AUDIO-TRUMP-MELONI, LA TELEFONATA CON LA7: «MI HA IMPLORATO PER UNA FOTO, MI HA FATTO PENA»
L’Aria che tira manda in onda il colloquio tra il corrispondente Daniele Compatangelo e il presidente degli Stati Uniti. La domanda era sull’Ucraina, ma Trump ha spostato il discorso sulla premier italiana. Poi l’attacco all’Europa: «Immigrazione ed energia sono un disastro»
La domanda iniziale riguardava l’Ucraina e il possibile impatto di un futuro ingresso di Kyiv nell’Unione europea sui negoziati con Vladimir Putin. Donald Trump ha risposto rapidamente, spiegando di essere interessato soprattutto al raggiungimento della pace.
Subito dopo, però, è stato lo stesso presidente degli Stati Uniti a spostare il colloquio sull’Italia e su Giorgia Meloni.
È quanto emerge dalla telefonata intercorsa tra Trump e Daniele Compatangelo, corrispondente di La7 dalla Casa Bianca, trasmessa durante il programma L’Aria che tira.
Il colloquio, nato con l’obiettivo di ottenere alcune dichiarazioni sulla guerra in Ucraina e sulla situazione internazionale, si è trasformato in un caso diplomatico dopo le parole pronunciate dal presidente americano sul suo recente incontro con la presidente del Consiglio durante il G7.
Secondo la traduzione diffusa da La7, Trump ha sostenuto che Meloni fosse particolarmente felice di avere potuto parlare con lui e che gli avesse chiesto con insistenza di scattare una fotografia insieme.
«Probabilmente è contenta che le abbia parlato. Non ero obbligato a parlarle», ha affermato Trump.
Poi il passaggio che ha provocato la dura reazione del governo italiano: «Mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. Non l’avrei fatta, ma mi ha fatto pena».
La domanda era sull’Ucraina
Compatangelo si era presentato come giornalista italiano e corrispondente di La7 alla Casa Bianca.
La prima domanda riguardava la possibilità che le aspirazioni europee dell’Ucraina potessero rendere più difficile il raggiungimento di un accordo con il presidente russo Vladimir Putin.
Trump ha liquidato rapidamente la questione, spiegando che il suo interesse principale era arrivare alla pace.
Il presidente americano ha quindi chiesto al giornalista come stesse andando il primo ministro italiano.
Compatangelo gli ha ricordato il recente incontro tra Trump e Meloni durante il vertice del G7 e ha osservato che la premier italiana poteva essere felice e orgogliosa di avere un rapporto di amicizia con il presidente degli Stati Uniti.
È a quel punto che Trump ha pronunciato le frasi sulla fotografia.
Il riferimento non è quindi arrivato in risposta a una domanda diretta su una presunta richiesta di Meloni, ma dopo che lo stesso presidente americano aveva introdotto il tema della presidente del Consiglio.
Il passaggio sulla fotografia
Durante il G7 di Évian-les-Bains, in Francia, Trump e Meloni erano stati ripresi mentre parlavano in diverse occasioni.
Alcune immagini li mostravano seduti uno accanto all’altra su un piccolo divano, impegnati in una conversazione apparentemente cordiale.
La telefonata con La7 ha però offerto una versione completamente diversa del significato di quell’incontro.
Trump ha presentato il colloquio come una concessione personale fatta a Meloni e ha sostenuto che la premier desiderasse fortemente una fotografia con lui.
Le parole utilizzate non rappresentavano una semplice descrizione dell’incontro. Il presidente americano ha dipinto la leader italiana come una persona alla ricerca della sua attenzione e del suo riconoscimento politico.
La frase «mi ha fatto pena» ha reso il giudizio ancora più offensivo, trasformando il racconto di una normale fotografia diplomatica in una rappresentazione umiliante della presidente del Consiglio.
Meloni: «Una storia completamente inventata»
La risposta di Giorgia Meloni è arrivata rapidamente.
La premier ha definito completamente inventata la ricostruzione di Trump e si è detta sorpresa che il presidente degli Stati Uniti potesse comportarsi in questo modo nei confronti di un alleato.
Meloni ha respinto con fermezza l’idea di avere implorato Trump per una fotografia.
«Né io né l’Italia mendichiamo», ha dichiarato.
La presidente del Consiglio ha inoltre criticato il diverso atteggiamento mostrato da Trump verso gli alleati occidentali e verso i leader dei Paesi considerati avversari degli Stati Uniti.
Secondo Meloni, il presidente americano dimostrerebbe spesso maggiore durezza nei confronti degli alleati storici rispetto a quella utilizzata con i nemici dell’Occidente.
La reazione ha segnato uno dei momenti più difficili nei rapporti personali e politici tra i due leader.
Tajani cancella la visita negli Stati Uniti
Le parole di Trump non sono state interpretate dal governo come un semplice attacco personale contro Meloni.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito le dichiarazioni offensive per l’intera Italia e ha cancellato una visita programmata negli Stati Uniti.
È stata annullata anche una conferenza economica e scientifica tra Italia e Stati Uniti che avrebbe dovuto svolgersi a Miami.
La decisione ha dato alla controversia una dimensione diplomatica concreta.
Per il governo italiano, la rappresentazione di una presidente del Consiglio che implora il leader americano per ottenere una fotografia non colpisce soltanto Giorgia Meloni, ma la dignità istituzionale del Paese che rappresenta.
La vicenda è diventata ancora più delicata considerando che Meloni era stata a lungo descritta come una delle leader europee politicamente più vicine a Trump.
Trump insiste sulla propria versione
Dopo la smentita italiana, Trump non ha ritirato le proprie dichiarazioni.
Il presidente americano ha rilanciato sui social network, sostenendo che Meloni gli avesse chiesto una fotografia più volte durante il vertice.
Ha inoltre collegato la presunta richiesta al tentativo della premier di ricostruire un rapporto politico con Washington e migliorare la propria popolarità in Italia.
Meloni ha replicato che il consenso ottenuto dagli italiani non dipende dall’amicizia con Trump, ma dalla capacità di difendere gli interessi nazionali.
Ha quindi invitato il presidente statunitense a preoccuparsi della propria popolarità anziché di quella della leader italiana.
Lo scontro sulla fotografia è diventato così il simbolo di tensioni molto più profonde.
Le divergenze sull’Iran
Dietro la polemica esistono differenze politiche e strategiche che si sono accumulate nel corso degli ultimi mesi.
Trump ha criticato l’Italia per non avere sostenuto pienamente le operazioni americane contro l’Iran e per non avere autorizzato automaticamente l’utilizzo delle basi italiane per azioni offensive.
Il governo Meloni ha sostenuto che l’impiego delle basi presenti sul territorio nazionale per operazioni militari avrebbe richiesto il coinvolgimento e l’autorizzazione del Parlamento.
La decisione italiana ha provocato l’irritazione di Trump, che considera insufficiente il contributo fornito da diversi alleati europei alla strategia militare americana.
A queste divergenze si sono aggiunti gli scontri sui rapporti con l’Unione europea, sui dazi e sulle dichiarazioni del presidente americano contro Papa Leone XIV.
La controversia sulla fotografia non nasce quindi nel vuoto, ma si inserisce in un rapporto diventato progressivamente più difficile.
L’attacco all’Europa
Nella parte finale della telefonata, Compatangelo ha chiesto a Trump quale consiglio avrebbe dato a Meloni e agli altri leader europei sulla guerra in Ucraina.
La risposta del presidente americano si è concentrata soprattutto su immigrazione ed energia.
Trump ha affermato che i governi europei stanno gestendo male entrambi i dossier e ha definito l’immigrazione un disastro.
Ha criticato anche le politiche energetiche europee, sostenendo che abbiano prodotto risultati negativi e indebolito il continente.
Secondo Trump, senza un cambiamento radicale l’Europa rischia di non tornare più quella di un tempo.
Il presidente ha quindi concluso rapidamente la conversazione, dicendo al giornalista di dovere andare.
Le parole effettivamente pronunciate
La diffusione della telefonata permette di ricostruire la sequenza con maggiore precisione.
Trump non era stato interrogato direttamente sulla fotografia e non gli era stato chiesto se Meloni lo avesse implorato.
È stato lui a introdurre la presidente del Consiglio nella conversazione e a raccontare il presunto episodio.
Il giornalista aveva soltanto osservato che Meloni poteva essere soddisfatta di avere incontrato un amico al G7.
Trump ha trasformato quella considerazione in un racconto nel quale la premier italiana avrebbe cercato insistentemente la sua attenzione.
Il punto centrale non è quindi un’interpretazione giornalistica successiva, ma il contenuto attribuito al presidente americano nella versione della telefonata diffusa da La7.
Resta comunque importante precisare che l’emittente ha pubblicato online la versione tradotta e doppiata della conversazione, mentre l’audio originale in lingua inglese non è stato inizialmente reso disponibile al pubblico.
Una fotografia diventata un caso diplomatico
La fotografia avrebbe dovuto essere una delle tante immagini protocollari prodotte durante un vertice internazionale.
È diventata invece il centro di uno scontro tra due governi tradizionalmente alleati.
La questione non riguarda più soltanto chi abbia chiesto lo scatto, ma il rispetto dovuto tra capi di governo e il modo in cui il presidente degli Stati Uniti descrive pubblicamente i rapporti con i propri partner.
Meloni ha scelto di reagire senza attenuare la propria risposta, respingendo la versione americana e trasformando la polemica in una difesa della dignità nazionale.
Trump, invece, ha mantenuto la propria ricostruzione e ha utilizzato il caso per criticare nuovamente le scelte italiane sull’Iran.
La telefonata realizzata da Daniele Compatangelo ha così portato alla luce una frattura che probabilmente esisteva già, ma che fino a quel momento era rimasta in parte nascosta dietro le immagini ufficiali e le strette di mano del G7.
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