Tra un caffè al cardamomo e la falconeria: il Qatar racconta la sua cultura

In occasione della Giornata Mondiale della Diversità Culturale che si è appena celebrata il 21 maggio, il Qatar offre uno sguardo sulla propria identità attraverso rituali, musica, poesia e tradizioni che continuano a far parte della vita quotidiana.
Nel Paese, la cultura vive nei gesti dell’ospitalità, negli incontri sociali e nelle usanze tramandate di generazione in generazione, creando un legame tra passato e presente. Dal rito del caffè arabo servito nel majlis alle danze tradizionali, fino alla falconeria e ai matrimoni celebrati secondo antiche consuetudini che riuniscono famiglie e comunità, il patrimonio culturale qatariota continua ancora oggi a scandire la vita sociale del Paese, raccontandone l’anima più autentica.
Ecco cinque tradizioni del Qatar che permettono di scoprire il volto più autentico della sua cultura.
Il rituale dell’ospitalità: il caffè arabo a base di cardamomo
Tutto può iniziare da una tazza di qahwa. In Qatar, il caffè è molto più di una semplice bevanda: è un rituale profondamente radicato nella cultura dell’ospitalità. A differenza dell’espresso occidentale, il caffè arabo si prepara con chicchi tostati, macinati e bolliti in acqua di arabica insieme al cardamomo, spezia essenziale che ne definisce il profumo. In alcune varianti si aggiungono zafferano, chiodi di garofano o acqua di rose, creando sfumature aromatiche raffinate. Una volta pronta, la miscela viene filtrata e versata nella tradizionale dallah, elegante caffettiera dal becco allungato, per poi essere servita nelle piccole tazze senza manico, i finjan. Il cerimoniale si svolge nel majlis, lo spazio dedicato all’incontro e alla condivisione: qui il padrone di casa serve personalmente gli ospiti, iniziando dal più anziano o dall’ospite d’onore, accompagnando il caffè con datteri. Ogni gesto segue un’etichetta precisa: si riceve la tazza con la mano destra, si accetta almeno un sorso in segno di rispetto e si scuote leggermente per indicare che non si desidera altro caffè.
Il majlis: il salotto della vita sociale
Nel Qatar, il majlis rappresenta molto più di un semplice salotto: è il centro della vita sociale e un luogo simbolico dove si incontrano tradizione, ospitalità e relazioni. Il termine significa letteralmente “luogo dove sedersi”, ma il suo significato va oltre: è uno spazio dedicato all’accoglienza, alla conversazione e alla trasmissione dei valori culturali. Le origini del majlis risalgono all’epoca dei beduini, quando era una tenda nel deserto. Qui gli uomini si riunivano per discutere questioni importanti legate alla comunità: politica, commercio e religione. Era anche uno spazio educativo, dove i più giovani imparavano attraverso racconti, poesie e conversazioni. Oggi il majlis è una parte fondamentale delle case qatariote, solitamente vicino all’ingresso per accogliere gli ospiti senza invadere la privacy familiare. Tradizionalmente esistono spazi separati: uno maschile per gli incontri pubblici e uno femminile più privato. L’aria è spesso profumata da incensi con note di oud, sandalo e zafferano. Al centro dell’esperienza resta il rituale dell’ospitalità: datteri e caffè arabo serviti secondo tradizione. Il valore culturale del majlis è riconosciuto anche a livello internazionale: nel 2015 l’Unesco lo ha inserito nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale.
Il matrimonio e la notte della henna
Il matrimonio rappresenta uno dei momenti più significativi della cultura qatariota. Non è solo l’unione di due individui, ma di due famiglie. Sono spesso la madre e le sorelle a guidare la ricerca della futura sposa. Una volta individuata, avviene un incontro formale tra il pretendente e la famiglia della ragazza, seguito da una fase di conoscenza sempre alla presenza dei familiari. Se la coppia si piace, iniziano i preparativi per il matrimonio. Tra le tradizioni più suggestive per il matrimonio vi è la notte della henna, profondamente sentita in Qatar. Si svolge alla vigilia delle nozze ed è una celebrazione dedicata alle donne. La sposa, insieme a madre, sorelle e cugine, accoglie le donne della famiglia dello sposo in una serata di condivisione. Indossa spesso un abito verde con ricami dorati: il verde, nel Corano, è simbolo di Paradiso, abbondanza e nuovi inizi. Seduta su un piccolo palco decorato, circondata da veli e tessuti, la sposa è la protagonista assoluta. Le donne si riuniscono attorno a lei in un’atmosfera intima e festosa, fatta di canti, danze e dolci tradizionali. Il momento centrale è l’applicazione dell’henné, una pasta naturale ottenuta dalla pianta Lawsonia inermis, utilizzata per decorare mani e piedi con motivi intricati e simbolici. I disegni rappresentano fortuna, amore e prosperità e vengono applicati nei giorni precedenti per raggiungere un colore intenso nel giorno del matrimonio.
Musica, danza e poesia: le forme vive della tradizione qatariota
La cultura qatariota si esprime anche attraverso musica, danza e poesia, elementi strettamente collegati tra loro. Gli strumenti tradizionali includono tamburelli, cimbali e grandi tamburi come l’al-Mirwass, affiancati da strumenti a corde come l’oud e la rababa. Questo accompagnamento musicale è alla base di molte espressioni collettive. Tra queste, l’Ardha è una delle più rappresentative: uomini e ragazzi si dispongono in file contrapposte, impugnando spade o bastoni decorativi e muovendosi in sincronia al ritmo dei tamburi e dei versi recitati. Nata come danza legata al contesto guerriero, oggi è parte delle principali celebrazioni, dal Giorno Nazionale del Qatar ai matrimoni, e mantiene un forte valore simbolico legato all’identità e alla coesione sociale. In questo contesto, la poesia riveste un ruolo centrale, in particolare nella forma nabati, una tradizione poetica orale tipica della Penisola Arabica. Attraverso un linguaggio diretto e accessibile, la poesia nabati racconta la vita nel deserto, i valori tribali, l’amore e l’onore. Considerata un importante patrimonio orale, ha tramandato per generazioni storie, insegnamenti e la saggezza delle tribù nomadi, diventando uno strumento fondamentale di memoria collettiva e di trasmissione culturale. Ancora oggi è viva nella vita culturale del Paese, dove viene recitata e celebrata in festival, concorsi ed eventi pubblici, affiancando ai temi tradizionali anche riflessioni contemporanee.
Falconeria e corse dei cammelli
Tra le tradizioni più rappresentative del Qatar, la falconeria occupa un posto centrale. I falchi, simbolo di nobiltà, coraggio e prestigio, vengono addestrati alla caccia secondo tecniche tramandate di generazione in generazione. Un tempo fondamentale per la sopravvivenza nel deserto, questa pratica è oggi valorizzata attraverso eventi e festival internazionali. A Doha, il Falcon Souq consente di avvicinarsi a questa tradizione, ancora profondamente radicata nella cultura locale. I falchi sono considerati così sacri da avere anche un ospedale dedicato nel souk per la loro cura. Oltre a ricevere cure mediche specializzate, alcuni falchi hanno anche dei passaporti speciali e viaggiano in aereo. Accanto alla falconeria, le corse dei cammelli rappresentano un altro elemento chiave della tradizione beduina. Le gare si svolgono in piste dedicate, come l’Al Shahaniya Camel Racetrack, e la particolarità è che oggi si utilizzano fantini robotizzati telecomandati montati sul dorso degli animali. È una combinazione molto particolare tra tradizione beduina e tecnologia moderna.
La foto pubblicata è stata inviata dall’ufficio stampa.
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