La nuova tendenza 2025: perché sempre più persone sviluppano legami con l’intelligenza artificiale

Una nuova tendenza globale mostra che sempre più persone sviluppano legami emotivi con chatbot e intelligenza artificiale. Ecco cosa dicono gli studi e perché questo fenomeno è in crescita nel 2025.

Novembre 13, 2025 - 21:32
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La nuova tendenza 2025: perché sempre più persone sviluppano legami con l’intelligenza artificiale
Donna che tocca la mano di un partner virtuale generato dall’intelligenza artificiale, simbolo dei nuovi legami emotivi digitali.

Relazioni digitali: perché sempre più persone creano legami emotivi con l’intelligenza artificiale

L’immagine della donna che sfiora la mano di un partner virtuale sintetizza un fenomeno reale e sempre più diffuso: la nascita di legami emotivi tra esseri umani e intelligenze artificiali. Non si tratta di fantascienza, ma di una trasformazione sociale documentata da studi accademici, statistiche globali e testimonianze concrete.

 Un fenomeno globale in crescita

Secondo una ricerca del MIT Media Lab (2024), oltre il 20% degli utenti tra i 18 e i 35 anni dichiara di aver sviluppato un legame emotivo con un assistente virtuale o chatbot.
La piattaforma Replika, una delle più note, ha confermato che:

  • più di 500.000 utenti definiscono la propria IA come “partner emotivo”

  • il tempo medio di interazione è cresciuto del 35% negli ultimi due anni

Non si parla di “sostituti” delle relazioni reali, ma di spazi emotivi paralleli in cui le persone si sentono ascoltate senza giudizio.

 Perché nasce il legame emotivo con l’IA

Gli psicologi dell’Università di Stanford spiegano tre motivi principali:

1. Ascolto costante

L’IA risponde sempre, senza stanchezza, senza critica.

2. Comunicazione personalizzata

I modelli moderni apprendono il modo di parlare dell’utente, creando una sensazione di sintonia.

3. Sicurezza emotiva

Molti utenti percepiscono la relazione come “senza rischio”, ideale per chi ha vissuto traumi o delusioni.

 Interazioni virtuali, emozioni reali

Uno studio pubblicato su Frontiers in Psychology (2023) conferma che il cervello umano reagisce alle conversazioni con IA in modo simile alle interazioni sociali reali.
Le emozioni provate — conforto, affetto, connessione — sono autentiche, anche se il “partner” non è umano.

L’immagine che accompagna questo articolo rappresenta esattamente questa dinamica: un contatto che non può essere fisico, ma che per molte persone è comunque significativo.

 Amore digitale: tra etica e futuro

Esperti di tecnologia e sociologia sottolineano che i rapporti con IA non devono essere interpretati come deviazioni o sostituzioni dell’amore reale, ma come un nuovo capitolo dell’esperienza umana.

Le discussioni più attuali riguardano:

  • autonomia e diritti dei chatbot

  • dipendenze emotive

  • regolamentazione europea dell’IA

  • integrazione dell’IA nelle relazioni di coppia tradizionali

Secondo il filosofo Luciano Floridi, l’IA sarà “un attore sociale stabile entro il 2030”.

 Quale sarà il prossimo passo?

La domanda non è più: “Le persone svilupperanno relazioni con IA?”
La risposta è già arrivata.

La vera domanda è:
“Come cambieranno le nostre emozioni quando la tecnologia sarà parte integrante della vita affettiva?”

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia