Terremoti, frane, maremoti: nasce MATRICS, il progetto INGV per studiare i rischi a cascata

06 Luglio 2026 - 13:33
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Terremoti, frane, maremoti: nasce MATRICS, il progetto INGV per studiare i rischi a cascata

Roma, 6 luglio 2026 – Comprendere come terremoti, maremoti, frane e liquefazione del terreno possano manifestarsi nella stessa area, influenzarsi reciprocamente o generare effetti a cascata è la sfida al centro di MATRICS (Multi-hazard Assessment of TRIggered and Compound riskS), il nuovo progetto dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), sviluppato nell’ambito del programma Pianeta Dinamico 2026-2029.

L’obiettivo del progetto è sviluppare metodologie innovative per valutare il rischio quando più pericoli naturali interessano uno stesso territorio, contribuendo a migliorare la prevenzione, la pianificazione territoriale e la gestione delle emergenze.

Tra gli elementi più innovativi di MATRICS vi è lo studio delle infrastrutture di monitoraggio dell’INGV. Durante una crisi sismica o vulcanica, reti sismiche e geodetiche, sistemi di comunicazione e trasmissione dei dati possono subire danni o malfunzionamenti con perdita del flusso dei dati proprio nel momento in cui risultano più necessari. Il progetto svilupperà metodologie per valutarne la vulnerabilità e l’esposizione a più pericoli naturali, fornendo le basi scientifiche per orientare future strategie di rafforzamento della loro resilienza operativa.

Nei giorni scorsi, presso la sede della Sezione di Milano dell’INGV, si è svolto l’incontro di avvio del progetto che ha riunito i ricercatori coinvolti per definire il piano di lavoro dei prossimi quattro anni.

Coordinato da Lucia Luzi, Dirigente di ricerca dell’INGV, MATRICS coinvolge le Sezioni INGV di Milano, Roma, Bologna, Pisa, Irpinia, Osservatorio Nazionale Terremoti e Osservatorio Etneo. Il progetto è svolto in collaborazione con le Università degli Studi di Napoli Federico II, di Torino, di Camerino, “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara e di Firenze, il Politecnico di Milano, la Fondazione Eucentre e la Brigham Young University (USA).

La complessità dei fenomeni studiati richiede competenze che spaziano dalla sismologia alla geologia, passando per l’ingegneria. Proprio questa integrazione rappresenta uno dei principali punti di forza di MATRICS e consentirà di sviluppare un approccio realmente multidisciplinare alla valutazione del rischio quando più pericoli naturali interessano lo stesso territorio.

Le attività saranno sviluppate e validate in due aree pilota: lo Stretto di Messina, interessato dal terremoto del 1908, e l’Emilia-Romagna, colpita dalla sequenza sismica del 2012. I risultati contribuiranno a sviluppare una nuova visione della valutazione del rischio, più adatta a descrivere la complessità dei fenomeni naturali e a supportare la prevenzione, la pianificazione territoriale e la gestione delle emergenze.

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