Trump attacca tutti al vertice Nato, ma poi firma una dichiarazione che rassicura gli alleati

08 Luglio 2026 - 18:25
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Trump attacca tutti al vertice Nato, ma poi firma una dichiarazione che rassicura gli alleati

Donald Trump era arrivato in Turchia insultando gli alleati europei, minacciando nuovi dazi contro la Spagna e accusando Francia, Germania, Italia e Regno Unito di non aver sostenuto abbastanza la guerra contro l’Iran. Prontissimo a sferzarli uno a uno. Invece è ripartito dopo aver firmato una dichiarazione che riafferma l’importanza dell’articolo 5 della Nato, promette nuovi aiuti all’Ucraina e disegna un’Alleanza sempre più vicina all’idea della Casa Bianca, cioè più responsabilità dell’Europa e meno centralità americana. Nel mezzo, c’è stato anche un inatteso disgelo con Volodymyr Zelensky. Gli insulti ci sono stati, e va ricordato che con Trump è tutto effimero, è tutto transitorio, soprattutto le buone notizie. Per il momento però c’è almeno qualcosa di incoraggiante.

Il comunicato finale del summit è brevissimo, molto lineare. Sei punti in tutto, di cui l’ultimo è solo un ringraziamento alla Turchia per l’ospitalità. Nel testo si ribadisce l’«impegno incrollabile» alla difesa collettiva prevista dall’Articolo 5 del Trattato di Washington – «un attacco contro uno è un attacco contro tutti» – e si annunciano cinquanta miliardi di nuovi investimenti nella difesa, nell’industria militare e nelle tecnologie strategiche.

Viene poi ribadito il sostegno «incrollabile» all’Ucraina, ma soprattutto si certifica un cambiamento già in atto: «Gli alleati europei e il Canada finanziano ormai la grande maggioranza dell’assistenza alla sicurezza dell’Ucraina», si legge nel testo. Per il 2026 vengono indicati settanta miliardi di euro tra equipaggiamenti, assistenza e addestramento, con l’impegno a mantenere almeno lo stesso livello nel 2027. Più che un nuovo pacchetto, però, si tratta della formalizzazione di risorse in larga parte già annunciate tra finanziamenti europei e impegni nazionali.

Sono comunque segnali rassicuranti rispetto alle minacce di Trump di minare alle fondamenta la Nato. Certo, come ha notato il New York Times, il summit è stato segnato da un Trump che ha insultato gli alleati europei, ma questo non è bastato per far deragliare il lavoro diplomatico dell’Alleanza.

Nel testo manca soprattutto un riferimento all’ingresso dell’Ucraina nella Nato. Non compare neanche quella formula, adottata nei precedenti summit, che definiva «irreversibile» il percorso di adesione di Kyjiv. In parte era prevedibile, perché non si arrivava a questo incontro con grosse aspettative in questo senso. Quante meno, rimane il sostegno militare. È probabilmente la concessione politica più evidente alla posizione di Trump.

Fuori dal testo ufficiale sono arrivati segnali inattesi proprio sul rapporto con Zelensky. Il Guardian parla di «segnali positivi per l’Ucraina e per Zelensky», pur invitando alla prudenza: «Vedremo quanto di tutto questo si tradurrà in azioni concrete». Durante l’incontro tra i due leader, Trump ha adottato toni insolitamente concilianti, scherzando sul fatto che i loro rapporti siano migliorati dopo il duro confronto dello scorso anno nello Studio Ovale. Ma soprattutto ha lasciato intendere che gli Stati Uniti potrebbero autorizzare l’Ucraina a produrre su licenza i sistemi di difesa Patriot. Ha anche espresso sostegno agli attacchi ucraini in profondità sul territorio russo e ha perfino suggerito che Washington potrebbe acquistare i droni sviluppati dall’industria ucraina, riconoscendone il livello tecnologico – un’ipotesi impensabile fino a pochi mesi fa.

Purtroppo l’imprevedibilità di Trump non permette di dire che sviluppi avrà questa due giorni in Turchia. Saranno i prossimi mesi a dire se le aperture annunciate ad Ankara rappresentano un cambio di passo o soltanto un momento di tregua diplomatica.

Di seguito si può leggere il testo integrale della dichiarazione ufficiale della Nato, compreso il sesto punto, di pura formalità. Tradotto in italiano.

1. Noi, Capi di Stato e di Governo dell’Alleanza Atlantica, ci siamo riuniti ad Ankara per riaffermare il nostro incrollabile impegno nella difesa collettiva sancita dall’articolo 5 del Trattato di Washington e nel legame transatlantico. Un attacco contro uno è un attacco contro tutti. La nostra unità, solidarietà e forza collettiva restano il fondamento della pace, della sicurezza e della prosperità per il miliardo di cittadini che vive nella nostra Alleanza di nazioni libere e democratiche. Restiamo impegnati a mantenere un approccio alla deterrenza e alla difesa a trecentosessanta gradi.

2. Per contrastare la minaccia di lungo periodo che la Russia rappresenta per la sicurezza e la stabilità euro-atlantiche, nonché la persistente minaccia del terrorismo, gli Alleati stanno dando attuazione agli impegni assunti all’Aia in materia di difesa. Nel 2025 gli Alleati europei e il Canada hanno aumentato gli investimenti nei requisiti fondamentali della difesa di oltre centotrentanove miliardi di dollari. I nostri investimenti stanno producendo le capacità di cui abbiamo bisogno, rafforzando al tempo stesso la nostra base industriale e la nostra resilienza. Oggi, ad Ankara, annunciamo oltre cinquanta miliardi di dollari di nuovi programmi di approvvigionamento e ci impegniamo ad ampliare la capacità produttiva collettiva, collaborando con l’industria per accelerare l’innovazione. Proseguiremo inoltre il lavoro per eliminare le barriere al commercio nel settore della difesa tra gli Alleati e valorizzare i partenariati della Nato, così da rafforzare la cooperazione e la profondità della nostra industria della difesa.

3. Stiamo costruendo il futuro: un’Europa più forte in una Nato più forte, un’Alleanza modernizzata. Gli Alleati europei e il Canada, lavorando insieme agli Stati Uniti, stanno assumendo maggiori responsabilità nella difesa dell’Alleanza. La deterrenza e la difesa della Nato si fondano su un adeguato equilibrio tra capacità nucleari, convenzionali e di difesa missilistica, integrate da capacità spaziali e cibernetiche. Siamo impegnati a mantenere il nostro vantaggio operativo. Investiamo nella capacità di dispiegare, sostenere e mantenere le nostre forze armate e di raggiungere gli obiettivi di capacità in tutti i domini, inclusi gli attacchi di precisione a lunga distanza, la difesa aerea e missilistica integrata, i sistemi senza equipaggio, le tecnologie d’avanguardia e le capacità di intelligence. Stiamo sviluppando un’infrastruttura cloud transatlantica per le operazioni militari e adottando avanzati modelli di intelligenza artificiale.

4. L’Ucraina contribuisce alla sicurezza transatlantica e gli Alleati restano uniti nel loro incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua libertà, sovranità e integrità territoriale. Gli Alleati europei e il Canada finanziano oggi la grande maggioranza dell’assistenza alla sicurezza dell’Ucraina attraverso strumenti bilaterali e multilaterali. Gli Alleati sottolineano che tale sostegno deve essere equo, prevedibile e sostenibile nel lungo periodo. Per il 2026, gli Alleati si impegnano a fornire 70 miliardi di euro in equipaggiamenti militari, assistenza e addestramento per l’Ucraina e confermano l’impegno sovrano a mantenere almeno livelli equivalenti anche nel 2027. A tal fine, accogliamo con favore la decisione dell’Unione europea di garantire un finanziamento pluriennale all’Ucraina attraverso lo Ukraine Support Loan.

5. L’Alleanza continua a rispondere e ad adattarsi alla competizione strategica, all’instabilità diffusa, alle minacce ibride e agli shock ricorrenti che caratterizzano il nostro più ampio contesto di sicurezza. Gli Alleati ribadiscono che l’Iran non deve mai dotarsi di un’arma nucleare e invitano Teheran a rispettare pienamente la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

6. Esprimiamo il nostro apprezzamento per la generosa ospitalità offertaci dalla Turchia. Attendiamo con interesse il nostro prossimo incontro.

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