TRUMP ATTACCA ANCORA MELONI: «L’ITALIA NON CI HA AIUTATO SULL’IRAN»
Nuovo affondo del presidente americano contro la premier e il governo italiano: «Per decenni li abbiamo difesi, ma quando sono stati messi alla prova non erano presenti». Cresce la tensione tra Roma e Washington
Nuovo attacco del presidente degli Stati Uniti Donald Trump contro Giorgia Meloni e il governo italiano. In un messaggio pubblicato su Truth Social, il capo della Casa Bianca ha accusato l’Italia di non avere sostenuto Washington durante la crisi con l’Iran, nonostante il contributo americano alla difesa degli alleati della NATO.
«Dopo avere speso trilioni di dollari per la NATO, l’Italia e il suo Primo Ministro non penserebbero nemmeno di farsi coinvolgere con la Repubblica Islamica dell’Iran e con la sua gravissima minaccia nucleare», ha scritto Trump.
Il presidente americano ha poi rivolto un’accusa diretta all’Italia, sostenendo che gli Stati Uniti l’avrebbero protetta per decenni senza ricevere lo stesso sostegno nel momento della crisi.

«Per decenni li abbiamo difesi, ma quando sono stati messi alla prova non erano presenti per difendere noi e il resto del mondo. Non va bene», ha concluso Trump, firmando il messaggio con il proprio nome in lettere maiuscole.
Un nuovo scontro tra Washington e Roma
Le dichiarazioni rappresentano un ulteriore affondo nei confronti della presidente del Consiglio italiana, dopo le tensioni emerse negli ultimi mesi sulla partecipazione alle operazioni militari contro l’Iran e sull’utilizzo delle basi americane presenti sul territorio italiano.
Il governo di Roma ha sempre sostenuto la necessità di rispettare gli accordi bilaterali e le procedure previste dall’ordinamento italiano, chiarendo che un eventuale coinvolgimento diretto in operazioni di guerra avrebbe richiesto precise decisioni politiche e istituzionali.
Trump, invece, considera la prudenza italiana una mancanza di solidarietà nei confronti degli Stati Uniti e dell’Alleanza Atlantica.
Il messaggio pubblicato su Truth Social trasforma così una divergenza sulla gestione della crisi mediorientale in un attacco politico diretto contro Meloni, indicata esplicitamente dal presidente americano come responsabile della linea adottata dall’Italia.
La questione delle basi militari
Uno dei principali motivi di attrito riguarda le richieste americane relative all’impiego delle strutture militari situate in Italia.
Roma aveva ribadito che le basi concesse agli Stati Uniti possono essere utilizzate nel rispetto degli accordi esistenti, mentre eventuali attività direttamente collegate a operazioni di combattimento devono essere valutate dal governo e, in determinati casi, sottoposte al Parlamento.
La posizione italiana non è stata presentata come una rottura dell’alleanza con Washington, ma come l’applicazione delle regole che disciplinano l’utilizzo delle installazioni militari e il coinvolgimento del Paese nei conflitti internazionali.
Trump sembra però non accettare questa interpretazione e collega il mancato sostegno operativo dell’Italia ai costi sostenuti dagli Stati Uniti per la sicurezza europea attraverso la NATO.
L’intesa provvisoria con Teheran
Il nuovo affondo arriva dopo la firma dell’intesa provvisoria tra Stati Uniti e Iran, destinata ad avviare una fase di cessazione delle ostilità e di negoziati per un accordo più ampio.
Il dossier nucleare iraniano resta uno dei punti più delicati. Washington continua a chiedere garanzie sul programma atomico di Teheran, mentre l’Iran rivendica il diritto a sviluppare attività nucleari per scopi civili.
L’Italia ha sostenuto la strada diplomatica, chiedendo una riduzione delle tensioni, il rispetto del diritto internazionale e una soluzione negoziata capace di impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari.
Trump, tuttavia, ritiene che gli alleati europei avrebbero dovuto offrire un contributo più concreto durante il confronto militare.
Rapporti sempre più tesi
Lo scontro segna un nuovo deterioramento dei rapporti personali e politici tra Trump e Meloni, un tempo considerati particolarmente vicini per impostazione politica e visione internazionale.
La premier italiana aveva cercato di costruire un rapporto privilegiato con la Casa Bianca e di proporsi come interlocutrice tra Washington e l’Europa. Le divergenze sulla guerra contro l’Iran hanno però modificato profondamente questo equilibrio.
La scelta italiana di non partecipare direttamente alle operazioni militari e di subordinare l’utilizzo delle basi al rispetto degli accordi e delle procedure nazionali è diventata uno dei principali terreni di confronto.
Con il nuovo messaggio, Trump alza ulteriormente il livello dello scontro e accusa pubblicamente l’Italia di non avere ricambiato la protezione ricevuta dagli Stati Uniti.
Parole destinate ad alimentare la polemica politica italiana e ad aprire una nuova fase delicata nelle relazioni tra Roma e Washington.
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