Trevisani stronca Cristiano Ronaldo: "Non si può vedere, ha difficoltà deambulatorie. Segnare non vuol dire giocare"
Il numero 7 portoghese fa sempre discutere per il suo impiego ai Mondiali
Intervenuti in diretta su Cronache di spogliatoio assieme ad Emiliano Viviano, l'ex difensore di Milan e Atalanta Mattia Caldara e il giornalista Riccardo Trevisani hanno espresso le rispettive opinioni su Cristiano Ronaldo prima della sfida alla Croazia poi vinta dal Portogallo ai sedicesimi di finale dei Mondiali.
LE PAROLE DI CALDARA
"Sicuramente c'è la voglia di dimostrare che vincerà un Mondiale anche lui, si sente in difetto. Non è un Mondiale che determina una carriera, ma secondo me lui si sente inferiore a Messi, magari anche a Mbappé che l'ha già vinto, e questo fa sentire inferiori anche ai suoi compagni. Avere lui che ha questo bisogno quasi incontrollabile di vincere potrebbe essere un freno per questo Portogallo, fortissimo ma limitato".
LE PAROLE DI TREVISANI
"Chiunque sia sano di mente vede la difficoltà deambulatoria di Cristiano Ronaldo in campo, non è in discussione. Poi arriva un pallone in area e fa goal, gli arriva sulla testa e fa goal, tira un rigore e fa goal. Se tu oggi fai tirare una punizione a Totti o Del Piero può darsi che facciano ancora goal, non è che il tempo che passa ti rende inabile alla vita, semplicemente non fai lo scatto, non vai a pressare, non ti proponi cinquanta volte, non puoi fare delle cose, ma non è che smetti di segnare. Quindi quando vedi Ronaldo fare due goal all'Uzbekistan che segnerebbe anche Giorgino (sic) bendato, non è che Ronaldo is back, chiunque può fare is back con l'Uzbekistan. Sono cinque anni che Ronaldo non c'è più come lo conoscevamo. Non si può guardare questa roba qua".
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