Sydney Sweeney e Giorgia Meloni i deepfake AI più cercati

09 Luglio 2026 - 10:36
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Sydney Sweeney e Giorgia Meloni i deepfake AI più cercati

In prima posizione c’è Sydney Sweeney, poi Giorgia Meloni, al terzo posto Jenna Ortega. È questo il podio della particolare classifica stilata da Truffa.net, quella relativa ai deepfake AI che coinvolgono personaggi pubblici più cercati in Italia. Si tratta di immagini, video e/o audio falsi, creati con l’intelligenza artificiale, a volte con finalità criminali.

I deepfake più cercati: Sweeney e Meloni in testa

Lo studio è stato condotto prendendo in esame le ricerche online che associano il nome a termini come deepfake e a descrizioni riconducibili a contenuti generati con l’AI, alla clonazione vocale e ad altre forme di impersonificazione. Ecco la Top 10, tra parentesi la stima delle query su base annuale.

  1. Sydney Sweeney (10.920);
  2. Giorgia Meloni (7.320);
  3. Jenna Ortega (6.000);
  4. Diletta Leotta (5.760);
  5. Billie Eilish (5.040);
  6. Sabrina Carpenter (4.080);
  7. Dua Lipa (4.080);
  8. Rose Villain (3.120);
  9. Chiara Ferragni (2.760);
  10. Taylor Swift (2.520).

La prima cosa che si nota è che sono tutte donne. Il problema è noto da tempo: su queste pagine abbiamo scritto del caso Scarlett Johansson addirittura nel 2019.

La Top 10 italiana e il caso Gerry Scotti

Di seguito, invece, la Top 10 stilata prendendo in considerazione esclusivamente i personaggi pubblici italiani. Ci sono diversi ex aequo.

  1. Giorgia Meloni (7.320);
  2. Diletta Leotta (5.760);
  3. Rose Villain (3.120);
  4. Chiara Ferragni (2.760);
  5. Elodie (1.320);
  6. Annalisa Scarrone (840);
  7. Gerry Scotti, Michelle Hunziker (720);
  8. Caterina Balivo, Mara Venier, Mike Bongiorno, Monica Bellucci (480);
  9. Angelina Mango, Geolier, Giulia Salemi (360);
  10. Carlo Conti, Mina, Miriam Leone (240).

Merita una citazione il fatto che il nome di Gerry Scotti sia quello più associato alle ricerche sui contenuti audio falsificati. Quasi certamente, molti vogliono creare una voce finta del conduttore. Dopotutto, lui stesso ha autorizzato la produzione di deepfake AI con il suo volto per una celebre campagna pubblicitaria.

Come sempre, a fare la differenza è la modalità d’uso della tecnologia e la sua finalità. Sul tema sono intervenuti di recente il Garante Privacy e la Polizia Postale, quest’ultima chiudendo siti per adulti con foto e video creati in modo non consensuale attraverso l’intelligenza artificiale.

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