Vade retro patrimoniale: in Europa l’hanno abolita quasi tutti. Solo la sinistra italiana la vuole imporre a tutti i costi

In Europa la patrimoniale tanto cara alla sinistra italiana ha già fallito: negli anni la stragrande maggioranza degli Stati che l’avevano ha fatto marcia indietro, tanto che oggi sopravvive solo in 3 Paesi. A ricordarlo è stato il leader del partito Liberaldemocratico, Luigi Marattin, in un video social in cui risponde a un precedente video di Nicola Fratoianni.
Fratoianni insiste con la patrimoniale
«In pochi secondi – si legge nel post che accompagna il video di Fratoianni – i miliardari guadagnano il tuo stipendio di un intero anno. E pagando in proporzione molte meno tasse di te. Voglio dire una sola cosa a Meloni, alla destra, a chi si scandalizza perché chiediamo di far pagare qualcosa in più a chi possiede queste enormi ricchezze. State difendendo un’intollerabile ingiustizia. E anche chi vi vota lo ha capito». «Vi sembra giusto?», aggiunge il leader di Avs, mettendo esplicitamente il tema al centro della propria agenda politica e, dunque, dell’agenda politica del campo largo ristretto.
Il tema sul tavolo del campo largo
Mercoledì a Napoli, all’evento con Giuseppe Conte ed Elly Schlein, si avrà un riscontro di quanto possa reggere ancora la postura da pesci in barile dei leader Pd e M5S, che per ora preferiscono imbarcare la questione a vantaggio di un ritorno al reddito di cittadinanza. Intanto anche il paravento di una patrimoniale europea, dietro il quale spesso si è rifugiata la segretaria dem, mostra tutta la sua debolezza.
Marattin: dal leader di Avs «video populista e fuorviante»
Bollando come «populista e fuorviante» il video di Fratoianni e smontandolo nel merito, Marattin ha sottolineato che «il centrosinistra spinge tanto per introdurre una nuova imposta patrimoniale personale, ma non vi dice che nel 1990 erano 12 i Paesi europei che applicavano questo tipo di tassa, ora sono soltanto tre: Norvegia, Spagna e Svizzera».
In Europa chi aveva la patrimoniale ha fatto marcia indietro
«Questa tassa – prosegue il leader del Pld – è stata abolita da governi progressisti e di sinistra, perché è una tassa inefficiente. Ha un costo amministrativo troppo alto per il gettito che prende e soprattutto è ingiusta perché colpisce soldi che sono già stati tassati al momento della formazione del reddito. La domanda è: perché volete introdurre in Italia un’imposta patrimoniale che negli ultimi decenni è stata abolita quasi dappertutto?».
La mappa della Tax Foundation Europe
Le parole di Marattin trovano riscontro in uno studio dello scorso anno della Tax Foundation Europe, che ha mappato la patrimoniale in Europa e spiegato, con ampio rimando a studi e precedenti, i motivi del suo scarsissimo successo. «Le imposte patrimoniali non solo generano scarse entrate e creano incertezza giuridica, ma un rapporto dell’Ocse sostiene che possono anche disincentivare l’imprenditorialità, danneggiando l’innovazione e la crescita a lungo termine». La Fondazione si spinge a scrivere che la patrimoniale «è una delle tasse più dannose mai create» e che «i paesi dovrebbero abolirla».
L’Italia già fra i pochi Paesi che hanno altre patrimoniali
Fra i Paesi che avevano la patrimoniale hanno scelto di abolirla ci sono Francia, Germania, Svezia, Danimarca, Finlandia e Austria. Un altro elemento su cui riflettere e che è anch’esso illustrato nella mappatura della Tax Foundation Europe è che l’Italia, benché non abbia una patrimoniale propriamente detta, ovvero che tassa i patrimoni netti individuali, è fra i pochi Paesi europei che hanno comunque delle patrimoniali su determinati beni, come la casa o le auto. Oltre a noi queste patrimoniali esistono in Francia, Belgio e Olanda. Se i piani della sinistra dovessero realizzarsi, insomma, ci ritroveremmo a essere il Paese europeo maggiormente ostile alla ricchezza senza che questo, come sottolineano studi come quelli citati, porti un reale vantaggio.
Perché la sinistra insiste?
Resta dunque la domanda posta da Marattin: perché la sinistra italiana vuole introdurre un’imposta patrimoniale che negli ultimi decenni è stata abolita quasi dappertutto? Una risposta l’ha già data Marattin indicando come «populista» il video di Fratoianni, un’altra va forse ricercata in un vecchio slogan passato alle cronache politiche come uno dei più infelici mai immaginati: «Anche i ricchi piangano». Era il 2007, la genialata era targata Rifondazione comunista. A distanza di quasi vent’anni, mentre praticamente tutta Europa ha preso una direzione opposta, Avs dimostra di essere ancora quella roba lì. E Pd e M5S non sembrano essere poi tanto più “progressisti”.
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