Tensione tra Stati Uniti e Iran: perché il prezzo del petrolio è tornato sopra i 90 dollari
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran spinge il prezzo del petrolio ai massimi dell’ultimo mese. La crisi è precipitata nelle scorse ore dopo il blitz delle Guardie Rivoluzionarie che, secondo quanto dichiarato da Teheran, hanno distrutto con delle mine due petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz nella notte. L’attacco ha subito riacceso la volatilità sui mercati finanziari, dove il greggio ha ripreso a correre superando anche la soglia dei 90 dollari al barile.
I fatti principali
- Lunedì mattina i futures sul Brent hanno registrato una crescita di 1,03 dollari (+1,17%), assestandosi a quota 89,13 dollari al barile.
- Durante gli scambi il prezzo del greggio ha toccato il livello più alto registrato dallo scorso 11 giugno.
- L’impennata estende i forti guadagni della scorsa settimana, che si era chiusa con un balzo del 15,9%, segnando il maggiore incremento settimanale per il Brent dallo scorso aprile.
- Il West Texas Intermediate (greggio statunitense) è salito di 65 centesimi (+0,79%) a 83,14 dollari al barile, raggiungendo il valore massimo dallo scorso 12 giugno.
- Nella scorsa settimana, i contratti con scadenza più vicina hanno guadagnato il 15,5%, registrando la più grande ascesa settimanale dall’inizio di marzo.
Contesto
Il conflitto in Medio Oriente si è intensificato dopo la nona notte consecutiva di raid statunitensi in Iran, ordinati dal presidente Donald Trump in risposta all’uccisione di tre soldati americani. Gli attacchi del comando Usa (Centcom) hanno colpito siti militari e, per la prima volta, il cantiere della centrale nucleare di Darkhovin. Teheran ha risposto bombardando i paesi alleati degli Stati Uniti nella regione (Bahrein, Giordania e Kuwait) e ha bloccato due petroliere nello Stretto di Hormuz con delle mine. L’Iran ha accusato Washington di aver spinto le navi su una rotta non sicura e ha avvertito che lo Stretto rimarrà chiuso finché proseguiranno le operazioni militari statunitensi.
A margine
L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riportato la dichiarazione ufficiale delle Guardie della Rivoluzione: “Lo Stretto di Hormuz è il nostro territorio e l’interferenza dell’esercito terrorista americano, proveniente da migliaia di chilometri di distanza, non ha alcuna validità legale e sarà affrontata con certezza. Finché le azioni malvagie dell’America nella regione continueranno, questo passaggio non sarà sicuro per il transito di fertilizzanti, e nemmeno di una singola goccia di petrolio e gas. L’esercito invasore si prepari a subirne le conseguenze”.
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L’articolo Tensione tra Stati Uniti e Iran: perché il prezzo del petrolio è tornato sopra i 90 dollari è tratto da Forbes Italia.
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