Svolta nel delitto di Pierina Paganelli: assolto Dassilva, è già fuori. L’omicidio della pensionata resta impunito

10 Giugno 2026 - 10:12
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Svolta nel delitto di Pierina Paganelli: assolto Dassilva, è già fuori. L’omicidio della pensionata resta impunito

Svolta nel delitto di Pierina Paganelli: assolto Dassilva, è già fuori. L’omicidio della pensionata resta impunito

Colpo di scena nel processo per l’omicidio di Pierina Paganelli. La Corte d’Assise di Rimini ha assolto Louis Dassilva, l’uomo accusato di aver ucciso la pensionata di 78 anni il 3 ottobre 2023. Dopo la sentenza è stato immediatamente scarcerato, nonostante la Procura avesse chiesto l’ergastolo.

La sentenza è arrivata alle 2 di notte: il processo finisce così, ma – come ricostruisce il Resto del Carlino – potrebbe anche non finire qui qualora la procura di Rimini dovesse fare ricorso in Appello. Ma questa prospettiva e un primo alt della Corte per terminare la lettura del dispositivo non ha soffocato i momenti di giubilo che l’assoluzione ha portato con sé negli animi di chi si trovava in tribunale tra il pubblico, per sostenere l’innocenza di Dassilva.

Dassilva è un uomo libero

Alle 3.45, per effetto della sentenza di assoluzione dall’accusa di omicidio pronunciata poco prima dalla Corte d’Assise, Louis Dassilva ha riassaggiato la libertà varcando la soglia, in uscita in questo caso, del carcere di Rimini.

 La Corte ha disposto anche l’immediata scarcerazione di Dassilva che ha lasciato l’aula senza rilasciare dichiarazioni.

L’assoluzione di Louis Dassilva, accusato dell’omicidio di Pierina Paganelli, “è un risultato che abbiamo cercato fin dall’inizio, in cui abbiamo creduto. Abbiamo portato degli elementi molto importanti alla Corte e apprezziamo il fatto che hanno accolto le nostre tesi difensive”. È quanto ha affermato dopo la sentenza l’avvocato di Dassilva Riario Fabbri. “C’è grande gioia”, ha aggiunto, “oggi finalmente riusciamo a ridare a Dassilva dignità, riusciamo a poter dire tranquillamente che quello che abbiamo sempre sostenuto è condiviso anche dalla Corte d’Assise di Rimini”. Il sostituto procuratore aveva chiesto per Dassilva l’ergastolo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dalla crudeltà, dai motivi abietti e dalla minorata difesa della vittima. 

Le fasi del delitto e dell’indagine

Quando il corpo di Pierina viene rinvenuto dalla nuora Manuela Bianchi, la mattina del 4 ottobre 2023, nel garage di via del Ciclamino, nell’immediatezza la polizia pensa ad un femminicidio. L’ex marito, però, un albergatore riminese, è in Germania da mesi e la pista è subito abbandonata. La scena del crimine si presenta con il corpo adagiato su un giocattolo, i capelli bagnati e tirati indietro, la gonna sollevata e la biancheria tagliata. Pierina, fervente testimone di Geova, non è una vittima a caso.

Le indagini coordinate dal pm Paci, lo stesso che 30 anni fa fermò la banda della Uno bianca, si concentrano sui vicini di casa di Pierina. A pochi metri vivono Louis e la moglie Valeria Bartolucci, il figlio Giuliano Saponi e la nuora Manuela con la figlia 16enne. Frequenta la casa, Loris Bianchi fratello di Manuela che con Pierina non aveva mai avuto un buon rapporto. Un passo avanti l’indagine lo compie quando la telecamera di un garage capta le urla di Pierina mentre viene uccisa, fissando l’orario certo della morte alle 22.13.

Dassilva, quali erano le prove a suo carico

Per la Procura Dassilva per quell’ora non ha un alibi. L’intercettazione del 4 ottobre, nella sala d’attesa della Questura, rivela la relazione con Manuela. In quella che il gip Vinicio Cantarini definirà la “presunta confessione”, Dassilva, incalzato dalla Bianchi, risponde dopo un lungo silenzio “non cambia niente tra di noi”. Emergono allora i particolari dell’amore extraconiugale, le foto al mare, le scritte sui muri e i messaggi in codice.

Diventano di dominio pubblico gli incontri in garage dove Pierina era stata uccisa. In un’escalation, la moglie e l’altra donna si accapigliano in diretta tv pochi giorni prima dell’arresto, 16 luglio 2024, confermato da tre sentenze di Riesame e due di Cassazione sulla custodia cautelare. Il processo si apre il 15 settembre 2026 con Dassilva ancora detenuto. La Corte d’Assise, in 9 mesi, ha acquisito migliaia di atti tra cui intercettazioni su riti voodoo che l’imputato chiede allo stregone senegalese contro i poliziotti e il pm.

La versione della nuora, la telecamera della farmacia e il mancato alibi

Migliaia di pagine anche le perizie tecniche tra cui l’esame del Dna eseguito dal professor Emiliano Giardina che non troverà nulla di riconducibile a Dassilva e la Cam3, la telecamera delle farmacia di via del Ciclamino. Per la Procura ha ripreso l’assassino dopo il delitto. Per il perito del Tribunale invece l’uomo è un altro condomino. È dunque principalmente la confessione della nuora Manuela ad inchiodare il senegalese

. Interrogata per tre giorni, indagata per favoreggiamento, alla fine confessa tra le lacrime di aver incontrato Louis in garage prima di scoprire il corpo di Pierina. Manuela dice che fu Louis a dirle cosa fare e cosa dire alla polizia. Sulla credibilità della nuora, su cui la Procura ha presentato ampi riscontri, si è giocato gran parte del processo e nonostante le parti non si siano mai opposte, un confronto diretto tra Louis e Manuela non è mai stato fatto.

In Assise Dassilva, lungamente interrogato, ha ribadito la sua innocenza e rinnegato l’amore per Manuela, ammettendo due ulteriori relazioni oltre alla compagna in Senegal con cui ha due figli. “Valeria mi ha sempre perdonato lo avrebbe fatto anche stavolta”.

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