CRIMEA, DRONI UCRAINI SU KERCH: DEPOSITI DI CARBURANTE IN FIAMME, ALMENO CINQUE MORTI

21 Giugno 2026 - 22:44
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Le immagini satellitari mostrano dense colonne di fumo sopra gli impianti energetici. Quattro vittime e 28 feriti nella penisola, un morto nel Krasnodar. Mosca afferma di avere abbattuto 239 velivoli senza pilota

Una nuova e massiccia offensiva ucraina con droni ha colpito la Crimea controllata dalla Russia e la vicina regione russa di Krasnodar, provocando incendi negli impianti destinati allo stoccaggio e al trasporto del petrolio. Il bilancio complessivo degli attacchi è di almeno cinque morti e 28 feriti.

Le immagini satellitari mostrano una vasta colonna di fumo nero sollevarsi dai depositi di carburante nell’area di Kerch, uno dei principali nodi logistici della penisola. I grandi serbatoi cilindrici, visibili intatti nelle rilevazioni precedenti, risultano avvolti dalle fiamme e dal fumo dopo l’incursione.

Secondo il governatore della Crimea nominato da Mosca, Sergei Aksyonov, quattro persone sono state uccise e altre 28 sono rimaste ferite durante gli attacchi notturni. Le autorità russe non hanno fornito ulteriori dettagli sulle identità delle vittime o sulle circostanze nelle quali sono state colpite.

L’offensiva ha interessato alcune delle infrastrutture più importanti per i collegamenti e il rifornimento della Crimea, penisola ucraina occupata e annessa unilateralmente dalla Russia nel 2014.

Colpito anche un terminal petrolifero nel Krasnodar

Un altro attacco ha raggiunto un impianto per il trasporto del petrolio nella regione russa di Krasnodar, sulla sponda opposta dello stretto di Kerch.

Le autorità locali hanno riferito che i droni hanno provocato un grave incendio in un terminal petrolifero nei pressi del villaggio di Chushka. Nell’attacco è stato colpito anche un traghetto passeggeri e una persona ha perso la vita.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato che tra gli obiettivi delle operazioni figuravano un deposito petrolifero in Crimea e una struttura per il trasporto del greggio nel sud della Russia.

Gli attacchi rientrano nella strategia di Kiev volta a colpire le infrastrutture energetiche e logistiche utilizzate dalla Russia per sostenere le proprie operazioni militari.

Bloccati ponte e traghetti

L’ondata di droni ha provocato pesanti ripercussioni sui collegamenti con la penisola. Il traffico dei traghetti attraverso lo stretto di Kerch è stato temporaneamente sospeso, mentre il ponte che collega la Crimea alla regione di Krasnodar è rimasto chiuso per oltre nove ore.

La sospensione della circolazione ha causato ritardi per almeno undici treni e nuove difficoltà nella distribuzione dei rifornimenti.

Danni alle reti elettriche hanno inoltre provocato interruzioni dell’energia in diverse aree della Crimea.

Sospesa la vendita di carburante ai civili

Dopo gli attacchi, le autorità filorusse della penisola hanno disposto la sospensione della vendita di carburante ai cittadini e alle aziende private.

Le forniture disponibili saranno riservate temporaneamente agli organismi pubblici incaricati di garantire i servizi essenziali e la sicurezza.

La Crimea sta attraversando una delle più gravi crisi energetiche dall’annessione russa. Nelle ultime settimane gli attacchi ucraini contro depositi, terminali, traghetti e vie di comunicazione hanno ridotto la disponibilità di carburante, provocando lunghe code davanti ai distributori e difficoltà per residenti e turisti.

Mosca: «Abbattuti 239 droni»

Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che i sistemi di difesa aerea avrebbero intercettato e abbattuto complessivamente 239 droni ucraini durante la notte.

Il dato, diffuso dalle autorità di Mosca, non è stato verificato in maniera indipendente.

L’intensità dell’offensiva conferma tuttavia la crescente capacità di Kiev di condurre operazioni coordinate a lunga distanza contro le infrastrutture strategiche russe.

Kerch e lo stretto che separa la Crimea dal territorio russo rappresentano un passaggio fondamentale per il trasporto di carburante, mezzi e rifornimenti. Colpire questi collegamenti significa aumentare la pressione sulla rete logistica costruita da Mosca per mantenere il controllo della penisola e sostenere le proprie forze impegnate nel conflitto.

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