Tunisia e Giappone rafforzano la cooperazione per la formazione dei cardiologi africani

18 Giugno 2026 - 09:41
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Il rafforzamento della cooperazione sanitaria tra Tunisia e Giappone e la crescente proiezione del Paese nordafricano verso il continente africano passano anche attraverso la formazione medica specialistica. In questo quadro si inserisce la seconda sessione del Programma di formazione regionale inaugurata dal ministro della Salute tunisino, Mustafa Ferjani, alla presenza dell’ambasciatore del Giappone in Tunisia, Saito Jun, e della prima vicepresidente dell’Agenzia giapponese per la cooperazione internazionale (Jica), Mitsui Yuko. L’iniziativa, frutto di una cooperazione tripartita tra Tunisia, Giappone e Paesi africani, mira a consolidare le capacità del personale sanitario del continente attraverso il trasferimento di competenze avanzate nel settore cardiovascolare.

Il programma offre a cardiologi provenienti da dieci Paesi africani l’opportunità di seguire corsi di alta specializzazione presso istituti universitari sanitari tunisini. Al centro della formazione vi è la tecnica di valvuloplastica mitralica percutanea mediante palloncino di Inouye, una procedura sviluppata in Giappone e utilizzata per il trattamento della stenosi mitralica, che rappresenta ancora oggi una patologia diffusa in diversi Paesi africani. L’iniziativa valorizza l’esperienza medica giapponese e punta a favorire la diffusione di conoscenze e tecnologie tra gli specialisti del continente. Secondo quanto riferito dal ministero della Salute tunisino, il progetto riflette la volontà di rafforzare il ruolo della Tunisia come polo regionale per la formazione medica avanzata e come piattaforma di cooperazione Sud-Sud. Negli ultimi anni Tunisi ha intensificato la propria strategia di apertura verso l’Africa subsahariana, facendo leva non soltanto sui rapporti economici e diplomatici, ma anche sulla cosiddetta “diplomazia sanitaria”, attraverso la condivisione di competenze nei settori della medicina, della ricerca e della formazione.

Nel corso della cerimonia inaugurale, il ministro Ferjani ha sottolineato che il programma rappresenta una “testimonianza concreta della solidità delle relazioni tra Tunisia e Giappone e del loro impegno comune a sostegno dello sviluppo dei sistemi sanitari africani”. L’iniziativa conferma inoltre il crescente interesse di Tokyo per il continente, in linea con la strategia promossa attraverso la Conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo dell’Africa (Ticad), che punta a favorire partenariati basati sul trasferimento di competenze e sul rafforzamento delle capacità locali. Per la Tunisia, la collaborazione con il Giappone nel settore sanitario costituisce anche un’opportunità per valorizzare il proprio capitale umano e consolidare la reputazione delle strutture universitarie e ospedaliere nazionali, sempre più coinvolte in programmi di formazione destinati ai professionisti africani. In questo contesto, il Paese punta a rafforzare la propria posizione come hub sanitario regionale, contribuendo al miglioramento delle cure cardiovascolari e più in generale allo sviluppo dei sistemi sanitari del continente.

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