Terim: "Yildiz e Guler da Pallone d'Oro. L'Italia non tornerà ai Mondiali finché non capirete una cosa"
I pareri dell'Imperatore turco
Fatih Terim, ex allenatore e ct della Turchia, ha parlato a TMW verso l'inizio dei Mondiali 2026: vi riportiamo i passaggi più interessanti.
"La Turchia ha bisogno del Mondiale, ma anche il Mondiale ha bisogno della Turchia. Perché il nostro Paese non si limita a giocare i grandi tornei: li vive e li accende. Con i tifosi, l’energia e le emozioni, lascia sempre il segno”.
MONTELLA
"Ho sempre creduto in Vincenzo, sia per la sua personalità sia per la sua esperienza e il suo talento. Tra la Turchia e Montella si è creata una grande armonia perché ha saputo fare un lavoro molto importante anche ad Adana, la mia città, all’Adana Demirspor, il club in cui ho iniziato il mio percorso calcistico. Qui da noi lavorare a livello di club è molto difficile. Da persona che ha vissuto una grande parte della carriera in un club enorme come il Galatasaray, con 30-35 milioni di tifosi, so cosa significhi la responsabilità. Ma in nazionale rappresenti un intero Paese. Soprattutto in Paesi emotivamente intensi come la Turchia, le critiche diventano molto più dure quando le cose vanno male. Abbiamo vissuto qualcosa di simile a Euro 2024, dove ho sottolineato l’importanza di sostenere sempre l’allenatore. Perché in tornei brevi non c’è tempo per vivere separatamente gioia e delusione: ogni giudizio dovrebbe essere dato solo a quadro completo. Ha creato una forte unità nella nazionale, e non è semplice. I giocatori si conoscono già bene; quando si ritrovano non partono da zero, ma funzionano come un sistema, quasi come una squadra di club. Questo è uno dei suoi grandi meriti. Non ho dubbi che continuerà così anche negli Stati Uniti: il mio cuore è con loro”. A
CALHANOGLU
“Hakan è una persona che conosco da moltissimo tempo. È un giocatore straordinario e un vero leader. Eravamo insieme quando ha esordito con la nazionale e oggi ha superato le 100 presenze con la maglia del suo Paese. Nel corso degli anni ha continuato a migliorare costantemente. Non è più soltanto un ottimo calciatore, ma un punto di riferimento capace di guidare la squadra e assumersi grandi responsabilità. È un'icona sia per l’Inter che per la nostra nazionale. I giocatori più esperti fanno molto più che scendere in campo: aiutano a crescere chi li circonda e indicano la strada ai compagni più giovani durante le partite. In una squadra che può contare su giovani talenti turchi impegnati nei principali campionati europei, come Premier League, Serie A, Liga, Bundesliga e Süper Lig turca, avere un leader come lui rappresenta un vantaggio enorme".
YILDIZ E GULER
"Sono la ragione per cui la Turchia può essere considerata una delle squadre più promettenti del Mondiale. Kenan indossa la 10 della Juventus ed è il giocatore su cui i bianconeri costruiranno il loro futuro. Arda è già al Real Madrid da tre stagioni. Sono contento per lui: già giocare nei Blancos è motivo di orgoglio, ma riuscire pure ad affermarsi è anche di più. E lui ci sta riuscendo. Sono due talenti straordinari, in futuro potranno contendersi il Pallone d'Oro e fare grandi cose per il Paese. Altri giocatori da seguire? Can Uzun è un altro talento nato nel 2005 che farà parlare di sé nella prossima stagione. E non posso non sottolineare che la Turchia dispone anche di quello che considero uno dei migliori portieri d'Europa: Ugurcan Çakir è un estremo difensore di altissimo livello".
ITALIA ANCORA FUORI DAI MONDIALI
“Non è facile da accettare perché avrei tanto voluto vedere gli Azzurri nel torneo. Ma nel calcio non bastano nomi, storia e tradizione per vincere le partite. L’Italia ha ancora una grande cultura calcistica: tattica, disciplina difensiva e sviluppo dei giocatori non sono scomparsi. Tuttavia, il calcio moderno è cambiato: è più veloce, più fisico e più diretto. Se non ti adatti, fai fatica indipendentemente dal nome. Guardando la Serie A, ci sono club importanti, ma il gioco a volte può essere troppo controllato e prudente. Questo crea differenze in campo internazionale. Non direi mai “l’Italia è finita” perché sarebbe irrispettoso. Siete stati il miglior campionato del mondo tra gli anni ’90 e l’inizio del 2000, ma il calcio cambia e chi si adatta più velocemente ha un vantaggio. Sono certo che tornerete al Mondiale perché avete un DNA calcistico fortissimo, ma lo farete quando in Serie A si guarderà al presente con coraggio, non al passato. Il calcio a volte è duro, ma è anche un grande insegnante per chi sa imparare”.
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