Star Wars Galactic Racer – Anteprima


Star Wars Galactic Racer, il Burnout in salsa stellare
Una delle cose che sicuramente ha catturato di più la mia attenzione, quando qualche State of Play fa si è visto per la prima volta Star Wars Galactic Racer, è stato quanto lo studio che ci sta lavorando (Fuse Games), abbia voluto - e sia apparentemente riuscito - a integrare il feel di Burnout Paradise in un'estetica tipicamente starwarsiana. La presenza di molti game dev provenienti proprio dallo studio che quel gioco lo fece, Criterion, spiega molte cose (e quasi chiude il cerchio sull'influenza del pod racing di Episodio 1 proprio su Burnout in generale come serie). Sia il fondatore che il creative director ne parlano come il tentare di catturare un fulmine in una bottiglia, ma insistono sulla loro convinzione che sì, hanno capito cosa manca ora come ora al genere, e sono pronti a usare questa conoscenza per spingere in avanti il genere racing come Burnout Paradise ha fatto nel 2008. L'ingrediente? Le conseguenze. "Se c'è un pulsante di rewind pronto ogni volta che sbagli, non ci sono conseguenze ai tuoi errori ma soprattutto non ci sono conseguenze alle tue scelte, siano esse quelle che ti portano a schiantarti con il tuo sguscio contro una parete a Tatooine, o anche semplicemente la build che hai deciso di "costruire".
Sicuramente quella di Fuse Games non è una produzione pigra, cosa non scontata visto che sono 20 anni che non finisce sugli scaffali un racer ambientato nel mondo di Star Wars. Star Wars Galactic Racer infatti non propone solo un gioco di pod racing, ma gioca moltissimo sulla varietà di veicoli, dalle Speeder Bikes (meramente motociclette fluttuanti) agli Skim Speeders, che restituiscono invece un feel più da "aeroplano a bassa quota".
Feel ed estetica viaggiano di pari passo all'originale passione di George Lucas stesso per le gare con le auto truccate: come le auto truccate, con motori vistosi e tanto tanto bricolage, anche i mezzi di Star Wars Galactic Racer sono raffazzonati, apparentemente tenuti insieme con lo sputo.
Come nella storia reale, che ha visto le gare con auto truccate trovare un primo picco negli anni 20 e 30, per poi scomparire durante il secondo conflitto mondiale e ritornare subito dopo - proprio come passatempo per i veterani, tornati con moltissime conoscenze meccaniche -, nel mondo narrativo di Star Wars Galactic Racer siamo proprio dopo una guerra, più propriamente siamo nell'era della Nuova Repubblica (ossia dopo la caduta dell'Impero).
La scelta narrativa ha la straordinaria capacità di risultare estremamente logica, soprattutto considerando che la campagna single player è costruita come un roguelite, nel quale dovremo completare una run attraverso più corse, prendendo power-up lungo il percorso. Come in uno Slay the Spire, infatti, dovrai scegliere la prossima corsa da un diagramma, e il nodo potrà dropparti in un circuito normale o in uno modificato (molti raccontano di una versione "reversed" di un tracciato base).
Alcuni sembrano dedicati a sfide a tempo, altri a hint narrativi che aprono a nuove opportunità di perk. È sicuramente una risposta alternativa a, ad esempio, il puro open world non narrativo di un Forza Horizon 6, o alla pura cinematograficità di un Clutch, o perché no alle gare collegate da brevi intermezzi animati di Screamer.
Il feel meccanico della velocità dei mezzi sembra essere stato centrato, e ogni veicolo ha un feeling diverso: chi ha potuto mettere mano alla demo di un'ora riferisce la presenza di power-up (come uno scudo, e un attacco di fuoco) che sembrano fare l'occhiolino ad una vera e propria definizione di build, ma ne sapremo di più tempo a venire.
Particolarmente a fuoco è anche l'utilizzo della varietà geografica dei mondi di Star Wars, da Jakku, cimitero di mezzi enormi diventati ora tunnel, ora rampe, a Ando Prime e Lantanna, tra fitte giungle aliene e caverne quasi sommerse dalla lava.
Insomma, tutto quello che si è letto finora fa presagire un titolo ben costruito, con degli obbiettivi chiari e coerenti, e, soprattutto, una struttura ludica che sembra aver trovato la chiave di volta della - solitamente scarsa - componente single player nei racing game, allo stesso tempo trovando una sua originale proposta per quanto riguarda la personalizzazione dell'esperienza e la restituzione di un feel unico, ad ogni gara, in ogni sessione, ad ogni giocatrice. Speriamo di poter provare Star Wars Galactic Racer in Gamescom 2026, e spero di potertene presto parlare di più.
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