Alla ricerca della felicità con Agent of Happiness
Una scena del documentario Agent of Happiness
Una scena del documentario Agent of HappinessNel 1972 il Re del Bhutan coniò il termine Felicità Interna Lorda. Un’unità di misura utilizzata per analizzare il benessere del popolo e contrapposta alle logiche materiali del Prodotto Interno Lordo. I dati vengono raccolti su più fattori: il numero di possedimenti, la salute, i legami, il grado di soddisfazione per quello che si ha e solo alla fine il livello di felicità percepita.
Questo censimento viene effettuato con regolarità tramite agenti sul campo e lunghi colloqui con i (pochi) Bhutanesi. I dati raccolti servono ad orientare le politiche, a selezionare leggi che contribuiscono al benessere dei cittadini, contro quelle che potrebbero avere impatti negativi.
Agent of Happiness – Il Bhutan e la felicità è un documentario che sembra messo in scena come un film di finzione. Seguendo due agenti preposti al censimento della felicità ci si chiede se quello che stiamo vedendo sia vero, se le confessioni che fanno queste persone agli operatori statali (ma anche alla macchina da presa) siano spontanee.
Questa capacità della regia di rendersi invisibile rappresenta la parte più forte dell’esperienza.

Spesso ripetitivo
Non siamo di fronte a un film particolarmente dinamico, anzi, nella sua ora e mezza risulta spesso ripetitivo. Si è però portati continuamente a interrogare le immagini: è un’utopia o è uno strumento di controllo mascherato della parte più intima delle persone? Agent of Happiness sforza lo spettatore a diventare sia antropologo che filosofo.
Il solo concetto di Felicità Interna Lorda si pone come un atto rivoluzionario: il tentativo di ribaltare la logica del capitale in favore delle persone. Orientare lo sviluppo su un tipo di benessere che non sia solamente economico. Anzi, il possesso di beni è solo uno dei 33 punti di misurazione.
La sfida è affascinante anche per la cultura occidentale: la IA può sviluppare una forma avanzata di questo meccanismo, aiutando la politica a valutare l’impatto sulla vita delle persone.

Allo stesso tempo la ricerca collettiva della felicità non può fuggire dalla complessità. Il cammino non è lineare, non ha formule valide per tutti, non può esistere senza crisi e non può essere ridotto a una formula. Sono quesiti che il documentario propone indirettamente, senza volerli sviluppare. Dal Bhutan arriva semmai chiaro l’invito a considerare quello alla felicità come il più centrale dei diritti. Anche se, forse, è il più difficile da quantificare.
The post Alla ricerca della felicità con Agent of Happiness appeared first on Chiesa di Milano.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)