Tra mito e profumi: con Legambiente lungo la Riviera dei Cedri in Calabria

C’è un tratto di costa calabrese lungo 80km che comprende 17 comuni e unisce mare, borghi, montagne e aree protette in un unico itinerario.
Parliamo della Riviera dei Cedri, così chiamata per via dell’agrume coltivato nella zona da secoli. Un frutto dalle radici antichissime nella tradizione ebraica, tanto che ogni anno rabbini da tutto il mondo raggiungono questi agrumeti per selezionare e raccogliere i cedri rituali destinati alla festa di Sukkot. La Bibbia lo chiama “il frutto dell’albero più bello” e in effetti il cedro di Calabria Dop, con la sua buccia liscia, il colore verde intenso e l’aroma inconfondibile, cresce qui come da nessun’altra parte al mondo.
La proposta del nostro partner editoriale Legambiente stavolta è dedicata a uno dei tratti della costa calabrese più coinvolgenti per gli appassionati di itinerari naturalistici.
Il principale punto di accesso è Scalea, diventata negli ultimi anni un nodo turistico strategico grazie alla stazione ferroviaria, permettendo di organizzare un viaggio anche senza auto. Da qui, la costa scende verso San Nicola Arcella e la spiaggia dell’Arcomagno, una piccola baia incastonata nella roccia e incorniciata da un arco naturale che il mare ha scolpito nel corso dei secoli. Nel 2024 è stata inserita tra le 50 migliori spiagge d’Europa, ma la leggenda narra che vi approdò anche Enea, in fuga da Troia, alla ricerca di un riparo proprio in quella stessa insenatura.
Poco più a nord, Praia a Mare si apre su un’altra esperienza: l’isola Dino, la più grande della Calabria, attraversata da grotte marine come la Grotta Azzurra e la Grotta delle Sardine, è il paradiso degli amanti dello snorkeling e delle immersioni. Tutta questa fascia costiera rientra nel Parco Marino Regionale Riviera dei Cedri, che vanta acque tra le più limpide del Tirreno e cinque comuni premiati stabilmente con la Bandiera Blu.
Spostandosi verso l’interno, il paesaggio cambia radicalmente. Orsomarso e i borghi dell’entroterra introducono al Parco Nazionale del Pollino, la più grande area protetta d’Italia, condivisa tra Calabria e Basilicata, dove si possono percorrere sentieri tra boschi, crinali e silenzi che sembrano appartenere a un altro mondo rispetto alla spiaggia lasciata un’ora prima. In questo territorio passa la Ciclovia dell’Appennino, che lo connette con il resto d’Italia. Ecco perché si può ben dire che la Riviera dei Cedri offre la possibilità di assaporare tutte le sfaccettature della Calabria, passando in pochi chilometri dalle calette rocciose ai sentieri di alta quota, dal profumo del cedro ai fondali delle grotte marine.
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