Sui Navigli la canoa restituisce autostima alle donne con tumore al seno
Pagaiare insieme sui Navigli di Milano, al ritmo di musica. È la “terapia della gioia” rivolta alle donne malate di tumore al seno, lanciata da Simone Lunghi, presidente degli Angeli dei Navigli, in collaborazione con l’associazione C6 Siloku. Un’attività che ha donato forza, senso del lavoro di squadra e che oggi in chat coinvolge 80 donne.
La terapia è utile perché fa stare bene, aiuta a ritrovare l’autostima e anche a scatenarsi a ritmo di musica. «Alcune di loro sono ancora in cura, altre stanno superando la malattia, altre sono guarite», spiega Lunghi. «Sono tutte donne che non arrivano dal mondo della canoa, nessuna di loro aveva mai preso in mano un remo o una pagaia prima di ammalarsi di tumore».
Da Milano a Venezia
Trenta di loro hanno partecipato il 24 maggio scorso alla Vogalonga di Venezia, manifestazione che quest’anno ha celebrato il 50° anniversario. Ogni anno rematori da tutta Italia e dal mondo partecipano all’evento, nato in origine per protesta dei veneziani contro le imbarcazioni a motore. Simone Lunghi – sotto l’ombrello della Canottieri San Cristoforo che ha partecipato con varie imbarcazioni – ha portato le sue atlete alla manifestazione, suddivise in due dragonboat, una barca standard da 20 e una small da 10. «Il percorso è lungo 35 km ma le ragazze erano preparate, anche se preoccupate», racconta. «Tutto è andato bene, abbiamo pagaiato per cinque ore con la musica a volume alto, a volte ritmata per dare ritmo, altre volte abbiamo fatto karaoke. Chi ha partecipato per la prima volta alla fine ha pianto di gioia». Non solo. Franca Paglioli e Barbara Lietti sono state selezionate per i campionati europei di dragonboat.

«Le donne che convivono con un tumore al seno», sottolinea Lunghi, «mi hanno insegnato a cercare sempre il vero orizzonte e a non perdere mai di vista ciò che conta davvero, a guardare oltre l’immediato, senza smarrire il senso delle proporzioni. Abbiamo in comune l’aver dovuto attraversare tempeste nella vita».
Un’idea nata da una storia personale
Anche la storia di Simone è una storia di rinascita: «Nel 2015, in poche settimane ho perso tutto: casa, famiglia, il lavoro e mio padre. Per mesi ho vissuto schiacciato dal senso di fallimento ma lo sport è sempre stato il filo conduttore della mia vita. Quando ho dovuto ricominciare da zero, ho visto dei kayak sul Naviglio Grande, in cui scorre il Ticino, il fiume dove avevo imparato a pagaiare, e da lì sono ripartito».

Da quella caduta esistenziale e dal forte legame con i Navigli sono nati tanti progetti, dai concerti galleggianti all’attività di pulizia. Gli Angeli dei Navigli sono impegnati nella tutela dell’area attraverso attività di clean-up e volontariato ambientale: negli anni hanno recuperato 1056 biciclette, 308 monopattini, 99 carrelli della spesa.
Simone Lunghi insegna a pagaiare da 10 anni e ora sta cercando di estendere la terapia per malati oncologici anche agli uomini: «Il progetto c’è, abbiamo iniziato», continua, «ma è più difficile perché i maschi sono più timidi e si vergognano della malattia». Infine, un’importante iniziativa coinvolge ragazzi autistici o con disabilità cognitive: «Li portiamo accanto alle donne “in rosa”, li vestiamo di blu e li facciamo pagaiare insieme. Sono molto bravi». E in barca salgono anche caregiver e personale sanitario.
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