TAC e risonanze a mesi di distanza: il punto di ANDIAR sull’emergenza diagnostica italiana

26 Giugno 2026 - 15:44
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TAC e risonanze a mesi di distanza: il punto di ANDIAR sull’emergenza diagnostica italiana

Bari, 26 giugno 2026

Gentile Direttore,

ANDIAR (Associazione Nazionale di Diagnostica per Immagini dell’Area Radiologica), ritiene opportuno apportare alcune brevi riflessioni in merito al costante dibattito circa l’annoso tema delle liste d’attesa e della valorizzazione del settore privato accreditato, principalmente – per quanto ci compete – della rete ambulatoriale radiologica così capillare nel nostro Paese.

Le liste d’attesa non rappresentano più soltanto un intoppo burocratico o un problema organizzativo: sono diventate la vera emergenza del Servizio Sanitario Nazionale, il principale indicatore della capacità del sistema di rispondere ai bisogni reali della popolazione. Per milioni di cittadini, il diritto alla salute si scontra quotidianamente con calendari saturi, dove una TAC o una mammografia fondamentale per la prevenzione vengono fissate a mesi di distanza, rischiando di vanificare l’efficacia stessa della prestazione clinica.

Dott. Rocco Lovero

ANDIAR ha più volte sottolineato l’importanza di valorizzare in quest’ottica la rete ambulatoriale delle strutture radiologiche accreditate sul territorio nazionale, una risorsa capillare e tecnologicamente avanzata che attende solo di essere pienamente valorizzata.

È allora necessario scardinare un equivoco di fondo: le strutture private accreditate non operano ‘fuori’ dal pubblico. Al contrario, ne costituiscono una componente integrante, essendo soggette a rigorosi standard di qualità, requisiti autorizzativi e controlli definiti dalle istituzioni. Ogni esame erogato in regime di accreditamento è, a tutti gli effetti, una prestazione del Servizio Sanitario Nazionale.

Spesso, il costo riconosciuto dal sistema pubblico per una prestazione radiologica erogata da una struttura accreditata è inferiore al costo complessivo che il pubblico sostiene per la medesima attività all’interno degli ospedali, dove pesano fattori gestionali e strutturali molto più complessi.

Valorizzare gli ambulatori radiologici sul territorio permetterebbe inoltre di restituire agli ospedali la loro missione prioritaria: concentrarsi sui pazienti ricoverati, sulle urgenze e sulla diagnostica ad alta complessità. Spostare la diagnostica ambulatoriale programmata verso la rete territoriale accreditata non significa ‘privatizzare’, ma ottimizzare le competenze e le tecnologie già disponibili per garantire risposte tempestive.

La sfida del futuro non deve vedere contrapposti il settore pubblico e quello privato accreditato. L’obiettivo comune deve essere la costruzione di una collaborazione efficace che metta al centro l’interesse del cittadino.

In un momento in cui la diagnostica per immagini – dalle risonanze magnetiche alle ecografie – rappresenta una quota massiccia delle richieste inevase, lasciare inutilizzata la capacità produttiva degli ambulatori accreditati è un lusso che il Paese non può più permettersi. Valorizzare questa rete significa, concretamente, garantire ai cittadini il ritorno a una sanità di qualità e, soprattutto, accessibile nei tempi giusti.

Dott. Rocco Lovero
Presidente ANDIAR

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