Terremoto Venezuela: almeno 50mila dispersi, bimbo estratto vivo dopo 36 ore. 65mila italiani vivono nell’area del sisma e ci sono le prime vittime
Oltre 50.000 persone risultano ancora disperse dopo le scosse di terremoto che hanno colpito il Venezuela nella notte tra mercoledì e giovedì. Lo riporta il sito web venezuelano dedicato alle persone scomparse. Il sito permette alle persone di condividere i dettagli e l’ultima posizione dei propri cari, nella speranza di contribuire alle operazioni di ricerca e soccorso in tutto il paese. Il Governo guidato da Delcy Rodriguez, per favorire lo scambio di dati ha deciso di revocare le restrizioni ai social network ed ha fornito un nuovo bilancio provvisorio dei morti che ora sale a 589 vittime.
Neonato trovato vivo tra le macerie, donna estratta dopo 36 ore
E si susseguono i ritrovamenti di persone sotto le macerie. Questa notte è stato estratto vivo dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira un neonato. A trovare il piccolo sono state alcune persone riuscite a mettersi in salvo dal palazzo collassato, che lo avrebbero tratto in salvo prima dell’arrivo delle squadre specializzate. Il video del salvataggio, della durata di poco meno di trenta secondi, è diventato rapidamente virale sui social media, suscitando commozione e migliaia di messaggi di solidarietà da tutto il mondo. Il salvataggio ha suscitato grande emozione tra residenti, familiari e soccorritori impegnati nelle operazioni di ricerca e, subito dopo, il neonato è stato affidato alle cure dei sanitari: secondo le autorità locali, è fuori pericolo.
Una donna è stata invece estratta viva dalle macerie di un edificio crollato sempre La Guaira dopo quasi 36 ore. “Quando è iniziato il terremoto, mi sono aggrappata con tutte le mie forze allo stipite della porta così forte che mi sono rotta un dito”, racconta in un video trasmesso dalla Bbc. Rivolgendosi alla telecamera pochi istanti dopo il suo salvataggio, e ancora su una barella, ha raccontato di essersi aggrappata allo stipite della porta “finché tutti i piani non sono crollati”. E sempre a La Guira, dalle macerie è stato estratto anche un bambino di 4 anni.
65mila italiani vivono nell’area colpita dal sisma
“In Venezuela c’è una grande comunità italiana, oltre 140.000 persone. E solo a Caracas sono oltre 65.000. La Guaira, una delle aree di Caracas, è stata tra le più colpite. È proprio lì che stiamo registrando molte segnalazioni di persone che non rispondono”. A dirlo nell’edizione di ieri del Tg2 è il capo dell’Unità di Crisi della Farnesina, Nicola Minasi. A una domanda su notizie di italiani dispersi, Minasi ha detto che “abbiamo segnalazioni su diversi italiani su cui si chiedono delle verifiche. E lavoriamo incessantemente con il consolato generale a Caracas, con l’ambasciata per fare delle verifiche sul posto”.
Oggi l’Unità di crisi della Farnesina, tramite la consigliera Maria Teresa Del Re, ha fornito nuovi dati. Gli italiani che vivono intorno all’epicentro del terremoto sono almeno 3.000, numero che sale a 65.000 italiani se si prende in considerazione l’intera area colpita dal sisma. La consigliera seguirà la missione italiana in Venezuela in partenza da Pratica di Mare. “C’è una situazione complicata – spiega -, le operazioni di ricerca e soccorso vanno avanti lentamente. Sia l’unità di crisi che il consolato stanno ricevendo da ieri numerose telefonate da parte di nostri connazionali che vivono lì. Si tratta di una situazione molto fluida”.


Tajani: “Tre italiani tra le vittime”
Il bilancio di vittime italo-venezuelane per il terremoto nel Paese sudamericano è salito a tre morti e cinque feriti, cui si aggiungono 35 dispersi: lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante un punto stampa a Dubrovnik, dove si trova in missione. Tajani ha aggiunto che le persone con cittadinanza italiana censite come italiani residenti in Venezuela sono circa 150.000, “quindi non sappiamo esattamente quello che si troverà sotto le macerie”. Tra le prime vittime c’è Giuseppe Colaianni di 55 anni. Era originario di Calascibetta nell’Ennese ed è morto vicino a Caracas dopo avere messo in salvo la moglie.
Oltre agli italiani ci sono decine di morti tra gli stranieri. Spagna, Brasile e Cina hanno già fornito alcuni dati. Ed è solo l’inizio.
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