Torna il Festival Troia Teatro: dall’1 all’8 agosto un viaggio nella scena contemporanea e nell’Alterità
Un laboratorio culturale a cielo aperto, dove lo spazio urbano incontra le arti performative contemporanee: dall’1 all’8 agosto il centro storico di Troia (FG) si trasforma per il Festival Troia Teatro, appuntamento di riferimento per le arti performative contemporanee in Puglia, a cura di Teatri 35 e Unione Giovanile Troiana. Spettacoli, incontri, laboratori, residenze artistiche, performance site-specific, interventi musicali e pratiche partecipative danno vita a un progetto che, negli anni, ha superato i confini della rassegna estiva per diventare un presidio culturale attivo durante tutto l’anno.
A guidare l’edizione 2026 è la parola Alterità, che attraversa l’intero programma e diventa chiave di lettura per interrogare il presente. Identità, riconoscimento dell’altro, costruzione di comunità aperte: sono questi gli assi attorno ai quali il festival costruisce la propria riflessione, scegliendo di considerare la differenza non come un ostacolo ma come una risorsa culturale e umana. In un tempo segnato da profonde trasformazioni sociali, Troia Teatro interroga il pubblico sulle forme contemporanee dell’inclusione, dell’appartenenza e della relazione, affidando questa ricerca ai molteplici linguaggi della scena contemporanea.
Un filo che prosegue un lavoro già avviato: il Festival Troia Teatro consolida infatti un ecosistema culturale partecipato nel quale arti performative, patrimonio storico e vita quotidiana dialogano senza soluzione di continuità. Piazze, chiostri, cortili, biblioteche, spazi monumentali e vie del centro storico diventano luoghi di esperienza condivisa, che restituiscono nuove prospettive sull’eredità storica cittadina. L’edizione estiva è il cuore pulsante di un percorso più ampio, iniziato già nei mesi primaverili con un’anteprima realizzata nell’ambito del progetto Nessuno si salva da sola. La camminata partecipata e il flash mob organizzati per l’inaugurazione del parco intitolato alla memoria di Federica Ventura hanno anticipato proprio il tema dell’Alterità, proponendo un gesto collettivo di memoria e partecipazione, destinato a trovare continuità nel programma estivo.
Le attività di anteprima dell’edizione 2026 proseguono con due tappe di avvicinamento. Sabato 1 agosto, in Piazza Cattedrale, il festival si presenta ufficialmente al pubblico: alle 20.00 la presentazione della nuova edizione, alle 22.00 il concerto dei The Blend, tra blues, rock classico e soul. Lunedì 3 agosto, a San Domenico, prende invece il via il laboratorio Il Clown, condotto da Rudy Caggiano e Domenico Santo, primo appuntamento di un iter creativo che accompagnerà l’intero festival fino a trasformarsi, nei giorni successivi, nella residenza Bagaglio a mano che accompagna il pubblico fino alla restituzione conclusiva dell’8 agosto in piazza sotto forma di spettacolo di arte di strada.
Grande spazio è riservato alla creazione contemporanea attraverso un articolato programma di residenze artistiche, che accompagna il festival per l’intera durata. La residenza creativa Restoration Troia, firmata da Palomart, si sviluppa a San Domenico dal 4 al 6 agosto. Dal 5 al 7 agosto il progetto trova compimento attraverso un’installazione di videoarte e una performance allestite nell’Abside della Cattedrale. Prosegue quotidianamente anche il laboratorio Frammenti di Mondo, firmato da Tecnologia Filosofica, che dal 5 al 7 agosto guida cittadini e partecipanti in un’esperienza poetica e performativa costruita nello spazio urbano, itinerante lungo il Corso.
Un ruolo centrale nel programma è affidato alla danza contemporanea che attraversa il festival con linguaggi e poetiche plurali. Laura Simonet presenta il 4 agosto, all’Auditorium Martin/Morticelli, il primo studio di L’Eclat, nuova creazione site specific attualmente in fase di ricerca. Il 6 agosto è la volta di Funa Performing Art, protagonista di una performance di danza verticale Petra che trasforma l’architettura urbana in spazio scenico. Il 7 agosto, in Piazza Episcopio, la sezione danza prosegue con Eco del Mondo, progetto performativo firmato da Tecnologia Filosofica.
Il programma teatrale affianca la ricerca coreografica con quattro spettacoli di prosa: È andata così, interpretato da Martina De Santis, è uno spettacolo liberamente ispirato all’opera di Natalia Ginzburg e va in scena il 4 agosto. Il 5 agosto debutta Alterità di Manovalanza Teatro, nuova creazione sviluppata nell’ambito della residenza artistica del festival. Il 6 agosto la Compagnia Enzo Moscato presenta S-Enz, progetto dedicato all’universo artistico e drammaturgico del maestro napoletano, adattamento drammaturgico di Giovanni Ludeno. Chiude il percorso teatrale, il 7 agosto, Le vacanze dei signori Lagonìa di Teatrodilina, spettacolo scritto da Francesco Colella e Francesco Lagi che racconta con ironia e delicatezza la quotidianità di una coppia sposata da molti anni.
Anche l’arte di strada occupa uno spazio significativo nella programmazione del festival: il 4 agosto, in Piazza Episcopio, il trio Scotto / D’Andrea / Taiuti firma l’intervento Darwin; il 5 agosto è la volta di Sand Up, con Lino Circus; il 6 agosto, in Piazza Cavalieri, arriva Electronic Cumbia, con Chaco Boreal; il 7 agosto, sempre in Piazza Cavalieri, va in scena Per un pelo della compagnia ChaliBares. Gli interventi trasformano piazze e percorsi urbani in luoghi di incontro e partecipazione, coinvolgendo pubblici di tutte le età attraverso le tecniche dell’arte di strada contemporanea. L’8 agosto, in Piazza Cattedrale, la restituzione di Bagaglio a mano porta in strada il lavoro di Rudy Caggiano e Domenico Santo, chiudendo idealmente questa sezione del festival.
Tra gli elementi identitari del Festival Troia Teatro si conferma anche il concorso dedicato alle compagnie emergenti, giunto alla sua nona edizione. Ogni sera, al Chiostro San Benedetto alle ore 21.00, il pubblico assiste a uno dei quattro spettacoli in gara — dal 4 al 7 agosto — con la presentazione dello spettacolo vincitore nella serata conclusiva. Il concorso rappresenta uno spazio di confronto privilegiato per la nuova scena contemporanea italiana, offrendo visibilità a progetti innovativi provenienti dal teatro d’innovazione, dalla danza e dalla performing art, con particolare attenzione alle proposte che dialogano con il tema dell’Alterità.
Non mancano gli spazi dedicati all’approfondimento culturale: dal 4 all’8 agosto alle 12.00 in Piazza Cattedrale, gli incontri Talking About offrono occasioni di dialogo tra artisti, operatori e pubblico sui processi creativi e sulle trasformazioni delle arti performative contemporanee. Parallelamente, il programma dedica una particolare attenzione ai più piccoli e alle famiglie: lo spazio Giocosamente, ospitato ogni sera dalle 19.00 presso la Biblioteca Caggiano e curato da Antonio M. Barile, accompagna tutte le serate del festival con attività laboratoriali, giochi cooperativi e momenti di socialità, confermando il valore educativo del gioco come strumento di inclusione e partecipazione. Tutti i giorni, lungo il Corso, l’itinerario di Tai Chai condotto da Paola Carbone propone un originale attraversamento poetico del centro storico, nel quale pratica corporea, ascolto e relazione con lo spazio urbano si fondono in un’unica esperienza condivisa.
Ad arricchire il festival concorrono anche collaborazioni puntuali con il territorio. Il 7 agosto, a Villa/Cisternone, l’esperienza di osservazione astronomica A riveder le stelle, curata dall’Associazione Civic, invita il pubblico a un incontro diverso con lo spazio urbano e il cielo che lo sovrasta. Le serate del 6 e del 7 agosto trovano poi un naturale prolungamento nei concerti di band locali organizzati, al Chiostro Salone del Gusto a mezzanotte, dall’Associazione Bohemien: occasioni informali che contribuiscono a mantenere vivo il dialogo tra artisti, cittadini e spettatori ben oltre l’orario degli spettacoli. A chiudere la settimana è il concerto di Dario Bassolino, Viaggia, Ragazzo, Viaggia, Hai la Musica nelle Vene, che suggella un racconto collettivo costruito, giorno dopo giorno, da linguaggi artistici differenti.
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