Stellantis, Filosa: in Italia 5 mld sull’innovazione, 1 mld ad Atessa
Roma, 17 giu. (askanews) – Stellantis conferma l’Italia al centro della strategia europea e industriale del gruppo, con 5 miliardi di euro in ricerca e innovazione nei prossimi cinque anni, oltre un miliardo di investimenti ad Atessa per la nuova generazione di veicoli commerciali e investimenti industriali “in continuità” con il passato. Lo ha detto il ceo Antonio Filosa nell’audizione davanti alle Commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato.
“Per l’Italia abbiamo una visione chiara”, ha affermato Filosa, rivendicando il rispetto degli impegni del Piano Italia presentato lo scorso anno da John Elkann e aggiungendo che “in molti casi andremo anche oltre”. Nel 2025, ha ricordato, Stellantis ha investito in Italia circa 2 miliardi di euro a livello industriale e circa un miliardo in ricerca e innovazione.
Il ceo ha indicato una missione produttiva per ogni stabilimento italiano. Pomigliano ospiterà entro il 2028 la prima piattaforma E-Car, con almeno due nuovi modelli ad alti volumi e prezzo intorno ai 15.000 euro, che si aggiungeranno alla Fiat Pandina ibrida, confermata almeno fino al 2030. Mirafiori resta la “casa italiana ed europea” del gruppo, con la 500 ibrida, i cambi eDCT, l’hub di economia circolare, oltre 3.000 ingegneri e le sedi italiana ed europea.
A Melfi, dopo l’avvio di Jeep Compass e DS N°8, arriveranno quest’anno Lancia Gamma e DS N°7, mentre entro il 2028 sarà assegnata una nuova Alfa Romeo. Modena ha riaccolto la produzione delle Maserati GranTurismo e GranCabrio e ospita Bottega Fuoriserie. Per Maserati, Filosa ha annunciato un piano “ambizioso” che sarà presentato a Modena entro fine anno e comprenderà due nuovi modelli del segmento delle ammiraglie. “Maserati si confermerà icona italiana di stile ed eleganza”, ha detto.
Su Cassino, uno dei dossier più delicati, Filosa ha detto di essere consapevole delle aspettative e ha spiegato che Stellantis è al lavoro “anche con potenziali partner” per il futuro dello stabilimento, legato al piano Maserati. Nel frattempo il gruppo si concentrerà sulla gamma attuale, con una serie speciale per Alfa Romeo Giulia e Stelvio e l’arrivo di una nuova Maserati Grecale dal 2027.
La novità industriale più rilevante riguarda Atessa, dove sarà prodotta la prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni. “Solo ad Atessa investiremo oltre un miliardo di euro nei prossimi cinque anni”, ha detto Filosa, definendo l’operazione una scelta destinata a garantire il futuro dello stabilimento abruzzese e a confermare la centralità dell’Italia nei veicoli commerciali.
Il ceo ha richiamato anche il ruolo della filiera italiana, “pilastro” della nuova strategia. Stellantis spende ogni anno 7 miliardi di euro in acquisti da fornitori italiani e punta a rafforzare il coinvolgimento della componentistica su Atessa e sulla nuova Alfa Romeo a Melfi, anche con il sostegno di Anfia.
Nei primi cinque mesi del 2026, ha ricordato Filosa, le immatricolazioni di Stellantis in Italia sono cresciute di quasi il 15%, la produzione di oltre il 16% e il ricorso alla cassa integrazione si è ridotto del 30%. A livello globale, nel primo trimestre il gruppo è tornato a una “crescita redditizia” e dispone di liquidità per quasi 45 miliardi di euro.
Restano però i nodi competitivi. Filosa ha indicato il costo dell’energia come primo problema: nel primo trimestre Stellantis ha pagato in Italia in media 205 euro al MWh, contro 90 euro in Spagna e 100 in Francia. Il gruppo ha avviato nel 2025 l’iter per ottenere lo status di azienda energivora e accelera su fotovoltaico e biomasse, chiedendo semplificazioni locali.
Sul lavoro, il ceo ha chiesto meccanismi di flessibilità “in linea con le esigenze operative contemporanee”, come in Spagna, apprezzando le misure introdotte nella conversione del Dl Primo maggio e l’emendamento Gusmeroli.
In Europa, Filosa ha chiesto realismo su regole e tempi, con tre priorità: veicoli commerciali leggeri, auto piccole e Made in Europe. Sui furgoni, ha osservato, la quota elettrica in Italia è appena sotto il 3% e servono target realistici. Sulle auto compatte ha giudicato positivamente i supercrediti Ue. Sul Made in Europe ha chiesto un criterio di premialità, senza nuovi oneri, e una tempistica più realistica sulle batterie: la localizzazione delle celle in Europa “dopo il 2030” è considerata da Stellantis “realistica e fattibile”.
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