Tesla spinge l’Europa ad approvare l’FSD, cresce la pressione sui regolatori

08 Ottobre 2026 - 15:20
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Tesla spinge l’Europa ad approvare l’FSD, cresce la pressione sui regolatori

Tesla sta accelerando la sua campagna per ottenere il via libera europeo al Full Self-Driving Supervised. Dopo le prime autorizzazioni nazionali, l’obiettivo è un’approvazione valida in tutta l’Unione Europea, ma intorno al sistema restano dubbi sulla sicurezza e sui dati presentati ai regolatori.

La partita europea del Full Self-Driving Supervised sta diventando sempre più importante per Tesla. Il sistema di assistenza alla guida, che non rende l’auto completamente autonoma e richiede comunque la supervisione costante del conducente, ha già ottenuto autorizzazioni in alcuni Paesi europei. Il passaggio decisivo sarebbe però l’approvazione comunitaria, che consentirebbe alla Casa americana di ampliare sensibilmente la diffusione della tecnologia.

Il primo passo importante è arrivato dai Paesi Bassi, dove l’autorità RDW ha dato il proprio via libera, altri Stati hanno successivamente riconosciuto l’autorizzazione o avviato procedure analoghe. Il percorso comunitario resta però più complesso e il voto decisivo, inizialmente ipotizzato per ottobre, è stato rimandato almeno a dicembre. Secondo un’inchiesta Reuters, Tesla non si sarebbe limitata alle normali interlocuzioni tecniche con le autorità. La società avrebbe cercato di accelerare il processo attraverso contatti diretti con i regolatori e una campagna pubblica molto intensa, sostenendo che i ritardi nell’autorizzazione impedirebbero di sfruttare una tecnologia capace di migliorare la sicurezza stradale.

Anche Elon Musk ha più volte criticato la lentezza delle procedure europee, per questo Tesla ha invitato i propri clienti e sostenitori a chiedere alle autorità un’approvazione più rapida. La pressione ha contribuito ad aumentare la visibilità politica della questione, tanto che alcuni governi europei hanno iniziato a mostrare una posizione più favorevole nei confronti del sistema.

I dubbi sui dati relativi alla sicurezza

Il punto più delicato riguarda però le prove utilizzate da Tesla per dimostrare i benefici del Full Self-Driving. Alcuni esperti di sicurezza stradale consultati da Reuters hanno sollevato dubbi sulla metodologia delle analisi presentate dalla Casa americana. Una parte delle valutazioni europee, per esempio, avrebbe confrontato vetture guidate con FSD da tecnici professionisti Tesla con automobili condotte normalmente sulle strade europee. Inoltre, visto il numero ancora limitato di chilometri percorsi con il sistema attivo, Tesla avrebbe utilizzato come indicatori indiretti comportamenti come frenate brusche, accelerazioni, utilizzo del clacson e interventi della frenata automatica.

Secondo diversi ricercatori questi parametri, da soli, non sarebbero sufficienti per stabilire quanto il sistema riesca realmente a ridurre incidenti, feriti o vittime. Il fronte europeo non è compatto e paesi come Germania, Paesi Bassi, Belgio e Danimarca hanno mostrato aperture, mentre altre autorità continuano a chiedere maggiori garanzie. Uno dei punti discussi riguarda anche il comportamento dell’FSD rispetto ai limiti di velocità e alle differenti normative nazionali.

Tesla avrebbe perfino mostrato disponibilità a modificare il nome Full Self-Driving, che può far pensare a capacità di guida completamente autonoma, adottando una definizione più vicina al concetto di guida assistita. Per la Casa americana il risultato della partita europea è strategico. L’FSD è infatti diventato uno degli elementi centrali della trasformazione di Tesla da semplice produttore di auto elettriche a società sempre più concentrata su software, Intelligenza Artificiale e guida autonoma.

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