Torna il San Vittore Festival, l’edizione di quest’anno parla della pace che Varese desidera

Aprile 23, 2026 - 14:30
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Torna il San Vittore Festival, l’edizione di quest’anno parla della pace che Varese desidera
San Vittore festival

Un santo patrono che torna a parlare alla città, non dall’alto di un affresco ma attraverso musica, teatro, testimonianze e le domande dei ragazzi. È questa l’ambizione del San Vittore Festival, che torna per la quarta edizione, con un programma che si estende dalla prima settimana di maggio fino al 16 del mese. Alla conferenza stampa erano presenti tra gli altri il prevosto di Varese monsignor Gabriele Gioia, il sindaco Davide Galimberti, l’assessore alla cultura Enzo Laforgia e il coordinatore del festival Mauro Pramaggiore.

Il tema scelto per il 2026 è “La Pace che il nostro cuore desidera“: non pace come semplice assenza di guerra, ma come bisogno interiore e forza costruttiva.

«San Vittore è patrono non solo della basilica, ma della città intera – ha detto il prevosto – quindi questo è un appuntamento che coinvolge non solo la nostra comunità cristiana parrocchiale, ma tanti altri aspetti della vita cittadina». Gioia ha evocato l’immagine dei santi come figure che rischiano di restare immobili e lontane — statue, affreschi, oggetti di devozione — finché qualcosa non le fa parlare di nuovo.

È quello che capitò a San Damiano, dove un giovane che cercava un senso alla propria vita sentì una voce: quel giovane era Francesco d’Assisi, di cui quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte. «Penso che il festival di San Vittore abbia un po’ questa efficacia: far parlare ancora oggi le figure dei santi – continua don gabriele Gioia –  Non è solo il pretesto per mettere insieme alcune iniziative, ma vuole rispondere all’interrogativo se queste figure lontane nel tempo abbiano ancora qualcosa da dire al nostro tempo, coinvolgendo dimensioni diverse della vita sociale e umana: l’arte, la solidarietà, l’ascolto di esperienze».

Il prevosto ha voluto sottolineare in particolare «il coraggio delle scelte non omologate»: San Vittore rinunciò a una carriera nell’esercito romano per salvaguardare i propri ideali; Francesco fece scelte che al suo tempo sembravano incomprensibili, persino folli, e arrivò a cercare la pace là dove altri portavano le crociate. «Oggi, nella nostra storia, questo coraggio lo dobbiamo avere», ha concluso Gioia, «e anche nel piccolo della nostra città il festival può essere un’occasione propizia per mandare messaggi».

San Vittore festival

L’iniziativa nasce dalla collaborazione di numerose realtà associative cittadine — tra cui il Decanato di Varese, la Famiglia Bosina, la cooperativa Ballafon e la compagnia teatrale Splendor del Vero — con il patrocinio della Provincia di Varese e dell’Università dell’Insubria, in partenariato con il Comune e con il contributo di Fondazione UBI.

IL PROGRAMMA DEL FESTIVAL

Si apre domenica 3 maggio con la fiaccolata dal Santuario di Santa Maria del Monte alle 6.15, seguita dal conferimento della Girometta d’Oro al Salone Estense (ore 10) e dalla Messa solenne in Basilica con il tradizionale Faro di San Vittore e il premio Mamma dell’Anno. Dal 2 al 9 maggio, nella Chiesa della Brunella, sarà visitabile la mostra “Io, frate Francesco“, realizzata a cura dei Frati Minori della Porziuncola di Assisi nell’ambito delle celebrazioni per l’ottavo centenario francescano.

Il momento musicale di punta è il Concerto di San Vittore, mercoledì 6 maggio alle 21 in Basilica: in programma la Misa a Buenos Aires — nota anche come MisaTango — del compositore argentino Martín Palmeri, un’opera che intreccia la struttura dell’Ordinarium Missae con il linguaggio del Tango Nuevo. Sul palco l’Orchestra Sacro Monte, il Coro Santa Maria del Monte e il Coro Josquin Despréz, sotto la direzione di Riccardo Bianchi. L’opera, composta nel 1995-96 e già eseguita in Basilica di San Pietro nel 2013, prevede tra gli strumenti solisti il bandoLeón, che più di ogni altro porta nel testo latino l’anima di Buenos Aires.

San Vittore festival

Domenica 10 maggio al Teatro di Varese (ore 21) va in scena “Non è Francesco?“, spettacolo inedito della compagnia Splendor del Vero con la regia di Luisa Oneto: un lavoro pensato per un pubblico eterogeneo, in cui giovani attori alle prime armi affrontano — guidati da una figura adulta di riferimento — le domande che Francesco d’Assisi poneva otto secoli fa e che restano sorprendentemente attuali.

Lunedì 11 maggio, nell’Aula Magna dell’Università dell’Insubria, parola a padre Bahjat Karakach, parroco della comunità latina di Aleppo: nato e cresciuto in Siria, ha vissuto diversi anni in Italia prima di rientrare nella sua città nel 2022, dove oggi affronta ogni giorno le conseguenze della guerra e del terremoto del 2023. La serata è moderata dalla professoressa Daniela Dalla Gasperina.

Mercoledì 13 maggio, ancora in Basilica, concerto del coro University of Mississippi Concert Singers, ensemble selezionato tramite audizione all’interno del Dipartimento di Musica di Ole Miss e diretto dal dottor Donald Lee Trott.

Venerdì 15 maggio, è prevista in sala Montanari la premiazione del concorso “La Pace che cerchiamo” riservato a studenti delle scuole secondarie di secondo grado tra i 14 e i 19 anni: i ragazzi sono stati invitati a esprimere — attraverso testi, video, podcast o opere visive — la propria ricerca di pace interiore. Tre i premi assegnati, più il riconoscimento speciale intitolato al professor Giuseppe Golonia.

Sabato 16 maggio, infine, a partire dalle 10 in san Vittore ci sarà il villaggio della salute e i gazebo delle associazioni promotrici e alla sera, nella chiesa della Brunella, ci sarà la grande Cena Solidale.

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Redazione Redazione Eventi e News