Storica sentenza a tutela dei pesci. “Sono esseri senzienti e hanno diritti”. Trasferiti in una vasca adeguata

Una sentenza storica. Per i pesci, più che per gli esseri umani. I due esemplari da sushi, rimasti nella vetrina di un ristorante di sushi di Buenos Aires, in una boccia piccola esposti al sole e al rumore della strada, di nome Fede e Magui, hanno ottenuto il diritto a un trattamento più “umano”, è il caso di dire. Una vasca più grande in un ambiente più confortevole, come spiega Open in un articolo. “Sono senzienti e titolari di diritti”, ha stabilito una corte argentina.
La sentenza che obbliga a un trattamento adeguato per i pesci
La decisione arriva al termine di una vicenda iniziata con la denuncia dell’associazione animalista Santuario Jaulas Vacías, intervenuta nel procedimento per segnalare le condizioni in cui gli animali erano costretti a vivere in un ristorante di calle Báez, nel quartiere Las Cañitas della capitale argentina.Secondo Matías Trufero, avvocato dell’organizzazione, le condizioni dell’acquario erano visibilmente incompatibili con il benessere degli animali. La denuncia richiamava anche la legge nazionale argentina contro il maltrattamento degli animali; la procura ha poi contestato al responsabile due violazioni del Codice contravvenzionale di Buenos Aires: l’omissione delle necessarie cure e il mantenimento degli animali in spazi inadeguati. Nella motivazione si legge che «non si tratta di beni materiali inerti»: agli animali devono essere riconosciuti diritti propri, collegati al rispetto della vita e alla loro dignità di esseri senzienti.
A occuparsi delle indagini è stata la Unidad Fiscal Especializada en Delitos contra el Medio Ambiente, la procura specializzata nei reati ambientali, guidata dal fiscal Blas Matías Michienzi. Un rapporto veterinario commissionato al Corpo delle investigazioni giudiziarie ha accertato che i due pesci si trovavano in condizioni capaci di provocare sofferenza e stress.
La vasca era verticale e troppo piccola, una forma che limitava il nuoto orizzontale. Il giudice Juan Manuel Neumann, titolare del Tribunale penale e contravvenzionale numero 12 di Buenos Aires, ha approvato un accordo di messa alla prova per otto mesi. Durante questo periodo il responsabile non potrà tenere animali nel ristorante, dovrà partecipare a un percorso di incontri sul diritto ambientale e sulla tutela degli animali e dovrà rispondere alle eventuali convocazioni della procura e del tribunale.
Le norme a tutela dei pesci in Italia
Il codice penale prevede articoli sul maltrattamento di animali (art. 544-ter) e sull’uccisione di animali (art. 544-bis) possono applicarsi anche ai pesci. Infliggere loro sofferenze ingiustificate, abbandonarli o mantenerli in condizioni incompatibili con la loro natura può, in determinate circostanze, integrare un reato. Poi ci sono le norme sul benessere animale: chi detiene un animale ha il dovere di garantirgli condizioni di vita adeguate, comprese alimentazione, spazio e cure. Questo principio vale anche per i pesci ornamentali. Infine i regolamenti locali: alcuni Comuni hanno adottato regolamenti più specifici. In passato, ad esempio, diverse ordinanze hanno vietato di tenere i pesci rossi nelle classiche bocce sferiche, ritenute inadatte al loro benessere. La validità di queste disposizioni dipende dal Comune.
L'articolo Storica sentenza a tutela dei pesci. “Sono esseri senzienti e hanno diritti”. Trasferiti in una vasca adeguata sembra essere il primo su Secolo d'Italia.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)