Trump Phone è sempre più vaporware: modificate le condizioni di preordine

Maggio 12, 2026 - 10:17
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Trump Phone è sempre più vaporware: modificate le condizioni di preordine

È passato quasi un anno dall’annuncio del T1 Phone, il primo smartphone di Trump Mobile, operatore virtuale (MVNO) fondato da Donald Trump in persona e da suo figlio Eric. E ancora non se ne vede nemmeno l’ombra sul mercato - nemmeno un prototipo o un early sample. Beninteso, lo smartphone ha avuto una storia ricca di eventi finora, nessuno dei quali positivi; e a quanto pare nelle scorse settimane ce n’è stato un altro, piuttosto importante, che è passato inosservato finora - un cambiamento dei termini di preordine che lasciano molte meno tutele ai clienti.

La società specifica ora che il deposito di 100 dollari richiesto agli utenti non rappresenta un acquisto effettivo del dispositivo, ma solo “un’opportunità condizionata” nel caso in cui Trump Mobile decida in futuro di mettere davvero in vendita il prodotto. Nello stesso documento, l’azienda chiarisce inoltre di non garantire né l’avvio della produzione né il rilascio commerciale del T1 Phone. È una posizione molto diversa da quella espressa in precedenza, tuttavia è doveroso osservare che anche in questa nuova revisione dei termini, che a quanto pare è andata online il 6 aprile, viene specificato che è possibile chiedere un rimborso parlando con l’assistenza, e che se il progetto fosse cancellato la società provvederà a fornire rimborsi completi. È interessante osservare che al momento la pagina sembra avere problemi di caricamento, ma si riesce a forzare la visualizzazione della pagina passando dalla console del browser.

Naturalmente resta da capire quanto effettivamente ci sia di vero nelle dichiarazioni relative ai rimborsi; un po’ di dubbio è legittimo visto cosa è successo al dispositivo finora. Al momento dell’annuncio, il T1 Phone era stato presentato come uno smartphone “Made in America”, con lancio previsto per settembre 2025. Nel tempo però quella definizione è sparita dal materiale promozionale, sostituita da formule più vaghe come “American-Proud Design”. Anche la finestra di lancio è stata progressivamente rinviata, senza che sia mai arrivata una data definitiva.


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