Staglieno, D’Angelo (Pd): “Gli stranieri che combatterono per la Liberazione, messaggio di pace”

Maggio 17, 2026 - 15:54
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Staglieno, D’Angelo (Pd): “Gli stranieri che combatterono per la Liberazione, messaggio di pace”
Generico maggio 2026

Genova. “La guerra di liberazione fu un grande moto corale, umano e morale, che unì persone diverse per nazionalità, lingua, cultura e storia personale nella lotta contro il nazifascismo. Accanto ai partigiani italiani combatterono soldati delle armate alleate e uomini fuggiti dalla prigionia che trovarono nella resistenza italiana una nuova patria ideale per cui rischiare tutto. A loro dobbiamo gratitudine e memoria”.

Così il consigliere regionale del Partito Democratico Simone D’Angelo, che ha partecipato, in rappresentanza del consiglio regionale della Liguria, alla commemorazione al cimitero monumentale di Staglieno dedicata ai combattenti stranieri che contribuirono alla liberazione dell’Italia.

Alla presenza del Comune di Genova, della Città metropolitana di Genova, delle autorità militari, delle associazioni combattentistiche e delle sezioni dell’Anp, è stato ricordato il contributo decisivo nella lotta contro il nazifascismo dei combattenti stranieri che si unirono alla resistenza italiana e dei militari delle forze alleate. Dopo l’offensiva alleata del 9 aprile 1945 e il crollo della linea gotica, l’avanzata delle truppe alleate e l’azione partigiana portarono alla Liberazione dell’Italia e alla fine della guerra in Europa nel maggio 1945.

“Ricordare oggi i combattenti stranieri che contribuirono alla Liberazione dell’Italia – aggiunge D’Angelo – significa riaffermare il valore universale della libertà, della pace e della solidarietà tra i popoli. La resistenza e la liberazione non furono soltanto una pagina della storia italiana, ma un grande movimento internazionale di donne e uomini che, pur provenendo da paesi e culture diverse, seppero riconoscersi negli stessi ideali di giustizia, dignità e democrazia. È un’eredità morale e civile che continua a parlare anche alle nuove generazioni”.

“In un tempo segnato da nuove guerre, tensioni internazionali e dal riaffacciarsi di nazionalismi e intolleranze, questa memoria ci richiama alla responsabilità di difendere ogni giorno i valori democratici e di pace nati dalla resistenza e dalla fine della Seconda guerra mondiale. Ricordare il sacrificio di chi combatté per liberare l’Italia significa anche ribadire che la pace, la libertà e la convivenza tra i popoli non sono conquiste scontate, ma beni preziosi da custodire con impegno, memoria e responsabilità collettiva”, conclude.

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