Stella McCartney esorta i “big guys” della moda sulle innovazioni green

01 Ottobre 2026 - 15:15
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Stella McCartney esorta i “big guys” della moda sulle innovazioni green
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Quando nel 1993 il blockbuster ‘Free Willy’ uscì nelle sale Stella McCartney era una poco più che ventenne. Sicuramente, oltre alle sue clienti fidelizzate, le fan della pellicola con protagonista un’orca in cattività apprezzeranno la collezione primavera/estate 2027 presentata ieri a Parigi. La designer chiede di guardare le creature che consumiamo, sfruttiamo e ignoriamo, mentre oceani sempre più caldi, inquinamento e consumo umano minacciano la vita sotto la superficie dell’acqua. Ispirate all’oceano, le proposte si interrogano su un mondo che respira.

Mentre altri brand – dal lusso al fast fashion – proclamano il loro impegno per l’ambiente, Stella McCartney allega alla nota stampa sulla collezione un fascicolo di oltre dieci pagine contenente tutte le informazioni tecniche per dimostrare che, effettivamente, il ready-to-wear è realizzato con materiali responsabili al 100%, priva di pelle animale, piume, pellicce e pelli. Nel backstage la stilista dichiara di apprezzare le “buone intenzioni” dei grandi conglomerati del lusso come Kering e Lvmh ma li esorta a fare di più. “Utilizzo innovazioni come il cotone organico o la lana riciclata in laboratorio, abbiamo bisogno che i big player aumentino l’impiego di queste risorse così che i prezzi possano tornare a essere quelli di prima. I loro margini sono enormi mentre i miei sono minuscoli. Come possiamo aspettarci che le prossime generazioni di designer lavorino in questo mondo se non possono permetterselo? I big guys possono avallare il cambiamento; nel nostre settore abbiamo lavorato con gli stessi materiali per centinaia di anni, la moda non ha mai veramente svoltato. Io sono l’unica e proprio per questo dico ‘aiutatemi, sono a disposizione’, ancora adesso lavoro con Mr Arnault in veste di advisor per la sostenibilità, sono qui per condividere trent’anni di conoscenza”.

Stella McCartney primavera/estate 2027, Ph. Launchmetrics/Spotlight

Il défilé è iniziato con quasi un’ora di ritardo a causa della pioggia: il tempo di sistemare la passerella e lo show è partito sotto lo sguardo attento di Jennifer Lopez in front row. Un casting d’eccezione capitanato da Amber Valletta, Miranda Kerr e Karlie Kloss ha sfilato nel giardino del Palais Borghèse sulle note di ‘Down by the water’ di PJ Harvey, brano in sintonia non solo con il mood della sfilata ma anche con le condizioni meteorologiche.

Gli abiti da sera sono particolarmente riusciti grazie a silhouette architettoniche e texture plissettate a mano in viscosa proveniente da foreste gestite responsabilmente. Le onde spiccano su pizzo e orli a punto raso con cristalli. McCartney rimanda alla nota stampa le specifiche tecniche e così si apprende che la lana vanta una certificazione Rwf (Responsible Wool Standard) mentre l’organza di cotone ha la certificazione Gots (Global Organic Textile Standard). La it-bag ‘Falabella’ trasparente incorpora bottiglie in Pet riciclato e Tpu realizzato con rifiuti plastici riciclati.

Stella McCartney primavera/estate 2027, Ph. Launchmetrics/Spotlight

Sartoriale, casualwear, sportswear e abiti da sera convivono armoniosamente. Il denim e i jersey sono decorati da grafiche stampate di delfini e orche in stile vintage realizzate con l’aerografo. Le donne di Stella McCartney sono cresciute con lei e le riconoscono una leadership meritata sul campo nel settore green. Fatta eccezione per uno sperimentale blazer-body verde acqua, le proposte sono versatili, a partire dai blazer oversize, ormai una sorta di divisa ufficiosa anche per la stessa stilista. La palette si compone di verde acqua e verde salvia, corallo e rosa tenue, azzurro, crema e cioccolato, “i colori dell’oceano protagonisti dei film Disney che mi ricordano la mia immagine”, conclude McCartney.

Prima dell’arrivo delle modelle, la voce del divulgatore scientifico e documentarista David Attenborough, autore di ‘Una vita sul nostro pianeta del 2020’, ha introdotto il leitmotiv della collezione. Indubbiamente la filiera produttiva del sistema moda non aiuta la vita sul nostro pianeta oggi come sei anni fa, ma Stella McCartney è tra le (poche) a potersi dire incolpevole.

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