Tassi d’interesse, le grandi banche australiane cambiano rotta: l’economia rallenta e si torna a parlare di tagli
Cresce l’attesa per un allentamento della politica monetaria della Reserve Bank of Australia
L’economia australiana mostra segnali sempre più evidenti di rallentamento e le principali banche del Paese iniziano a rivedere le proprie previsioni sui tassi d’interesse. Dopo mesi caratterizzati da inflazione elevata e costo del denaro ai massimi degli ultimi anni, due dei quattro maggiori istituti bancari australiani ritengono che il prossimo movimento della Reserve Bank of Australia (RBA) sarà un taglio dei tassi.
Secondo la National Australia Bank (NAB), la banca centrale dovrebbe mantenere invariato il tasso ufficiale nelle prossime riunioni di giugno e agosto, per poi avviare una fase di riduzione del costo del denaro nel corso del 2027.
Una previsione che rappresenta una boccata d’ossigeno per milioni di famiglie australiane alle prese con mutui sempre più onerosi e un costo della vita che continua a pesare sui bilanci domestici.
La crescita economica rallenta bruscamente
A determinare il cambio di prospettiva sono stati soprattutto gli ultimi dati economici pubblicati dall’Australian Bureau of Statistics (ABS).
Nel trimestre concluso a marzo 2026 il Prodotto Interno Lordo è cresciuto appena dello 0,3%, un dato nettamente inferiore allo 0,9% registrato nel trimestre precedente.
Ancora più significativo il dato sul PIL pro capite, che è diminuito dello 0,1%, segnando il primo arretramento dal marzo 2025. In altre parole, l’economia continua formalmente a crescere, ma a un ritmo inferiore rispetto all’aumento della popolazione.
Per gli economisti si tratta di un segnale che la domanda interna sta perdendo slancio.
NAB: “L’economia ha perso momentum”
La Chief Economist di NAB, Sally Auld, ha spiegato che il quadro economico è profondamente cambiato rispetto a pochi mesi fa.
«Il prossimo movimento dei tassi probabilmente sarà al ribasso, anche se i tempi restano incerti», ha dichiarato.
Secondo Auld, a febbraio l’economia cresceva ancora sopra il trend, operava oltre la propria capacità produttiva e vi erano dubbi sull’effettiva restrittività della politica monetaria.
“Oggi nessuna di queste condizioni esiste più”, ha osservato.
La banca ritiene che la crescita economica abbia probabilmente già raggiunto il picco dell’attuale ciclo.
Anche Commonwealth Bank vede tagli nel 2027
La NAB non è sola.
Anche la Commonwealth Bank ha rivisto le proprie stime.
Gli economisti della banca, Trent Saunders e Ashwin Clarke, prevedono che la RBA manterrà i tassi invariati fino a maggio 2027, quando potrebbe iniziare una graduale fase di riduzione.
Tuttavia, gli stessi analisti avvertono che i rischi restano orientati verso uno scenario in cui i tassi rimangano elevati più a lungo del previsto.
Inflazione ancora sopra l’obiettivo
Nonostante il rallentamento economico, la battaglia contro l’inflazione non è ancora conclusa.
L’inflazione generale si attesta attualmente al 4,2%, un livello ancora superiore all’obiettivo della RBA, anche se parzialmente attenuato dal temporaneo taglio delle accise sui carburanti.
Parallelamente, il tasso di disoccupazione è salito al 4,5%, segnale di un mercato del lavoro che sta gradualmente perdendo vigore dopo anni di forte espansione.
Secondo NAB, l’inflazione “core” potrebbe restare sopra il target della banca centrale fino alla metà del 2027.
Impatto sul mercato immobiliare
Gli economisti prevedono che le attuali condizioni finanziarie restrittive continueranno a frenare il mercato immobiliare.
L’aumento del costo dei finanziamenti sta infatti rallentando:
- la crescita dei prezzi delle abitazioni;
- la domanda di nuovi mutui;
- l’espansione del credito immobiliare.
Per il settore immobiliare australiano si prospetta quindi una fase di normalizzazione dopo gli anni di forte crescita registrati durante e dopo la pandemia.
Cosa significa per le famiglie
Per chi ha un mutuo a tasso variabile, la prospettiva di un taglio dei tassi rappresenta una speranza concreta di alleggerimento delle rate.
Tuttavia, il messaggio che arriva dalle principali banche australiane è chiaro: la RBA non ha ancora vinto la battaglia contro l’inflazione e qualsiasi riduzione del costo del denaro sarà probabilmente graduale e prudente.
Nel frattempo famiglie, imprese e investitori dovranno continuare a confrontarsi con un contesto economico caratterizzato da crescita debole, consumi moderati e un mercato del lavoro meno dinamico rispetto agli anni passati.
La domanda ora è una sola: l’economia australiana riuscirà a rallentare abbastanza da riportare l’inflazione sotto controllo senza scivolare in recessione? È questa la sfida che la Reserve Bank dovrà affrontare nei prossimi mesi.
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