Siracusa. Maggioranza in frantumi, salta ancora il numero legale: al via la resa dei conti
Azzeramento della Giunta e rielaborazione totale, nuovo minirimpasto o addirittura un nuovo assetto della maggioranza. Più che il caldo estivo, a infiammare Palazzo Vermexio è la crisi politica esplosa oggi in Consiglio comunale, dove per l’ennesima volta è venuto meno il numero legale. Una situazione che, ormai, non può più essere considerata episodica e che certifica la frattura sempre più profonda all’interno della coalizione che sostiene il sindaco Francesco Italia.
A far saltare ancora una volta la seduta è stata la decisione dei consiglieri di Grande Sicilia di abbandonare l’aula durante l’esame del debito fuori bilancio relativo alla vicenda Edison. Proprio questo provvedimento, già nelle scorse settimane, aveva rappresentato il principale terreno di scontro tra il gruppo autonomista e l’amministrazione comunale, trasformandosi ormai nel simbolo delle tensioni che attraversano la maggioranza.
Nelle ultime ore, intorno alla questione Edison, sono circolate anche alcune mail anonime (una novità delle ultime settimane) inviate alle redazioni, con cui venivano sollevati dubbi su una presunta incompatibilità di un consigliere comunale. Una vicenda rimasta sullo sfondo, mentre l’attenzione politica si è concentrata soprattutto sull’ennesima fumata nera dell’aula Vittorini.
Se i precedenti abbandoni erano stati in qualche modo assorbiti, questa volta la reazione del sindaco sarebbe stata tutt’altro che morbida. Francesco Italia avrebbe infatti inviato un duro messaggio nella chat della maggioranza, prendendo atto dell’assenza di una maggioranza numerica in aula e annunciando il rinvio della riunione di coalizione prevista per domani. Nessuna cucitura, quindi, ma un ulteriore strappo.
Un segnale che fotografa il livello di tensione raggiunto e che lascia immaginare come il confronto sia ormai arrivato a un vero e proprio braccio di ferro tra le parti. Le ipotesi sul tavolo sono diverse, ma tutte passano inevitabilmente da una ridefinizione degli equilibri politici. L’ipotesi delle dimissioni del sindaco appare, allo stato, la meno probabile. Lo stesso Italia, in più occasioni, ha ribadito la volontà di portare a termine il mandato fino alla naturale scadenza del 2028.
Molto più concrete, invece, le possibilità di un azzeramento della Giunta con un profondo rimpasto dell’esecutivo, soluzione che da tempo viene sollecitata proprio da Grande Sicilia e da altri gruppi vicini al primo cittadino per redistribuire il peso degli assessorati in funzione dei nuovi rapporti di forza presenti in Consiglio. Piccoli rimaneggiamenti sembrano difficili, a meno di scontentare gli alleati.
Resta sullo sfondo anche un’altra ipotesi, difficile ma non del tutto peregrina: quella dell’allargamento della maggioranza, coinvolgendo forze che negli ultimi mesi hanno mostrato aperture nei confronti dell’amministrazione, come il gruppo di Insieme o parte di Forza Italia. A farne le spese potrebbe essere proprio Grande Sicilia, a meno di un lavoro di fino (e rinunce) destinato esclusivamente all’allargamento della maggioranza.
Al momento, però, prevalgono silenzio e prudenza. Nessuno tra i protagonisti della vicenda sembra intenzionato a esporsi pubblicamente, consapevole che quanto accaduto oggi rischia di avere conseguenze ben oltre il semplice rinvio di una seduta consiliare.
Una cosa, però, appare evidente: la crisi politica non è più soltanto sottotraccia. E mentre all’esterno Siracusa fa i conti con temperature oltre i 38 gradi, dentro Palazzo Vermexio il clima è ancora più rovente.
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