Studente accoltellato a Milano, Alessandro Chiani condannato a 20 anni. Davide Cavallo abbraccia i suoi aggressori
Il Gup di Milano, Alberto Carboni, ha condannato a 20 anni di reclusione Alessandro Chiani, il 19enne accusato di tentato omicidio pluriaggravato e rapina ai danni di Davide Cavallo. Lo studente di 22 anni, la notte del 12 ottobre 2025, è stato accoltellato in zona Corso Como, rimanendo paralizzato. Dieci mesi, invece, la pena inflitta a Ahmed Atia che quella notte ha fatto da “palo” per il gruppo di cinque assalitori del Monzese (di cui tre minorenni). Nei suoi confronti il giudice ha riqualificato le accuse in omissione di soccorso. Il pubblico ministero Andrea Zanoncelli aveva chiesto rispettivamente 12 e 10 anni di reclusione.
Davide Cavallo abbraccia gli aggressori a fine udienza
Al termine dell’udienza in tribunale Davide Simone Cavallo ha abbracciato i suoi aggressori prima che la polizia penitenziaria li scortasse fuori dall’aula. Il giudice è entrato in camera di consiglio. “È stato un abbraccio semplicissimo, molto tenero, molto forte, sentito da tutte e tre le parti: soprattutto hanno chiesto scusa”, ha detto Giovanni Giovanetti, difensore di Alessandro Chiani. “Volevo solo rimarcare il grande spessore morale della persona offesa. Un ragazzo davvero eccezionale“, ha aggiunto.
L’avvocato di Davide Cavallo: “Li ha perdonati ma il padre e la madre no”
“Sentirsi dire che una coltellata è stata data per un gioco alle due di notte è qualcosa che ti fa davvero dire basta: c’è un limite anche al diritto di difesa”, ha affermato Luca Degani, avvocato del padre della vittima, a margine dell’udienza. Degani ha ricostruito le conseguenze per la famiglia: il fratello 19enne ha lasciato Milano e lavora come operaio con il padre in una ditta a 1.200 chilometri; la madre ha smesso di fare l’agente immobiliare e oggi assiste il figlio a tempo pieno; il padre, 60 anni, che aveva visto entrambi i figli costruirsi un futuro nel capoluogo, sta cercando un appartamento adeguato a una persona disabile.
“Il figlio ha perdonato – prosegue l’avvocato – Il padre e la madre non riescono”. Ha poi aggiunto che i genitori non vanno trattati come se non esistesse una parte lesa. “La verità giustifica il perdono di Davide, se non c’è la verità il perdono non ha senso“, ha concluso il legale.
Il legale di Chiani: “Non c’è il tentato omicidio”
“Dal nostro punto di vista non c’è il tentato omicidio: dà due coltellate, poi si allontana mentre la zuffa continua”, ha detto Guglielmo Gulotta, difensore di Alessandro Chiani. Il legale ha citato a sostegno della tesi un video reso disponibile al giudice tramite QR code: “Si vede che il ragazzo vittima si alza e cammina sulle sue gambe. Non so per quanto poverino potrà, ma in quel momento si alza”. Sull’intento del suo assistito: “Chiani ha chiesto in chat ‘ma si muore per questo?’, si domandava perché non aveva visto sangue per terra. Lui intendeva intervenire nella zuffa senza uccidere. Se avesse voluto uccidere avrebbe continuato“, ha affermato ancora l’avvocato.
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