con i quali gli indagati avrebbero cercato di utilizzare relazioni personali per ottenere affidamenti. La presenza dei loro nomi nella ricostruzione investigativa non equivale a un’accusa di partecipazione al presunto sodalizio. Nel provvedimento esaminato non figurano tra i destinatari delle misure cautelari.

Uno degli aspetti più delicati dell’inchiesta riguarda il ruolo istituzionale di Salvatore Strazzulla. Il militare prestava servizio alla sezione di polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Catania e, proprio in ragione delle sue funzioni, avrebbe avuto accesso a informazioni riservate. Secondo l’accusa, avrebbe utilizzato queste conoscenze per informare persone esterne di attività investigative in corso.

Tra gli episodi contestati figura la presunta rivelazione, nel dicembre 2024, dell’esistenza di intercettazioni nell’ambito di un’indagine per omicidio. Nel marzo 2025 Strazzulla avrebbe inoltre anticipato informazioni relative a un’ordinanza di custodia cautelare riguardante esponenti della criminalità organizzata siracusana. Nell’aprile successivo avrebbe riferito a Carbone dell’esistenza di attività di intercettazione negli uffici del sindaco e del vicesindaco di Palagonia. Un altro episodio riguarda la presunta comunicazione preventiva dell’installazione di una telecamera destinata a monitorare un soggetto sottoposto a indagine. Per il gip, queste condotte assumono particolare gravità perché avrebbero potuto compromettere attività investigative e consentire ad alcune persone di sottrarsi ai controlli. Il giudice ritiene inoltre che il ruolo ricoperto da Strazzulla e la rete di relazioni costruita nel tempo rendano particolarmente elevate le esigenze cautelari.

Nell’inchiesta compare anche Michele Dell’Aira, ingegnere del Comune di Siracusa e responsabile unico del progetto relativo al primo ampliamento dell’ostello per lavoratori stagionali di Cassibile. Secondo l’accusa, il tecnico avrebbe partecipato al presunto accordo corruttivo, ricevendo dagli imprenditori un compenso settimanale di 200 euro per circa cinque anni in relazione agli appalti seguiti come responsabile del procedimento. L’ordinanza richiama inoltre una serie di presunte irregolarità amministrative connesse agli affidamenti e all’esecuzione dei lavori. Tra queste figurano il frazionamento artificioso degli interventi, la mancanza di alcuni documenti previsti dalle procedure e criticità relative alla regolarità contributiva delle imprese. Per la posizione di Dell’Aira, tuttavia, il giudice precisa che è necessario procedere all’interrogatorio preventivo prima di decidere sulla misura cautelare richiesta.

Al termine della valutazione degli elementi raccolti, il giudice Antonella Coniglio ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari per diversi indagati, differenziando le misure in relazione ai ruoli attribuiti e alle condotte contestate. Per Salvatore Strazzulla è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Secondo il gip, la gravità delle condotte contestate, il ruolo svolto dal militare e la sua capacità di mantenere contatti con numerosi soggetti renderebbero insufficienti misure meno restrittive. Per Conci Carbone e Massimo Boscarino sono stati disposti gli arresti domiciliari, con il divieto di comunicare con persone diverse dai conviventi e dai rispettivi difensori. Per Giuseppe Boscarino, Salvatore Boscarino classe 1953, Salvatore Boscarino classe 1979 e Tino Bugliarello è stato invece disposto il divieto temporaneo, per dodici mesi, di esercitare attività imprenditoriali che consentano di richiedere contributi pubblici nazionali o comunitari.

Le accuse dovranno essere sottoposte al contraddittorio tra le parti e alle successive valutazioni dell’autorità giudiziaria, nel rispetto della presunzione di innocenza degli indagati. Resta il quadro delineato dalle indagini: quello di un presunto sistema nel quale, secondo la Procura europea e la valutazione cautelare del gip, l’accesso agli appalti pubblici sarebbe stato condizionato da rapporti personali, interessi economici e sostegno politico, con il coinvolgimento di soggetti che ricoprivano ruoli nelle istituzioni e nell’amministrazione della giustizia.

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