Sistema Caritas: numeri e risultati, ma soprattutto relazioni
Volontarie in servizio al Refettorio Ambrosiano
Volontarie in servizio al Refettorio AmbrosianoNumeri, certo. Ma anche – e soprattutto – volti, persone, relazioni. Fatiche, povertà e solitudini, insieme ad appassionanti percorsi di inclusione, di riconquista della dignità, di costruzione di spazi di giustizia. Trame di vita, che si intrecciano nell’operato di servizi di cui vengono valutati l’impatto qualitativo e le prospettive di sostenibilità, oltre alla dimensione quantitativa e finanziaria.
Entro il 30 giugno, nel rispetto delle norme sul terzo settore, Caritas Ambrosiana e gli altri soggetti del Sistema-Caritas hanno redatto i rispettivi rapporti relativi all’attività 2025. Ne scaturisce un panorama di iniziative di servizio che si articola nell’intera Diocesi, coinvolge migliaia di operatori e volontari e raggiunge decine di migliaia di persone in difficoltà.
Caritas Ambrosiana
L’anno scorso, come testimonia il dettagliato Bilancio sociale 2025, il consuntivo di Caritas Ambrosiana ha pareggiato a quasi 20 milioni di euro (con costi di funzionamento inferiori al 14%). In termini di radicamento territoriale, referenti Caritas operano in 901 su 1.105 parrocchie della Diocesi di Milano, in tutte le sette Zone pastorali. Beneficiari dell’azione dell’organismo sono state quasi 45 mila persone: 15.727 intercettate dai Centri di ascolto territoriali monitorati dall’Osservatorio diocesano delle povertà e delle risorse (una frazione del totale dei Cda), 2.654 incontrate dalle Aree di bisogno e 26.302 seguite dai Servizi diocesani (dedicati a persone senza dimora, famiglie, immigrati, donne e vittime di violenza e tratta).
Sul versante dell’orientamento al volontariato, lo Sportello specifico ha formato ben 185 nuovi volontari (inseriti anche in organizzazioni partner), con proposte per scuole e università, di volontariato aziendale e di volontariato in situazioni di emergenza (entro i confini nazionali). Molteplici e in alcuni casi innovative le proposte per i giovani, con centinaia di aderenti.
Caritas Ambrosiana significa anche solidarietà internazionale: nel 2025 ha sostenuto 84 progetti in 44 Paesi del mondo, per una spesa totale di quasi 2,5 milioni di euro, cui si aggiungono gli impegni di educazione alla mondialità. In omaggio alla “prevalente funzione pedagogica” storicamente sancita dal suo statuto, nel 2025 ha inoltre prodotto un notevole sforzo formativo: 16.700 presenze in occasione di 181 seminari e incontri singoli, 166 incontri inseriti in 50 percorsi formativi strutturati, 18 convegni.
Infine, sul fronte della raccolta fondi – termometro della fiducia di tanti fedeli e cittadini – nel 2025 sono state raccolte 19.133 donazioni, per un valore di quasi 7,2 milioni di euro, da 8.770 offerenti.
Consorzio Farsi Prossimo
Consorzio Farsi Prossimo, nato da un’intuizione di Caritas Ambrosiana quasi trent’anni fa, rappresenta una delle principali reti della cooperazione sociale in Lombardia. Riunisce 12 cooperative sociali (che operano nelle province di Milano, Monza Brianza, Como, Lecco e Varese), 6 di tipo A (forniscono servizi socio-sanitari ed educativi), 4 di tipo B (svolgono attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate) e 2 miste.
Le cooperative aderenti operano in diversi ambiti: sostegno a famiglie e persone in difficoltà economica e sociale, accoglienza di migranti e rifugiati, servizi per anziani, minori e persone con disabilità, sanità accessibile, formazione e inserimento lavorativo. A fine 2025 vantavano 1.133 soci e 2.221 lavoratori (circa 200 dei quali persone con uno svantaggio sociale, riconosciuto per legge, o in altre condizioni di fragilità), 413 servizi e unità d’offerta gestiti, oltre 300 mila utenti raggiunti durante l’anno. Riguardo le dimensioni economiche, il sistema cooperativo (Consorzio Farsi Prossimo + cooperative) a fine 2025 poteva vantare un valore della produzione di 86,9 milioni di euro e un patrimonio di 23,2 milioni.
Casa della Carità
La Fondazione Casa della Carità “Angelo Abriani”, come attesta il Bilancio di sostenibilità 2025, l’anno scorso ha aiutato 6.386 persone (5.486 adulti e 900 minori), 481 delle quali state ospitate nella sede di via Brambilla e in tutte le altre sedi cittadine, progettando con loro percorsi personalizzati verso l’autonomia. Quanti hanno usufruito dei servizi diurni della Fondazione (centro di ascolto, docce e guardaroba, sportello legale e centro diurno per persone anziane) sono state 4.371, tra persone senza dimora o con problemi di salute mentale, migranti, anziani soli. Infine, 1.673 persone sono state seguite sul territorio, e in particolare nelle periferie milanesi, in contesti marginali e complessi, con la proposta di attività sociali e aggregative.
Casa della Carità è anche un importante centro di produzione culturale e formativa: nel 2025 ha organizzato 70 iniziative, cui hanno partecipato 3.974 persone (pubblico composto per circa due terzi da giovani o adulti e per circa un terzo dai bambini delle scuole primarie e dell’infanzia del territorio in cui ha sede la Fondazione, il Municipio 2).
Fondazione San Bernardino
La Fondazione San Bernardino, promossa da diocesi e Caritas diocesane lombarde per fare fronte a casi di sovrindebitamento di persone e famiglie, in chiave di prevenzione dell’usura, ha sede a Milano, e questo contribuisce a spiegare perché molti dei suoi assistiti siano ambrosiani. Aderisce alla Consulta nazionale Giovanni Paolo II, che raduna 32 Fondazioni antiusura di matrice ecclesiale.
Nel 2025 ha incontrato e assistito 334 persone. Ha deliberato erogazioni, per consentire il risanamento di situazioni di forte indebitamento, in 56 casi, per un importo complessivo di quasi 880 mila euro. Ha dovuto praticare 5 escussioni, per un totale di poco superiore agli 8 mila euro.
Dal 2025 San Bernardino è una delle Fondazioni erogatrici all’interno del progetto nazionale per il microcredito «Mi fido di Noi» (voluto da Cei, Caritas Italiana e Consulta nazionale antiusura, partner Banca Etica); le erogazioni però sono iniziate nel 2026.
Fondazione San Carlo
In base al Bilancio sociale 2025 Fondazione San Carlo ha dato ulteriore impulso alle tre aree in cui si articola il suo operato.
Sul versante Ospitalità, le residenze che gestisce a Milano (Casa Fatima e Pensionato Belloni) hanno accolto, per periodi più o meno brevi, legati a motivi di studio, lavoro o cure mediche, 1.185 persone; significativo il raddoppio dei pazienti sanitari (517) ospitati a Casa Fatima.
L’area Abitare, grazie a una collaborazione costante con la rete Caritas e con i servizi sociali territoriali, ha gestito oltre 350 alloggi, situati principalmente nelle zone periferiche di Milano, in cui nel 2025 hanno risieduto, in virtù di diversi progetti, 320 nuclei familiari segnati da varie forme di fragilità. Nel 2025 è stato concretamente avviata anche la gestione di appartamenti e assegnazioni per conto del Fondo Schuster promosso da Diocesi e Caritas.
Infine l’area Formazione e Lavoro ha fatto registrare un aumento del 20% degli utenti. In particolare, sono state erogate in totale, nell’ambito di decine di corsi, 3.010 ore di formazione e formate 1.202 persone. Sul fronte dei servizi per il lavoro, di cui hanno usufruito 411 persone, sono stati avviati, tra le altre iniziative, 344 nuovi tirocini e ne sono stati prorogati 46.
Tossani e Selmi: «Principi evangelici e costituzionali»
I servizi offerti da Caritas e dal suo Sistema si caratterizzano, nel contesto diocesano, per varietà, capillarità, capacità di combinare competenze professionali e apporto volontario. «Ci proponiamo alle comunità ambrosiane – spiegano Erica Tossani, codirettrice Caritas, e don Paolo Selmi, codirettore Caritas e presidente della Fondazione Casa della Carità – sulla base del principio evangelico di prossimità e del principio costituzionale di “amministrazione condivisa”. Integrando in maniera incisiva un welfare pubblico strutturato, ma sovente in affanno. Talvolta sopperendo alle sue carenze, dovute a insufficienti disponibilità di risorse economiche, ma anche a tendenze e scelte politiche non sempre attente, coraggiose e lungimiranti».
Guardando al futuro, affermano i due direttori, «è fuori discussione la continuità di un impegno che assicura, pur con tutti i nostri umanissimi limiti, ascolto, accoglienza, aiuto e inclusione a migliaia di persone in difficoltà». Ma la continuità non va confusa con la ripetitività: «Tra le prospettive di cambiamento nella continuità che desideriamo proporre, per il futuro prossimo di Caritas Ambrosiana e del suo Sistema, ci sono alcune attenzioni particolari che intendono concretizzare, anche nel nostro tempo, la “prevalente funzione pedagogica”, scolpita sin dalle origini negli Statuti Caritas».
Due, in particolare, gli obiettivi indicati anche nelle conclusioni del Bilancio sociale Caritas 2025: «Vogliamo essere non erogatori di assistenza, ma lievito di comunità responsabili e capaci di farsi carico delle molteplici povertà contemporanee. E vogliamo dedicare sempre maggiori energie, e competenze, al lavoro di advocacy, cioè a costruire consapevolezza informata delle cause da cui scaturiscono le povertà e sensibilizzazione organizzata degli attori politici e sociali che sono chiamati, come da Costituzione, a “rimuovere” quelle stesse cause, affinché ognuno possa sentirsi davvero cittadino».
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