Tra tormentoni, ombrelloni e gonfiabili Laura Freddi punta dritta al cuore dell’estate – INTERVISTA

05 Luglio 2026 - 08:37
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Tra tormentoni, ombrelloni e gonfiabili Laura Freddi punta dritta al cuore dell’estate – INTERVISTA

In passato esistevano canzoni che non avevano bisogno di strategie per entrare nella memoria collettiva. Bastavano una melodia, un testo e il tempo. Diventavano la colonna sonora di un’estate, di un amore, di un viaggio e continuavano a vivere negli anni, ben oltre la stagione che le aveva consacrate.

Oggi il mercato discografico segue regole profondamente diverse. Il tormentone estivo nasce spesso da un progetto costruito nei minimi dettagli: ritornelli immediati, parole facili da ricordare, coreografie pensate per TikTok ed Instagram, challenge e contenuti che trasformano una canzone in un fenomeno virale. Il successo non si misura più soltanto nelle radio, ma anche tra visualizzazioni, like e condivisioni.

C’è chi, come Annalisa, sembra aver trovato la formula perfetta per dominare ogni estate e chi, come Giusy Ferreri, è diventata negli anni una presenza fissa della bella stagione. Ma la domanda resta aperta: siamo noi a scegliere le canzoni o sono gli algoritmi a scegliere per noi?

In questo scenario si inserisce anche il ritorno alla musica di Laura Freddi. Il 3 luglio è uscito su tutte le piattaforme digitali “L’estate dopo di te”, il nuovo singolo scritto da Enrico Marchetti. Un brano leggero solo in apparenza, che racconta la fine di un amore con il desiderio di ripartire ballando, senza rinunciare al sorriso.

Tra tormentoni, ombrelloni e gonfiabili Laura Freddi punta dritta al cuore dell’estate – INTERVISTA
Ph. Patrizia Abbadi

Il videoclip accompagna perfettamente questa atmosfera: sole, acqua, cocktail, danza e colori estivi fanno da cornice a una Laura Freddi che sceglie di raccontarsi con spontaneità. Anche la copertina del singolo, impreziosita da un abito in paillettes firmato Gai Mattiolo, richiama quell’eleganza luminosa che da sempre contraddistingue la showgirl.

E proprio la coreografia potrebbe diventare uno degli elementi virali dell’estate. «Realizzerò diversi tutorial per ballare insieme L’estate dopo di te», anticipa Laura, pronta a coinvolgere il pubblico in una vera e propria dance challenge.

La nostra intervista

La incontriamo nella suggestiva cornice di una piscina a sfioro a Sabaudia. Il sole riflette sull’acqua, la musica accompagna l’atmosfera e il sorriso è quello che gli italiani conoscono da oltre trent’anni. Da qui prende il via questa intervista esclusiva.

È uscito da pochi giorni il suo nuovo singolo estivo. Come nasce questo progetto?

Il cibo è spesso un collante di convivialità, di risate e di idee. Ed è stato proprio durante una cena tra amici che Enrico Marchetti, giovane cantautore e musicista, mi ha fatto ascoltare questo brano. Ho capito subito che aveva qualcosa di speciale: era fresco, immediato e sembrava scritto apposta per me.

Tra tormentoni, ombrelloni e gonfiabili Laura Freddi punta dritta al cuore dell’estate – INTERVISTA
Ph. Patrizia Abbadi

Cosa l’ha convinta definitivamente?

Essere credibili è fondamentale in questo lavoro. Bisognerebbe sempre scegliere qualcosa che ci rappresenti davvero, perché il pubblico percepisce immediatamente quando c’è autenticità. Questa canzone mi racconta con leggerezza, senza la pretesa di farmi apparire diversa da quella che sono. Amo sperimentare e mettermi in gioco: è stata proprio questa sfida a conquistarmi.

Quanto c’è di vero in questo lavoro e cosa ha significato condividerlo con le persone che ama?

Ho voluto accanto a me un team speciale composto da amici e familiari. Mia cugina Patrizia Abbadi ha curato la regia e il montaggio del videoclip. In realtà collaboriamo da sempre: quando eravamo bambine ero la sua “Barbie modella”. Ricordo ancora la sua cameretta trasformata in camera oscura, con i fili pieni di fotografie appese ad asciugare e i miei ritratti ovunque. Una volta organizzò perfino uno shooting con luci così forti che il mattino dopo facevo fatica ad aprire gli occhi. Sono ricordi che porto nel cuore. A collaborare al montaggio c’è anche mio nipote Edoardo Facchini, con le sue grandi competenze tecnologiche. È un progetto nato davvero in famiglia e credo che questa autenticità arrivi anche a chi guarda il videoclip.

Tre parole per descrivere il singolo?

Fresco, romantico ed energico.

Tra tormentoni, ombrelloni e gonfiabili Laura Freddi punta dritta al cuore dell’estate – INTERVISTA
Ph. Patrizia Abbadi

Dopo tanti anni di televisione è tornata anche alla musica. È un nuovo capitolo?

La musica ha sempre fatto parte della mia vita. Ho avuto la fortuna di interpretare brani che mi hanno regalato emozioni bellissime. Quello a cui sono più affezionata è Per non volare, scritto per me da Enzo Iacchetti quando lavoravo a Striscia la Notizia. Fu lui a dirmi: “Sei intonata, perché non provarci?”. Da quella frase nacque una canzone che portai anche al Festivalbar. È un ricordo che custodisco con grande affetto.

Quindi non è un cambio di rotta?

Assolutamente no. È semplicemente un altro modo di esprimere quello che amo fare. La televisione resta una parte fondamentale della mia vita e continuerà a esserlo. Lo stesso vale per il teatro e, quando arriva il progetto giusto, anche per la musica. Non mi piace etichettarmi: preferisco raccontarmi.

Che ricordo conserva di Non è la Rai?

È stato l’inizio di tutto. Un programma che ha segnato un’epoca e che ancora oggi continua a vivere nel cuore delle persone. Basta vedere quanti contenuti circolano ancora sui social per capire quanto abbia lasciato il segno. Credo sia stato un fenomeno unico e, per certi versi, irripetibile.

La cosa che ricordo con più emozione, però, è il clima che si respirava. Negli anni Novanta si lavorava tantissimo e c’era uno straordinario spirito di squadra. Si condividevano prove, fatica, entusiasmo e divertimento. C’erano grandi cast, ballerini, conduttori, comici: tutti lavoravano per lo stesso obiettivo. Oggi vedo un mondo dello spettacolo più orientato alla competizione, alla gara e meno alla condivisione.

Qual è oggi il suo più grande sogno?

Sul piano personale mi considero una donna fortunata. Il mio sogno più grande si è già realizzato con la nascita di mia figlia Ginevra. È il regalo più bello che la vita potesse farmi.

Professionalmente, invece, continuo a sognare. Mi piacerebbe realizzare un grande progetto corale, in televisione o a teatro, dove il gruppo torni a essere protagonista. E poi c’è un desiderio che custodisco da tempo: portare sul palcoscenico uno spettacolo tutto mio, capace di raccontare anche il mio lato ironico e comico. È una qualità che ho ereditato da mio padre e che il pubblico conosce solo in parte.

A presto a teatro?

Chissà… ci sto lavorando con calma, perché non amo improvvisare. Credo profondamente nello studio, nella preparazione e nel rispetto per il pubblico. Mi piace lavorare quando sento di avere qualcosa di autentico da condividere.

Ascolta L’estate dopo di te https://www.youtube.com/watch?v=H6-Z2bJvaJk

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