Su «Avinu» pagine dedicate al dialogo ebraico-cristiano
Il Rabbino capo Elio Toaff accoglie Giovanni Paolo II alla Sinagoga di Roma nel 1986Certamente alla luce dei conflitti in corso in Medio Oriente, il dialogo tra ebrei e cristiani sta vivendo un momento difficile. A distanza di più di sessant’anni dalla dichiarazione conciliare Nostra Aetate si sono aperti molti canali di scambio religiosi e di amicizie anche personali; tuttavia, restano molte incomprensioni legate al ruolo della terra di Israele nella teologia ebraica e ai rapporti tra Stato di Israele e comunità religiose cristiane in quei luoghi.
Nonostante tutte queste difficoltà, da tre anni è sorta una rivista dedicata al dialogo tra mondo cristiano, soprattutto cattolico, e mondo ebraico in Italia. Si intitola Avinu, parola ebraica che significa «Nostro Padre», dato che la fede nell’unico Dio è il pilastro che unisce le due comunità religiose. Nelle scorse settimane è uscito il primo numero del 2026, che ospita importanti contributi.
Lo storico Alberto Melloni ricorda i quarant’anni della visita di papa Giovanni Paolo II alla Sinagoga di Roma (era l’aprile del 1986). Poi il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e il vescovo Ambrogio Spreafico riflettono sul tema della benedizione biblica di Abramo e la sua attualità anche in questi tempi complessi. Giulia Ceccuti racconta l’esperienza del villaggio multietnico di Nevè Shalom/Wahat alSalam e la studiosa ebrea di Nuovo Testamento Amy-Jill Levine riflette sulle metafore più adatte al dialogo ebraico-cristiano.
Il numero riporta anche due documenti (uno di papa Leone e uno di Giacomo Saban, presidente della comunità ebraica di Roma all’epoca della storica visita papale). Nell’editoriale Claudia Milani parla dei semi di perseveranza da coltivare se davvero si crede nel valore del dialogo interreligioso.
La rivista Avinu è pubblicate dall’editore Castelvecchi, sul cui sito si trovano le condizioni di abbonamento. (mg)
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